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L’insostenibile tristezza del flyer della famiglia Spera

Mi è appena arrivato -incellofanato in una qualche rivista mensile di [mini]wife- il flyer dei DS.
Stampata, la faccia, la cravatta, il pullover, la tappezzeria, tutta la famiglia Spera è così triste, ma così triste, che ha surclassato in tristezza il booklet della piccola fiammiferaia che in casa era imbattuto per mestizia da anni.
Chissà se tanto grigiore funzionerà sulle masse, contrapposto al patinato libretto dei trionfi che -immagino- arriverà da Ilvio.
Ho come l’impressione che il flyer dia per scontato che tutti -prima di leggerlo- abbiano visto gli spot al cinema oppure online. E se online -secondo me- funzionavano, l’aspetto ironico prevaleva, il foglietto, lasciato così da solo emana solo grigiore e basta. E supporre che la maggioranza degli italiani lo abbia visto e lo ricordi mentre legge il volantino è profondamente sbagliato.
PS: io, nel flyer, al posto di Unipol Banca avrei indicato un’altra banca, come conto per le offerte, così, per non suscitare ricordi…


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