Sindrome di S(toccol)MAU

Il bello dello SMAU di quest’anno è che non devi nemmeno andarci, leggi, ascolti e vedi sui blog quasi tutto ciò che ti poteva interessare.
E se ci pensate, per il modello di business di SMAU, questo sarà prima o poi mortale (il Bzaarcamp costa meno).
Insomma, SMAU sta coccolando i propri aguzzini (intendo i blog).
Se non li avete già letti:
Le Relazioni Pericolosamente Pubbliche: Blogging e aziende (SMAU blog Blues)
Dotcoma
Marco Montemagno (video)
il podcast
tutti gli altri
Sindrome di Stoccolma

Blog, Marketing, smau

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Gianluca Diegoli
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

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Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

10 pensieri su “Sindrome di S(toccol)MAU”

  1. Il ruolo delle fiere è in generale in forte diminuzione a mio avviso [anche se non posseggo i numeri relativi]. Già con l’avvento e la diffusione del web aveva poco senso esporre, ed andare, in una fiera quando è possibile farlo comodamente seduti a casa e/o in ufficio. L’avvento della banda larga e le soluzioni creative e visive che rende possibile renderanno, ancor più dei bloggers, obsoleto questo media B2B.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  2. Lo SMAU è morto quando è diventato lo show di tette e culi per le ragazzine e se volevi vedere i prodotti che ti interessavano dovevi fare a botte con le scolaresche.
    Non a caso la comunicazione di quest’anno è stata improntata sul discorso del professionale.
    @Pier Luca
    Le fiere hanno senso per certi articoli e se sei quasi sconosciuto o se le fiere stesse hanno molti frequentatori stranieri. Ancora oggi, sembrerà strano, ma non tutti settori sono internet intensive.
    Semmai in molti casi le aziende preferiscono spendere i soldi nelle convention, hai il cliente più sott’occhio, fai gruppo, gli passi il messaggio che vuoi, lo fidelizzi ecc

  3. @Gianluca
    Sono anni che non vado allo Smau perché era diventato un grande luna park invaso da ragazzini in cerca dell’ultima consolle. Mi sono trovato di fronte a tecnici che non sapevano spiegarti nulla di quanto vendevano, deprimente.
    @Pier Luca
    Per Smau concordo, ma nel mio settore, l’agroalimentare, le fiere hanno ancora un senso perché il prodotto è un experience good, quindi se non lo assaggi non riesci a valutarlo. E non puoi chiamare 20 agenti per assaggiare 20 prodotti diversi, meglio andare in fiera. Certo che ci sono ampli margini di miglioramento, anche fiere storiche come Vinitaly e Cibus sono al centro di critiche. Gli si rimprovera essere troppo poco professionali e diventare dei supermarket del gusto.

  4. Ovviamente, come in ogni generalizzazione, esistono le eccezzioni.
    @ imprenditore: Se sei sconosciuto per darti visibilità in una fiera devi sostenere un livello d’investimento con il quale puoi farti conoscere più e meglio con altre modalità.
    @ Carlo: Fare assaggiare ai venditori 20 prodotti diversi forse li confonderebbe. Fare una riunione ad hoc – invece di confondersi nel marasma della fiera – potrebbe essere un’alternativa?
    Un abbraccio a voi tutti.
    Pier Luca Santoro

  5. si, ogni settore ovviamente presenta sfumature diverse. anche se credo, come pluca e L’i, che forse vale la pena di ‘allargare la forbice’, e invece di fare 1 fiera dove raccogli nella rete sia pesci pregiati che scarponi vecchi, sia meglio corteggiare con eventi ad hoc i pesci pregiati, e dedicare cose meno costose agli scarponi vecchi. non mi sono capito bene nemmeno io, non preoccupatevi.

  6. Un’alrea osservazione al volo: ma gli gli operatori e i giornalisti stranieri, ci sono venuti a SMAU ? Ho fatto un piccolo esperimento: cerco SMAU con Technorati. Nelle prime tre pagine solo italiani.

  7. Gianluca, però una volta ci venivano , eccome, e le aziende straniere che volevano affacciarsi sul nostro mercato ci venivano, alcune esponevano, altre no, ma c’erano ( io lo so bene, mi sono occupato dell’ufficio stampa di SMAU..) C’è da riflettere su quale occasione ci siamo persi con SMAU. Anche perchè abbiamo lì da vedere il CEBIT, ed è meglio non fare confronti su come una fiera di questo settore dovrebbe affrontare il mercato. Ma ormai è tardi…

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