Sky, che autogol…

Dunque, Sky denuncia un semisconosciuto (alle masse) sito no-profit (coolstreaming.it) che segnala le “trasmissioni” disponibili sull’omonimo (ma non collegato) acefalo e decentralizzato servizio peer-to-peer, che a sua volta consente di vedere le partite del calcio italiano (beh, vedere. Credetemi, qui per curiosità in passato abbiamo provato, anche se non per il calcio, e quel servizio va bene se proprio sei un fanatico, e anche molto paziente, povero e fortunato nel trovare un po’ di banda disponibile) , trasmesse su internet (legalmente) da una serie di server di TV cinesi.
La mia prima considerazione è che il reato di segnalazione di una risorsa in rete pare essere quindi un reato, anche se quella risorsa non è mai stata giudicata ufficialmente illegale (del resto, che privatamente dei privati si scambino delle trasmissioni televisive cinesi anche al sottoscritto non sembra palesemente un reato). Quindi, occhio a cosa linkate, perchè potreste essere considerati complici. Non so, mi sembra uno di quei reati dai confini sfumati, tipo vilipendio alla bandiera.
La seconda considerazione è che Sky con l’intervento della Guardia di Finanza è riuscita a trasformare un servizio semisconosciuto in un fenomeno di cui si parla al Bar Sport. Che danno facevano a Sky un migliaio di smanettoni che non si possono nemmeno permettere una scheda digitale terrestre di Mediaset? Sicuramente questi mai faranno un abbonamento da 40 euro mese al satellite. Comunque da ora gli smanettoni troveranno altri siti, sempre che ce ne sia bisogno, e in più diventeranno duemila, grazie alle PR di Sky.
La terza considerazione è che se è vero che

[…] Non potendo intervenire direttamente in Cina, per la prima volta la Guardia di Finanza si è rivolta ai maggiori fornitori di servizi Internet italiani e ha chiesto loro «di inibire agli utenti italiani l?accesso ai server cinesi» e non solo, perché gli investigatori compileranno una vera e propria «black list» di siti a cui non sarà permesso l?accesso dall?Italia.

la cosa non mi piace per niente. Black list? Server non visibili? Inizia la censura e per cosa, perchè un’azienda privata teme per i propri abbonamenti al calcio? Oh, ma siamo in Iran? Attenzione che quando iniziano queste cose, non si sa come finiscono.

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management nel marketing digitale.
Il mio lavoro è supportare le aziende come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, marketing,omnichannel.
Ho lavorato - tra gli altri - per Coop Alleanza 3.0, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Henry Cottons, LVMH, Telenor, CRIF, PMI, agenzie e startup.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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10 Commenti

  1. Pubblicato il 29 gennaio 2006 alle 7:34 PM | Permalink

    pensa che c’è un decreto del governo che ordina agli ISP di bloccare l’accesso ai siti esteri di scommesse online perchè non hanno la licenza per il nostro paese: una sorta di visione “territoriale” di internet. stabilito per legge un precedente si può operare per analogia, come in questo caso. nonostante sia tutta da dimostrare l’illegittimità della cosa.il problema è che si può applicare praticamente ad ogni attività regolamentata da leggi nazionali.

  2. Pubblicato il 29 gennaio 2006 alle 7:53 PM | Permalink

    bell’articolo. ottima e corretta esposizione.
    tra un attimo in italia di scade nel ridicolo ..

  3. Pubblicato il 29 gennaio 2006 alle 8:50 PM | Permalink

    Cosa, ho letto bene???
    Per me inibire agli utenti italiani l’accesso ai server cinesi equivale alla censura di regime a Google da parte delle autorità cinesi…
    …però quella ci fa gridare allo scandalo e questa va bene così :-(
    Sono sconcertato!

  4. Pubblicato il 29 gennaio 2006 alle 8:56 PM | Permalink

    Quando ci sono i soldi in ballo non c’e’ nessuna liberta’ che tenga.
    L’unica speranza e’ che ci sia un qualche organo di vigilanza europea che impedisca questa barbaria.

  5. andrew v.
    Pubblicato il 30 gennaio 2006 alle 4:33 AM | Permalink

    secondo me si rischia di ripetere la gaffe dell’insuccesso dell’effetto della battaglia legale contro il p2p musicale, colpendo napster, ma poi innewstando dei meccanismi di proliferazione/emulazione raggirando la legge..

  6. Pubblicato il 30 gennaio 2006 alle 9:29 AM | Permalink

    come si fa a tenere d’occhio questa questione? troverò aggiornamenti sempre su queste pagine? penso sia una cosa gravissima

  7. Pubblicato il 30 gennaio 2006 alle 1:13 PM | Permalink

    ci battiamo tanto a colpi di bits, nella blogosfera italiana e sulle testate giornalistiche, per denunciare la censura sul web da parte di governi come quelli cinese e iraniano e poi ci censurano sotto il naso gli accessi a servers e providers esteri che forniscono “dubbi” servizi? e tutto questo per far star buona SKY?
    mah..!!
    pieno supporto alla faccenda sul mio blog!

  8. Pubblicato il 31 gennaio 2006 alle 11:03 PM | Permalink

    aspettiamoci che google firmi un bell’accordo con il governo italiano per censurare certe parole … siamo messi bene …
    condivido tutto …tant’è che quando mio padre mi ha fatto vedere il sito gli ho detto ” ma sei matto spendiamo 5 euro che io di vedere la partita a scatti in 640 sul monitor a 1280 non c’ho un c…o di voglia…

  9. Pubblicato il 1 febbraio 2006 alle 1:14 AM | Permalink

    bell’articolo, condivido tutto quello che dici, tranne i tuoi giudizi sulla qualità del “servizio” cool-streaming. Io l’ho utilizzato qualche volta, e lo faccio ancora ogni tanto. le partite si vedono abbastanza bene (certe partite diciamo), e visto come è costruito quel programma, più sono gli utenti e meglio si vedono. Funziona con lo stesso principio di bit-torrent, infatti, e se ti connetti ad una partita importante, scegliendo il canale giusto, la vedi alla grande. per alla grande intendo come rossoalice. ovvio che sky è un’altra cosa. certo che per utilizzare al meglio quel servizio sarebbe bene saper leggere il cinese…
    Forse a sky hanno preso queste eccessive contromisure perché temevano potesse diventare un fenomeno più ampio, tipo bit-torrent. Comunque, sono d’accordo con te. resta una cosa per smanettoni e curiosi, il pubblico di sky è senza dubbio un altro.

  10. Corrado
    Pubblicato il 2 febbraio 2006 alle 5:11 PM | Permalink

    Gli aggiornamenti sulla vicenda si trovano su http://www.coolstreaming.us (notate il suffisso .us al posto del controverso .it).
    In realta’, piu’ che la censura degli IP, io temo la pressione mediatico-giudiziaria (con richieste danni faraoniche) su coolstreaming da parte di SKy o chi per lei.
    Negli USA e’ una strategia vincente, come dimostra Lawrence Lessig nel suo bel libro Cultura Libera, che potete leggere anche on line seguendo questo link:
    http://www.apogeonline.com/libri/88-503-2250-X/scheda