Possibili restrizioni della Ue alla Cina
Nove le categorie di prodotti tessili sotto esame. Potrebbe scattare una procedure per ridurre i quantitativi esportati in Europa
BRUXELLES – Il commissario europeo Peter Mandelson non ha escluso il ricorso ad una procedura accelerata per imporre alla Cina restrizioni quantitative (o ‘misure di salvaguardia’) alle sue esportazioni di prodotti tessili e di abbigliamento verso l’Europa. Saràuna task-force di esperti a condurre l’inchiesta.
Corriere della Sera
Premesso che non credo in generale alle barriere artificiali, nel dibattito vedrei bene anche una discussione su:
- il fatto che i consumatori italiani abbiano acquistato in questo modo merci comparabili -giudicando dal successo- a prezzi molto inferiori a quelli precedenti, quindi con un arricchimento economico non disprezzabile, in tempi più o meno grami (i miei bimbi volevano qui ringraziare per il finto cellulare a 1 euro con suoneria e pile incorporate)
- rendere obbligatoria un’etichetta “sociale” ai prodotti cinesi, segnalando al consumatore europeo un indice di equità del rapporto di lavoro con cui sono stati prodotti (basato su lavoro minorile, presenza di sindacati liberi, ore di lavoro settimanali, paga media comparata, ecc. ecc.), tanto più che l’Europa ha rinunciato da tempo a qualsiasi protesta contro l’ultima grande dittatura mondiale.
Cose simili:
- Marketing sostenibile – la mia presentazione a Zoes 2010
- Gli interinali dei social media
- Siamo disposti a distribuire capitale “sociale”? La regola aurea dei social media
- Supermercati, grande distribuzione e social media

Iscriviti ai feed RSS [10.006 iscritti]


Il problema, temo, non è il consumo che il cliente finale fa direttamente dei prodotti cinesi: è quello delle aziende, tessili in primis, che hanno delocalizzato troppo. Non sono d’accordo con i molti che reputano di bassa qualità la produzione cinese: ormai è del tutto paragonabile (a volte superiore) a quella occidentale.