dal Corriere
Mi hanno sempre fatto sorridere gli “scioperi” di studenti e consumatori. A che servono? Nella realta’, a nulla. Personalmente credo che solo una liberalizzazione selvaggia di aperture e orari possa abbassare inflazione e rialzi.
A parte questo, fa riflettere come, grazie ai mezzi di informazione ed al passaparola elettronico, azioni come queste possano, se non funzionare nella realta’, almeno finire sui giornali. Che sia arrivata la dittatura del consumierato? Che la rete delle reti consenta finalmente il mercato perfetto tramite una perfetta trasparenza informativa, in cui il consumatore sa esattamente qual è il prodotto meno caro e piu’ conveniente? Forse no, tuttavia la direzione è tracciata.
Tornando sulla terra-terra, nel frattempo il governo che doveva essere il- piu’-liberista-della-storia-italiana vara un piano semestrale stile CCCP per contenere i prezzi.
Interessante il fatto che la cosa riguardera’ pressochè solamente i marchi privati delle catene.
Credo anche che ci sia stata una pessima gestione della comunicazione post-euro da parte delle associazioni dei commercianti e di molti singoli esercizi. Hanno preso tutta la colpa. Ma di questo si parlerà ancora piu’ avanti con calma.
Oggi sono gli ipermercati a essere percepiti come i salvatori del borsellino, veri vincitori della battaglia mediatica degli aumenti.
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