Ma voi non soffrite a vedere splendidi monitor LCD e plasma megagalattici (quelli che cercano di vendervi come scusa per sottoscrivere un finanziamento da 20 euro al mese per 25 anni) che si dichiarano pronti per il Digitale, con tanto di sigle fantastiche quali DVI (per Digital Video Interface) e HDMI (per High Definition Multimedia Interface), ma sintonizzati su una Rai Uno distorta, sgranata e amplificata da segnale analogico, che ti sembra di avere la congiuntivite mentre li osservi? Forse venderebbero meglio da spenti.
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E’ un po’ come quando frequentavo i negozi di Hi-Fi, e vedevo gente acquistare impianti esoterici (composti da oggetti quasi fatti a mano) e per provare mettevano sui preziosi piatti giradischi Linn Sondek con testina a bobina mobile (che da sola costava come un impianto di media qualità )i cori degi alpini registrati in soffitta…. Mi sa che la capacità di comprendere la qualità e le reali possiblità di godersela sia bassina, mentre l’attenzione per le sigle molto elevata….
non solo mi lascia perplesso, ma da consumatore se acquistassi uno di questi tv avrei per sempre il sospetto che non sia nuovo di fabbrica ma che sia stato acceso per giorni e giorni.
capisco però che l’effetto del “muro di immagini” sia notevole (ovviamente se le immagini che passano sono interessanti e di buona qualità).
per quanto riguarda il commento di Enrico mi ha fatto tornare in mente i tempi in cui comprare un hi-fi era un’esperienza, adesso mi pare che nella maggior parte dei casi la scelta sia in base al costo e alle lucine.
Poi secondo me, giocano molto su quanti tv hanno in magazzino. Del tipo se di un televisore hanno 50 pezzi, li attaccano ad un segnale digitale ad alta qualità, se invece ne hanno pochi, gli sparano italia7 con l’antennina da campeggio…
Andrea, per me scegliere un paio di casse è ancora un’esperienza (sensoriale per la precisione)… ma so di essere un audio-fossile.
Tra l’altro sono anche tarati male, nitidezza e contrasto sbilanciati.
Beh secondo me non è che ci siano politiche al riguardo. Nella maggior parte dei casi la scelta ricade sulle spalle degli addetti del reparto.
Eppure ci sarebbero tante potenzialità di cross-selling (vedi DVD in uscita/anteprima) o di utilizzo di spazi promozionali (sia ad uso interno del retailer che da “vendere” ai fornitori)…
Soprattutto sul primo punto (cross-selling) manca proprio una qualsiasi riflessione sulle modalità espositive/di vendita (ce ne sarebbe da dire e da fare al riguardo…)
@A.: infatti, mi chiedo perchè non fare una TV interna, per questi ipermercati pieni di monitor. Boh.
mah, anche per me è a discrezione degli addetti al reparto.
comunque, la cosa più odiosa, anzi ODIOSA è vedere sui 16:9 l’immagine allargata….io questa cosa non la reggo…cazzo ma guardatela 2cm più piccola ma con le giuste proporzioni,no?
Il 90% dei miei amici guarda la tv allargata….io la Santarelli con il sederino allargato non la voglio vedere…
un bel TV LCD HD o full HD ha senso se si utilizza un segnale digitale e quindi di qualita’.
ma c’e’ un altro fattore importante: non hai in casa un tv lcd?
ma allora sei uno sfigato!
e allora via. anche chi guarda la tv solo 2 ore alla settimana (e magari solo canali analogici) deve capire che senza un tv lcd non puo’ vivere!
e chi se ne frega se poi di tecnologia non ne capisce nulla o, peggio, se paghera’ rate per 5 anni.
sono loro che aiutano a fare i volumi.
e’ la vittoria della logica del “compra quel che ti serve”, anche se non ti serve veramente.
(e caratteristiche tecniche e performance del prodotto passano in secondo piano)