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Fiat va in chat

Luca De MeoNon sono un gran appassionato di auto, e probabilmente mi iscrissi al sito Quattroruote solo per avere una quotazione di un’auto usata, quando il servizio era ancora gratis, qualche anno fa. Ieri però quando mi è arrivata la newsletter con l’invito alla “chat” con il Brand Manager di Fiat, Luca De Meo, ho rispolverato user e password e voilà, sono entrato a sbirciare.

Luci e ombre: luci, il modo spontaneo di rispondere alle domande da parte di De Meo, apprezzabile, come anche la volontà, molto new-marketing, di parlare direttamente con i fan della Fiat o gli appassionati di automobili; ombre, l’interfaccia molto rigida che ha trasformato la chat in una lista di domande e risposte (semplicemente un’intervista collettiva, insomma) che si sarebbero potute raccogliere anche non in diretta, mancando totalmente la possibilità di precisare e ribattere (certo tecnicamente sarebbe stato difficile da moderare, però…), la mancanza del live nella battitura delle risposte (sarei stato curioso di vedere se rispondeva di getto o se c’era l’addetto stampa a lato a controllare, forse una webcam avrebbe reso più coinvolgente l’evento), la mancanza di trasparenza nella scelta delle domande, tra quelle da rispondere quelle da scartare, senza che ti sia comunicata la sorte del tuo quesito.

Per esempio, la mia domanda “Fiat continuerà a investire su scarpe, felpe e fotocamere con brand Fiat o si concentrerà sulle auto?” probabilmente è stata giudicata provocatoria o non interessante, visto che non mi hanno risposto.
Alla fine ho rinunciato anche alla mia seconda domanda, che era “Il gessato stile Al Capone, viene usato in Fiat per conformismo, è un’uniforme aziendale, o vi piace proprio?”
La trascrizione sul sito Quattroruote

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