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Il marketing del cocomero

Sono serio, non ridete. In estate le baracche di vendita cocomeri spuntano ai lati della strade piu’ o meno ogni 2 o 3 Km, almeno passando nelle zone di produzione tipiche.
La fase sociologica attuale privilegia nella domanda la ricerca dell’outlet a tutti i costi, dell’occasione, della fuga dal solito negozio, e la preferenza per il cibo naturale, genuino, di origine controllata, slowed ecc.
Niente di strano quindi che dal lato dell’offerta si cerchi di sfruttare l’opportunità , sfuggendo nel contempo allo strapotere della distribuzione.
Ma dalle idee alla realizzazione sorgono, a quanto pare, i problemi. La maggior parte di queste attività non sembra avere la minima concezione della vendita e del marketing; il che è anche comprensibile, in fondo si tratta di attività stagionali e la maggior parte delle volte improvvisate. Tuttavia, a prima vista, viene spontanea la seguente analisi:
E’ una vendita di impulso, ma servono pur sempre almeno 10 secondi per la decisione di acquisto (“cosa faccio? mi fermo? c’è parcheggio? c’è da fidarsi? ci sarà qualcuno? ho già un cocomero a casa? sono in ritardo? costa di piu’, costa di meno del supermercato?”).

Quindi:

  1. Inutile, alla velocità di 90 Km orari, mettere il cartello esattamente davanti alla baracchina: meglio avvisare con cartelli a distanze differenziate. Altrimenti, per non rischiare tamponamenti, il cliente penserà “passo domani” e poi non passera’ piu’.
  2. Dovete far sorgere il desiderio: in cosa siete diversi dal supermercato (freschezza, produzione in loco, consulenza sulla bontà del cocomero?) Quindi scrivetelo nei cartelli! Considerate che il vostro cliente dovra’ difendere il fatto di avere acquistato da voi, dategli argomenti (oltre alla bonta’ della merce, ovviamente)!
  3. Il prezzo che praticate è conveniente? allora via con la comparazione: “-50% rispetto al negozio”
  4. Considerate sempre che il cliente non vi conosce. Parlate o fate parlare il “negozio” della vostra attività con foto, descrizioni, eccetera
  5. Predisponete una indicazione chiara di dove deve parcheggiare il cliente. Non fategli perdere tempo!
  6. Se non potete essere sempre presenti, create un sistema per farvi rintracciare in tempi rapidi.
  7. Lasciate omaggi. A voi non costa nulla dare un assaggio (una demo!) di altra frutta.
  8. Lasciate una indicazione scritta di chi siete, dove siete, quando siete aperti, in modo che il cliente possa attivare il passaparola. (Insomma, una brochure ;-)
  9. Se volete far passare l’immagine della vostra come una azienda artigianale, lasciate la grafica computerizzata a chi la sa usare veramente (niente volantini e cartelli in Word con effetti speciali a buon mercato). Scrivete i cartelli su lavagne, con il gesso. L’effetto è assicurato.
  10. Cercate di essere un minimo piu’ gentili della commessa dell’ipermercato. In caso contrario, cambiate attività e accontentatevi di vendere ai grossisti.

Il cocomero è gentilmente fornito dal Comune di Cesena.

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  • Qui scrivo — più o meno seriamente — di (un)marketing, social business ed eCommerce. Ma anche di negozianti, e di altre combinazioni tra persone e prodotti, online e offline. (No, il bambino in alto non sono io)

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