Sabato, ore 11
[mini]wife apre una busta anonima trovata nella cassetta della posta. Cosa sarà? Crac, cric, crac. Esce la Family Card dell’Ikea. Subito Ella La contempla estasiata. “Bella!”
Sì, OK, non male, trasparente, rossiccia, originale. Ma forse è l’Amore a parlare. E sull’Amore non si può discutere. Lovemarks.
Sabato, ore 14
Zara: entro, e immediatamente intuisco che i locali sono ancora impregnati dell’apparizione magica della liturgia del tanto atteso brand. Formichine impazzite che palpano, soppesano, valutano, provano ogni cosa possibile, come è carino questo, come è carino quello, pensa che da Sisley, sai che da Max&Co. E’ una (praticamente) indescrivibile atmosfera, che puoi trovare solo in certe nuove aperture Ikea o Muji, in cui le persone (donne e uomini) sembrano talmente felici dell’onore concesso loro, da essere psicologicamente costrette a comprare anche un gadget qualsiasi, da 2 euro, per ringraziare il BrandGod. Se ci fosse un cesto per offerta libera, lascerebbero sicuramente una monetina.
PS: le taglie però sono così piccole che il vostro reporter difficilmente ci rimetterà piede.
Sabato, ore 15
Visita al Museo Egizio e al Museo Civico di Storia con i [mini]children. Entrambi molto ricchi di reperti, ma totalmente diversi. I mocciosi super entusiasti del primo, e invece sfiancati da 5 minuti del secondo. Perchè? Perchè il primo aveva, oltre che un buon prodotto, una buona comunicazione (semplice, multimediale, coinvolgente). Il secondo presentava una serie infinita di oggetti, catalogati da un archeologo, come piaceva a lui. Metafora del marketing: mi piace pensare di essere un facilitatore, che dispone gli oggetti come piacerebbero ai bambini, e non agli ingegneri (o agli archeologi).
Sabato, ore 17
“Regalo abbracci”. Chi sarà? Cosa vorrà in cambio dell’abbraccio? Le abbraccianti ragazze (carine) con il cartello rimarranno un mistero.
Cose simili:
- Everything is virallaneous – Napoletone e la Waterloo delle PR 1.0
- Tre note dall’Urbino Barcamp (socialnetwork, crisi & web 2.0, guerrilla girls)
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- Se ci penso, la rete è sempre quella di dieci anni fa

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La versione italiana del famoso video?
http://www.youtube.com/watch?v=vr3x_RRJdd4&eurl=
http://www.ninjamarketing.it/articoli/details.php?cat=Home%20pages&ID=655
mistero svelato? :-)
.
.
nn sono sicuro, i miei cartelli erano molto professionali, puzzavano di guerrilla commerciale :)
sampling della Mulino Bianco? ;P
Wow, come mai in visita nella bella Torino? :-)
quello che dici del museo civico di storia mi ricorda certi siti organizzati ricalcando l’organizzazione della società. ma l’autoreferenzialità è un vizio duro a morire…
io abito a sydney e proprio ieri ne ho incontrate un paio che regalavano abbracci a tutto spiano. ovviamente non mi sono fatto scappare l’occasione.
(cmq sia ho letto sul giornale, sempre qui, che tutto e’ partito da un tizio che lo sta facendo da qualche annetto. tipico esempio di idea virale o semplice emulazione).
ciao
antonio
torino? magari… ;)
http://www.regaloabbracci.it/ per le prossime date…
Ciao
regaloabbracci.it è registrato da nessunoTV…
Dalla descrizione Egizio più Storico più Zara ti avevo già immaginato in giro per Via Roma e dintorni…
attenzione a criticare o esaltare un modello espositivo (o l’architettura di un sito, secondo il corretto paragone di Giuliana): probabilmente l’archeologo che si reca al Museo Civico apprezza molto la catalogazione fatta dal suo collega (magari rimasta tale dal 1850), mentre trova stucchevole e incomprensibile quella “multimediale” del museo Egizio.
così anche nei siti: l’autoreferenzialità è sempre sbagliata, ma molto peggio quella del progettista che “sa lui come pensa il consumatore”.