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Bill, perchè strafare?

Io mi chiedo cosa spinga Microsoft a mettere in campo così tante risorse – tra l’altro col solito mix di mezzi [tv (per il 40%), stampa quotidiana e periodica (20%), affissione (21%), cinema (7%) e on-line (12%)] – per spingere un prodotto che già parte da percentuali di market share che-neanche-Ceaucescu-ai-tempi, col risultato, per ogni umano dotato di un minimo di senso critico e indipendenza, di risultare antipatici e aggressivi.
Nel giro di tre giorni, ho avuto questi contatti, con il brand MS:

  • Bill mi appare sul principale settimanale italiano, mi sponsorizza la copertina (c’è lui che bello tronfio tiene un timone stile Cino Ricci, mi pare di ricordare, non la ritrovo online), fa pubblicare come articolo principale una specie di pubbliredazionale, con una sola frase non lodante e wowante, questa: “Anche se va detto che per funzionare al meglio Windows Vista ha bisogno di un computer abbastanza potente.”
    Tutto il resto è sul genere: “Grafica tridimensionale, si accende con il telecomando, si collega a tv e home cinema. Sostituisce dvd, stereo e videoregistratore. Tiene alla larga gli hacker e trova tutto in pochi secondi.”
  • Bill mi appare di nuovo sui libri di scuola di [mini]bimba: come usare “Microsoft Word”, come usare “MS Paint” (!), flag quadricolori di Windows ovunque, persino clicca su “Start” con tanto di colori e loghi. Mioddio, vabbè che bisogna prenderli da piccoli, ma mi sembra eccessivo. Un libro di testo poi dovrebbe contenere – credo – anche qualche riferimento a programmi free o almeno gratuiti, “Esiste anche Open Office, scaricatelo gratuitamente…” che per un bambino di 8 anni penso possano essere più che sufficienti, oppure riferimenti agli editor online (Google Docs) e a painter online, tra l’altro ben più divertenti e collaborativi del misero Paint. Per i cultori del product book placement, guardate qui Immag010.jpg, Immag011.jpg Immag012.jpg Immag013.jpg.
    Lungi da me passare per purista, ma Bill, due lire di buono sconto sul libro di testo in cambio del tuo advertising potevi anche passarmele.
  • Ieri sto cercando una certa qual funzione nel ginepraio di toolbar di Word, ed a un certo punto casualmente compare l’orrore (per chi mi conosce, non può sbagliare, è il famigerato Wordart). Al che [mini]bimba mi dice – Fermo fermo! Questo lo conosco, ce l’abbiamo a scuola! – Ah, Bill. Wordart spacciato alle elementari, no, non lo accetto, può causare danni permanenti.

E comunque rimane da capire perchè tanti soldi su Vista. Marketing Oggi lo giustifica così, ma sa tanto di velina:

15 milioni di euro per la sola campagna pubblicitaria in Italia. E una stima
di oltre 500 milioni di dollari (più di 385 milioni di euro) per il lancio in 28 paesi del mondo. Con un unico slogan: il grido di stupore «wow».

Un’operazione di marketing e comunicazione notevole, con metodi innovativi (NRD: beh…), come le affissioni interattive in grado di dialogare con i cellulari via Bluetooth. Così imponente che gli analisti del settore si sono domandati perché spendere tanto per un prodotto che, alla fine dei conti, sarà installato su più del 90% dei pc venduti da questo momento in poi.

Le risposte sono tante: il fatto che Apple, il (piccolo) principale concorrente, è comunque passato dal 3 al 5% del mercato globale in pochi anni e gode di un’ottima immagine grazie al suo iPod (NDR: e non sarà questa pioggia di soldi a cambiare le sorti delle due aziende); il riscatto per tutti i rinvii di cui si è parlato; la necessità di mostrare ai consumatori quanto valore aggiunto possa derivare da un sistema operativo, l’elemento finora più invisibile del computer. [...]

E poi si ricomincia con la solita litania di lodi sperticate.

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