Product post-placement

In principio era il pacchetto di sigarette mostrato in primo piano nelle commedie all’italiana, ora siamo agli oggetti virtuali, inseriti dopo che se ne è verificato il successo (immagino per le serie TV).
Allora perchè non dare un iPod a Rickie Cunningham, un’Alfa Romeo nuova ai banditi a Milano e un TomTom a Starsky e Hutch?
Anche se credo che i telespettatori si siano fatti più furbi, o forse solo molto più indifferenti, di ciò che pensano produttori e agenzie, sempre alla disperata ricerca di forme pubblicitarie poco misurabili da propinare agli inserzionisti. O sbaglio?
La differenza tra il product placement tradizionale e quello virtuale è che quest’ultimo non richiede di essere programmato con largo anticipo. Non è più necessario scommettere sulla buona riuscita di un programma tv e investire in esso. Oggi per gli inserzionisti c’è la possibilità di valutare prima l’andamento di un programma e successivamente investire in pubblicità.
Corriere della Sera – Quando la pubblicità è virtuale

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2 Commenti

  1. Pubblicato 2 gennaio 2006 alle 9:54 PM | Link Permanente

    Questi fanno i soldi a palate. Comunque mi sorge un dubbio, io faccio una serie, nessuno fa product placement tradizionale, la serie ha successo, la seconda serie (che entra in lavorazione dopo che la prima ha un buon feedback) avrebbe gia’ il product placement tradizionale, che penso risulterebbe piu’ economico. Allora quello virtuale sarebbe sulle repliche?
    Comodo per avere versioni localizzate anche negli sponsor, si aprira’ poi la questione dell’edizione per l’home video, il product placement virtuale sara’ offerto a chi offre di piu’? Chi comprera’ i diritti per la commercializzazione potra’ poi svendere quelli per la sponsorizzazione? Si creeranno i cartelli, i ti sponzorizzo questa serie solo se tu mi firmi che mai farai un post-placement con quello.

  2. Pubblicato 3 gennaio 2006 alle 9:48 AM | Link Permanente

    Fino ad ora, il product placement in Europa non era consentito in televisione perchè contrario alla direttiva Tv Sans Frontiere, questa direttiva sta per essere rivista, si attende un nuovo passaggio presso il Parlamento Europeo.
    La pubblicità virtuale invece era consentita ma solo in certi ambiti e con molte limitazioni.

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