Tirare in ballo la crisi non funziona più: la prognosi riservata dello spot televisivo diventa palese quando, di fronte al rimbalzo della spesa totale di comunicazione, la fetta riservata alla TV non cresce, anzi viene ridimensionata.
Secondo l’Economist, la spesa per l’advertising crescera’ almeno del 7% quest’anno, e la TV arriverà alla solida quota del 38%, ancora la fetta più grossa. Tuttavia le cose stanno cambiando:
[...] it is uncertain about the threat posed by personal video-recorders, which can capture programmes for viewing at any time €”and skip past ads.
Credo che il DVR o TIVO (il videoregistratore che consente di avanzare automaticamente durante gli spot) di cui si preoccupa Maurizio Goetz su IMlog sia solo un aspetto minimale del rischio di disaffezione dei big spender per la TV: i canali tematici, assieme a internet e all’home-entertainment dei DVD, stanno attraendo sempre piu’ il tempo e l’attenzione del pubblico, e disperdendoli in mille rivoli singolarmente meno costosi ma molto piu’ difficili da individuare.
Many people nowadays watch cable or satellite channels rather than the main networks.
Spending will also shift in other areas. Some people, especially young men, now spend more time surfing the internet than watching TV.
Quello che era un metodo costoso, ma potente e immediato (oserei dire brutale), per arrivare a milioni di spettatori sta perdendo quindi quella che era la sua unica ragion d’essere.
Chi si godra’ la ripresina? Internet, perchè l’ecommerce ha avuto il picco massimo di sempre a Natale, e perchè ormai nessuno acquista più senza “una ricerca -preliminare- in Internet”. Chi perde? I giornali. E la TV naturalmente.
The internet is the fastest-growing advertising medium. This reflects advertisers trying to reach both online shoppers (Amazon, one of the world’s biggest e-tailers, had another record holiday season) and people searching for product and price information for goods they will buy in bricks-and-mortar stores.
Ma la conclusione è più appassionante. Il pericolo per la TV non verrebbe tanto dal calo delle risorse investite in spot, ma dal fatto che gli sponsor, viziati dalla misurabilita’ dell’advertising online, vorranno cominciare, pensate un po’, a verificare oggettivamente i risultati.
What advertisers like about the internet is that the effect of marketing messages can be more easily measured. [...] This is leading some of the world’s biggest advertisers to demand better ways of measuring the return on their investment in all forms of advertising. It is hard to exaggerate how big a shock having their performance properly measured will be to traditional advertising folk; even an entirely normal rebound in ad spending may not feel like a return to normality.
Ma sara’ poi vero?
Cose simili:
- “cosa fai adesso”: 1) io e SBF
- Due pesi e due misure
- Il banner sociale, due anni dopo, su Wired.
- La Verità: perché i navigatori valgono meno degli spettatori

Iscriviti ai feed RSS [10.006 iscritti]


Il “mitico” Kotler aveva già lanciato i suoi moniti alla platea durante le conferenze milanesi (Learning form the leaders) ammonendo le aziende ed i loro (ir)responsabili della inadeguatezza del mezzo televisivo……………ancor più se generalista?
Un abbraccio
Pier Luca
PS: Brutta giornata per Tiscali?
“Onore” al marketing web ring; qs. articolo è stato linkato……….tanto le dovevamo
:-))
Un abbraccio
Pier Luca
In effetti l’effetto DVR da me segnalato nel mio post su Imlog è una delle ragioni ma senz’altro non l’unica per il possibile dirottamento di budget pubblicitari dalla tv alla rete. Sicuramente la crescente diffusione della banda larga aumenterà le possibilità “espressive” della rete, rendendo, che non potrà più essere considerato “il fratello minore” della tv ma assurgerà a medium alla pari di tutti gli altri.
Il vero problema a mio avviso è legato all’utilizzo della rete in termini di comunicazione e marketing. Sapranno le agenzie ed in generale il mondo della comunicazione imparare a sviluppare modalità “specifiche” e “congrue” di utilizzo di internet? Il successo di Google ci insegna che il mercato premia le proposte innovative in grado di offrire valore.
scusate, per un errore, il mio pensiero non è stato pubblicato in modo completo. invio nuovamente il mio post.
============
In effetti l’effetto DVR da me segnalato nel mio post su Imlog è una delle ragioni ma senz’altro non l’unica per il possibile dirottamento di budget pubblicitari dalla tv alla rete. Sicuramente la crescente diffusione della banda larga aumenterà le possibilità “espressive” della rete, rendendo internet un ambiente di comunicazione ancora più impattante di quanto lo sia oggi. Ogni complesso di inferiorità da parte degli operatori della comunicazione on line nei confronti della televisione non avrà più ragione di essere nei confronti di internet, che non potrà più essere considerato “il fratello minore” della tv ma assurgerà a medium alla pari di tutti gli altri.
Il vero problema a mio avviso è legato all’utilizzo della rete in termini di comunicazione e marketing. Sapranno le agenzie ed in generale il mondo della comunicazione imparare a sviluppare m