Ma l’ordine perentorio “Per assicurarsi il 73% di sconto, pari a [...], stacchi i bolli d’oro e li applichi negli appositi spazi sulla richiesta di abbonamento privilegiato.”, mi inibisce definitivamente dalla sottoscrizione.
Non bastava la firma e la carta di credito? Devono anche assicurarsi che io sia in grado di staccare e riattaccare il loro paio di bolli d’oro (carati non specificati)? A che diavolo serve questa pantomima del bollino? Io non me lo spiego proprio.
PS: in realtà, si, me lo spiego, ma solo con la teoria che si cerchi di far leva su quel minuscolo gruppetto di neuroni in cui è ancora intatto il concetto fanciullesco che ripete “ciò che è adesivo, è da conservare”. Ma mi sembra troppo azzardato.
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un paio d’anni fa, rinnovando un abbonamento ad una rivista, per ricevere in omaggio una 24h in pelle con accessori (tutto di buona fattura, devo dire) dovetti staccare dei bollini sagomati di _cartone_ (un paio di millimetri di spessore) e infilarli nella busta così, ché non erano neanche adesivi.
una casellina da barrare è troppo banale per certa gente.
Potrebbe essere una scusa per incamerare abbonamenti rifiutando lo sconto ai distratti. Attratti dal luccicante “73%” in lettere cubitali, non si leggono le istruzioni in piccolo. Si firma, si imbusta e…fregati.
A volte, nel tentativo di ideare soluzioni di direct marketing “innovative”, “originali” (??), “divertenti”, “ironiche” e chi più ne ha più ne metta, certe persone si dimenticano di utilizzare la logica. Come il “simpatico” (nelle intenzioni, di fatto solo una scocciatura, una perdita di tempo, una mancanza di rispetto per l’intelligenza delle persone oltre che un inutile spreco di plastica) contenitore per la banana raccontato in un libro che lessi qualche anno fa e che si intitola, se non ricordo male, “L’era della creatività. Il marketing e la banana”.
tua figlia è un mito
Sono capitata per caso sul tuo blog cercando i persuasori occulti (il libro)…studio marketing, e ho iniziato a leggerti..sei ottimo!ancora non ho capito se devo fare commenti seri/marketing o meno. mah. Questo era solo una prova e non vale. Io vado matta per i sassi, magari l’avrei comprato contrattando un po’.
Io proporrei la regola per cui i bravi studenti markettari che passano da qui devono lasciare solo commenti serissimi; noialtri invece apportiamo alto valore aggiunto con commenti svaccatissimi. Un bel marketing mix. :-)
una delle migliori blog-schizo-forumizzazioni dall’inizio di minimarketing :-)
Ok, ci sto. Troverei efficace un brainstorming riguardo ciò.
Ho cestinato una proposta di acquisto vinicola con allegato megaconcorso, in palio una citybike. All’interno del pieghevole c’era la lista “ufficiale” dei numeri vincenti, nientemeno. Il numero (vincente, of course) era stampato dentro un talloncino da strappare, aprire, incollare alla cartolina d’acquisto. Era dai tempi del reader’s digest che non vedevo cose simili.
Effettivamente sa di antico direct mktg…era dai tempi di Postalmarket che non mi capitava di sentire di gettoni d’oro da incollare e spedire….
Forse qualcosa di simile in ambito editoriale nei primi anni 90;
x acquistare a prezzo scontatissimo si dovevano incollare dei francobolli, miniature dei libri scelti.
L’idea del cut & paste oltre al primordiale istinto di appiccicare del bambino che che si nasconde in ciascuno di noi mi pare sia un disperato tentativo di sviluppare un senso di “involvement & commitment” per abbassare il tasso di abbandono distraendo dalla non trasparenza che spesso si cela dietro a promo eccessivamente vantaggiose.