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Olivetti, ‘Simple is beautiful’. Ok ma cosa?

All’inizio della settimana avevo avvistato delle stampanti Olivetti (!) al Carrefour e mi ero fermato a curiosare, più sulla rinascita del brand, che sui dettagli tecnici, a dire il vero. Poi venerdì vedo il paginone sul Corriere, e comincio le mie elucubrazioni “vuoi vedere che questi si vogliono riposizionare come guastatori?” “non è che puntano a reinventare un mercato bloccato e asfissiato dalle stampanti a basso prezzo e dai consumabili a prezzo-champagne?” (un po’ come le macchinette del caffè casalinghe in comodato gratuito e cialde a pagamento), “non sarà che lascieranno perdere politiche poco “fair”, della peggior old-marketing-school, come far scadere le cartucce originali dopo un periodo di inutilizzo, manco fosse un prodotto deperibile e DOP, e cercheranno di rendere la vita meno impossibile alle cartucce compatibili a basso prezzo?” Sabato, leggo Mantellini e relativi commenti sullo stesso argomento. Immagino le stampanti Olivetti come i piccoli roditori che imprevedibilmente estinguono i dinosauri e cambiano la storia. Allora domenica pieno di fiducia e di speranza vado sul sito Olivetti, ma non trovo niente di niente che faccia supporre questa strategia. Solite stampanti, solita strategia? Amen.

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  • Qui scrivo — più o meno seriamente — di (un)marketing, social business ed eCommerce. Ma anche di negozianti, e di altre combinazioni tra persone e prodotti, online e offline. (No, il bambino in alto non sono io)

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