E’ incredibile come ancora ci siano negozi che facciano questo errore. Tu vuoi vendermi una sedia, e io non posso nemmeno sedermi?
Dovresti incoraggiarmi a provarla, la tua sedia. Magari sono solo stanco, e non ho bisogno della tua sedia, ma sedendomi potrei anche prendere in considerazione l’acquisto.
La Coop sei tu, e allora siediti a casa tua.
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8 Commenti
Te lo appoggio. Gli svedesi insegnano.
E io pensavo che il mio negozio fotografico di (s)fiducia fosse l’unico:
“Posso vedere la macchina dal vivo prima dell’acquisto?”(macchina fotografica da oltre 900 euro, sarei almeno curioso di prenderla in mano e non di comprare a scatola chiusa. Si tratta solo di aprire la scatola priva di sigilli e farmi vedere che esiste e come è fatta. Non voglio nemmeno accenderla!)
“No mi dispiace, puoi provarla solo dopo l’acquisto”
“Ah… Grazie… Meno male che almeno dopo l’acquisto posso prenderla in mano”
E questo è nulla. Una sedia costa da poche decine e poche centinaia di Euro.
Il peggio è quando vuoi provare, esempio, una moto da 8.000 / 10.000 Euro e ti dicono: “Ah, ma non ha l’assicurazione…”
Beh, sei tu il concessionario, è un fottuto tuo problema.
Mi sa tanto che per le aziende italiane il tryvertising rimane un concetto sconosciuto.
Attenderemo…(neanche più tanto) fiduciosi.
Beh, una nota di merito va ad un concessionario toyota di Roma: alla richiesta di provare la macchina ha tirato fuori una assicurazione dal cilindro e mi ha mollato le chiavi. Suo commento: “Io non vengo, non voglio condizionare i commenti sull’auto”.
La nota di demerito va al suo collega di un’altra zona di Roma il quale a malapena conosceva i prodotti venduti (Toyota produce si e no 5 modelli, non credo sia troppo difficile studiare le brochure)
Annoso problema quello della “prova”…
Io sono per la prova della merce, soprattutto per il materiale elettronico (lettori mp3, ecc.), soprattutto nelle grandi catene di distribuzione (mediaworld, ecc.). Pare che negli USA la cosa sia abbastanza normale e i commessi pagati anche in base alle vendite (motivazione!).
Invece assistiamo a commessi sottopagati, demotivati dall’azienda, non preparati tecnicamente. Ci sono poche eccezioni dovute all’impegno della singola persona.
Le aziende dovrebbero permettere alla propria clientela di “toccare” la merce, avere dei consigli sensati dal personale; i giornalini aziendali sono un passo avanti per avvicinarsi alla gente, ma non basta. Dovrei fare una scelta del prodotto SOLO in base alle tette della commessa o alla simpatia del commesso ? occorre maggiore professionalità!
Io sono stato negli USA e sinceramente la situazione per quanto riguarda le prove non è poi troppo diversa (almeno per quanto riguarda la mia brevissima esperienza), però i commessi sono di gran lunga più propensi alla vendita. Non c’è stato un negozio in cui non mi sono ritrovato un commesso appiccicato appena varcata la soglia! Sempre gentili e pronti ad ogni richiesta.
Condivido e sottoscrivo. Ho proprio recentemente scritto un articolo sul tema “è vietato”. Quella che tu descrivi è una delle ragioni che mi fanno uscire da un negozio senza acquistare.