16 gennaio, 2007
Pubblicità ieri oggi e domani
Maurizio mi gira la palla con tre domande tre sulla pubblicità (hai detto niente...). Dopo essermi schivato "le 5 cose che non sapete di me" (e se non le sapevate c'era un motivo, non ultima la spontanea domanda "vi frega?"), a questo meme non-cazzeggiante non posso non rispondere. Dunque:
* Che cos'è la pubblicità oggi?
Immagino Mau intenda la pubblicità 'mainstream' sui canali generalisti. Io vedo le fasi evolutive dell'utente di pubblicità come quelle di un uomo:
Anni 60/70: è il neonato, basta muovere un campanellino e lui sorride e mangia la pappa, che gli sembra anche buona.
La pubblicità ha vita facile: è cosa nuova, pubblicizza cose nuove e che migliorano sensibilmente la vita (almeno così sembra)
Anni 70/80: è il bambino, ha capito che vogliamo fargli ingoiare la medicina per forza, ma per avere un giochino è disposto a farlo, anche se tenta di buttarla di nascosto nel lavandino.
Tradotto: cominciamo a capire che 'sta cosa è pallosa e invadente, ma pur di vedere qualcosa di nuovo in TV ce la sorbiamo, anche se cerchiamo di evitarla con quella grande invenzione del telecomando. Purtroppo, non è che si scappi tanto lontano, se non vuoi spegnere del tutto.
Anni 90-adesso: è l'adolescente, fa tutto il contrario di quello che gli diciamo, e se gli diciamo di non fumare o di studiare, "che è per il suo bene", lui non ci crede mica.
Tradotto: l'ascoltatore è prevenuto. Tutto ciò che vediamo lo riteniamo falso, salvo prova contraria. Vogliamo fare il contrario di quello che ci dice mamma tv. Andiamo sul web, ascoltiamo i podcast, leggiamo i blog.
Domani: l'uomo maturo, ci siamo riconciliati con la mamma (tv), che ha smesso di trattarci come bambini, e noi abbiamo smesso di evitarla, e di considerarla una poveraccia. Fuor di metafora: la TV mi propone qualcosa in linea con ciò che sono io e ciò che sto guardando, evitando di interrompere, se non per pochi secondi ("il tuo tempo è importante, per noi") e iniziando ad affiancare i contenuti, lateralmente nello schermo, e "longitudinalmente" tramite product placement. La pubblicità è semplice quasi come un'adwords, un numero elevato di produzioni 'clusterizzate' e personalizzate per trasmissione, meno costose e con poche presunzioni artisticheggianti (niente registi famosi, niente testimonial).
In sintesi, il patto tra adulti sarà: io guarderò la pubblicità, purchè io possa scegliere quale guardare.
* Quale ruolo dovrebbe avere? * Cosa dovrebbe offrire per tornare a creare valore per l'utente?
Ricopio il punto 4 del mio personale decalogo sulla IP-TV, scritto qualche tempo fa (e al quale rimando per altre considerazioni su pubblicità e TV):
Cioè, facilitatemi la vita, risparmiate il mio tempo e la mia memoria, non chiedo altro.
Passo la palla, salvo che non gliel'abbia già passata qualcun'altro (it's a small mktg world), e senza obblighi di sorta, a Creative Classic, Adverblog, Gianluca
, Pierluca, Tacus e al Retailer.
Altri volontari sono ben accetti, trackback e commenti a disposizione.
* Che cos'è la pubblicità oggi?
Immagino Mau intenda la pubblicità 'mainstream' sui canali generalisti. Io vedo le fasi evolutive dell'utente di pubblicità come quelle di un uomo:
Anni 60/70: è il neonato, basta muovere un campanellino e lui sorride e mangia la pappa, che gli sembra anche buona.
La pubblicità ha vita facile: è cosa nuova, pubblicizza cose nuove e che migliorano sensibilmente la vita (almeno così sembra)
Anni 70/80: è il bambino, ha capito che vogliamo fargli ingoiare la medicina per forza, ma per avere un giochino è disposto a farlo, anche se tenta di buttarla di nascosto nel lavandino.
Tradotto: cominciamo a capire che 'sta cosa è pallosa e invadente, ma pur di vedere qualcosa di nuovo in TV ce la sorbiamo, anche se cerchiamo di evitarla con quella grande invenzione del telecomando. Purtroppo, non è che si scappi tanto lontano, se non vuoi spegnere del tutto.
Anni 90-adesso: è l'adolescente, fa tutto il contrario di quello che gli diciamo, e se gli diciamo di non fumare o di studiare, "che è per il suo bene", lui non ci crede mica.
Tradotto: l'ascoltatore è prevenuto. Tutto ciò che vediamo lo riteniamo falso, salvo prova contraria. Vogliamo fare il contrario di quello che ci dice mamma tv. Andiamo sul web, ascoltiamo i podcast, leggiamo i blog.
Domani: l'uomo maturo, ci siamo riconciliati con la mamma (tv), che ha smesso di trattarci come bambini, e noi abbiamo smesso di evitarla, e di considerarla una poveraccia. Fuor di metafora: la TV mi propone qualcosa in linea con ciò che sono io e ciò che sto guardando, evitando di interrompere, se non per pochi secondi ("il tuo tempo è importante, per noi") e iniziando ad affiancare i contenuti, lateralmente nello schermo, e "longitudinalmente" tramite product placement. La pubblicità è semplice quasi come un'adwords, un numero elevato di produzioni 'clusterizzate' e personalizzate per trasmissione, meno costose e con poche presunzioni artisticheggianti (niente registi famosi, niente testimonial).
In sintesi, il patto tra adulti sarà: io guarderò la pubblicità, purchè io possa scegliere quale guardare.
* Quale ruolo dovrebbe avere? * Cosa dovrebbe offrire per tornare a creare valore per l'utente?
Ricopio il punto 4 del mio personale decalogo sulla IP-TV, scritto qualche tempo fa (e al quale rimando per altre considerazioni su pubblicità e TV):
4) spot: se li guardo, e voi sapete che io li guardo, e quindi anche i vostri inserzionisti, voglio uno sconto sul canone (ok, sono disposto a cliccare sul telecomando per dimostrarvi che non stavo dormendo. Ma voglio poterne bannare almeno un buon 50%, a mia insindacabile scelta). Se siete furbi, permettetemi di salvare e guardare o annotarmi in seguito qualcosa di promozionale che ho visto e potrebbe interessarmi.
Cioè, facilitatemi la vita, risparmiate il mio tempo e la mia memoria, non chiedo altro.
Passo la palla, salvo che non gliel'abbia già passata qualcun'altro (it's a small mktg world), e senza obblighi di sorta, a Creative Classic, Adverblog, Gianluca
, Pierluca, Tacus e al Retailer.
Altri volontari sono ben accetti, trackback e commenti a disposizione.
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