RicC1one like no one

Grande subbuglio oggi in riviera (adriatica) per Citroen, che per il lancio della C1 “sponsorizza” Riccione per 100.000 euroni, cambiando i cartelli stradali in | RICC1ONE |, e rinominando pure qualche gazebo e bar chic -se qualcosa di chic c’è rimasto a Riccione- in giro per la città. Interviste deprecabili per opposti motivi, ma entrambe trascurabili, a Zecchi e al nientologo Klaus Davi, sul Carlino [offline], tanto per dire la stampa dove pesca, quale serbatoio di esperti di marketing.
[mini]marketing invece aspetta con ansia la presa di posizione ufficiale di Palmiro Cangini, e appoggia già da ora il suo pensiero.

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RicC1one like no one
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.
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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

7 pensieri su “RicC1one like no one”

  1. Penso che RicC1one sia una genialata. Lo trovo un gran colpo del marketing alla romagnola. Noi siamo fatti così. La nostra riviera è così: il trionfo del buttasù, della borazzeria, del mischione di tutto un po’. Presempio i palati fini cuociono il pesce così com’è. Da noi, prima di grigliare il pesce azzurro, lo imbombiamo nel pan grattato-prezzemolo-aglio. E ci beviamo dietro del sangiovese fresco. Cosa ci vuoi fare? Meglio essere grezzi ma vivi, piuttosto che restare come degli invorniti a piangere sul latte macchiato.

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