Il copy B2B si porta dietro retaggi e regolette ridicole:
1) Non essere mai negativi, mai!
2) Fare leva sulla razionalità e non sulle emozioni del cliente. E’ un’azienda, cribbio, mica un consumatore qualsiasi.
3) La generazione dei contatti è l’obiettivo: fatto quello, fatto tutto!
4) E’ la mission e la filosofia del business che ci differenziano dalla concorrenza
5) Il nostro tono deve essere professionale, “business” appunto.
Aggiungerei io il numero 6): al cliente interessa moltissimo che gli si dia del lei, del voi, che si mettano delle rispettose maiuscole su parole come Cliente, Vi, Le, convircerLa, e che le lettere siano firmate da un Direttore Servizio Grandi Clienti.
Dettagli falsificatrici in Marketing Profs, Five B2B Copy Myths
Cose simili:
- Le 4 P del marketing Palloso
- CoopArt 2011 – vivere in 500 metri quadri (di pubblicità)
- Ecco qua un mio corso (+ un laboratorio) per imparare a imparare il web marketing
- Baci, abbracci e hashtag, ecco il social CRM?

Iscriviti ai feed RSS [10.006 iscritti]


Con il punto tre potresti sgretolare una delle più forti e indistruttibili convinzioni del marketing made in US: leads, leads, leads!
Meglio non far leggere questo post al mio Corporate Marketing Director.
Il marketing B2B – o meglio le aziende che operano in mercati b2b – si contraddistingue effettivamente per un approccio che di emozionale a poco o niente; è effettivamente vero che le motivazioni d’acquisto sono prevalentemente razionali ma mi sono spesso chiesto i buyer sono anche essi uomini (con emozioni) o robot dissociati e scizofrenici?
Una risposta – personalmente – l’avrei.
Un abbraccio
PLuca