E’ portatile, è wireless, è mobile…

Udite udite: la carta elettronica, che si riusa e si ricarica, flessibile e indistruttibile come una tovaglietta gommata per la colazione, è alle porte.
Le barriere all’ingresso nell’editoria sono solo nella logistica e nella distribuzione, è così ovvio. Lo spazio in edicola è limitato e quindi costoso (il costo opportunità delle riviste che in pochi comprano rispetto al largo seguito vari Chi, Oggi, Come e Perchè), le economie di scala di produzione e distribuzione della carta sono enormi.
E invece su di un foglio di carta elettronica, che sta piegato in tasca, da leggere in metrò, ci puoi buttare dentro un giornale scaricato da internet o da un distributore automatico bluetooth che potrà contenere, in una coda infinita, dal Marrakesh Journal alla Rejkjavik Gazzette passando per i blog del tuo OPML, per portarli allo stato solido solo quando serve, e cancellarli dalla memoria quando non servono più. Niente lettori pesanti da tenere in tasca, solo 30 grammi.
Sarà un mondo bellissimo, solo dovrò trovare qualcos’altro per accendere il camino.

(cfr nòva24 16 marzo, Luca De Biase)

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