Generare attenzione se si è creativi non è poi così difficile, ma l’attenzione è volatile.
Il vero problema è riuscire ad entrare nella “mappa mentale di considerazione” dei propri pubblici per un arco temporale sufficientemente lungo affinché il messaggio venga “fissato”.
Sono d’accordo con Maurizio, che si riferisce al marketing non convenzionale, detto ormai guerriglia marketing. Lo stesso problema si pone con il product placement: facile farsi vedere, il difficile è rimanere in mente, passare dall’esposizione all’attenzione; funzionerà solo se l’oggetto è in sintonia con la vita, il bisogno o il modo di pensare più o meno immediato dello spettatore: quante Panda 4×4 entreranno percentualmente nella mappa mentale di attenzione degli spettatori di James Bond? A quanti frega veramente di cosa indossano gli sfigati della Talpa? Invece sono convinto che l’arredamento Ikea inserito subdolamente nella trasmissione SOS Tata in onda su Sky Qualcosa sia un ottimo investimento. Il rischio è che ottimi investimenti misurati sulla scala dell’esposizione siano pessimi investimenti nella scala dell’attenzione, corrispondente in ultima analisi al tempo mentale che ognuno di noi decide liberamente di dedicare. E che non si cattura con interruzione, nè si induce con il posizionamento nella trama, ma si attrae, non c’è scorciatoia, con l’utilità elargita o la complicità percepita.
PS: ti stai chiedendo che razza di programmi guardo? Hai pienamente ragione.
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E non esagerare: A volte c’è uno spot interessantissomo o divertentissimo di cui non posso rimembrarmi la ditta o nemmeno il prodotto. Quindi non posso comprare il prodotto. Secondo me sono soldi sprecati per loro.
giovanni, faro in modo che non ti perda allora ;-))
Assolutamente d’accordo. Non so se l’attenzione sia riconducibile al “tempo mentale”, ma certamente è collegata al concetto di valore. E’ in base ai valori che vengono disegnate le “mappe mentali di considerazione” dei nostri pubblici. Ed è in base ai valori che viene percepito l’essere “in sintonia con la vita”
“A quanti frega veramente di cosa indossano gli sfigati della Talpa?”
Sfigati? finti sfigati? o per loro siamo noi gli sfigati…
Alcuni mesi fa, mentre ero in un cinema multi-sala, ho vista la locandina del film di Costantino e Daniele (premiata ditta…). Oltre al film, c’era la possibilità di comprare la tshirt… “Ma chi sono questi sfigati che comprano la magliettina?”.
Alcune settimane dopo Lele Mora (patron-padron della coppia C&D) si vantava di aver guadagnato 1 Eur per ogni magliettina, vendute n. 1 milione…
E le magliettine GURU pubblicizzate da calciatori discotecari / veline / finti cool?
Il marketing…
le magliettine guru sono state un successo perche’ c’era molta affinità tra chi le vuole indossare (gli wannabe) e i testimonial.
sulle magliettine di costantino, mai vista una in giro, secondo me è stato un flop pure quello…