Pochi giorni fa sono stato ricontattato dalla super-adrenalinica client manager della famosa palestra fichissima global-no-global.
“Ciao %Gianluca%, ci risentiamo dal %last_contact_date%, come va? E il tuo amico %rel_prospect_1%? Allora, avete pensato alla mia proposta di iscrizione a %euro%, con %mesi% gratis? Sai, è stata prorogata al %due_date%! E’ convenientissima! Dai, poi tra un po’ inizia l’%season%, abbiamo le nuove super-UVA! Mica come in quelle palestrucole [...]
Ah, ok, va bene. Ti dispiace se ci risentiamo verso il %recall_date%?”
In sessanta secondi mi ha dato un sacco di spunti, che se fossi lo Steve Jobs, CEO della [mini]marketing Inc. includerei immediatamente in un memo direzionale a ALL@minimarketing.it:
1) richiamate sempre il prospect con cui avete avuto qualcosa a che fare di persona, dopo 6 mesi, dopo 12, dopo 18; male che vada imparerete qualcosa sulla concorrenza, e se vi va bene, venderete qualcosa. Pare scontato, ma solo a chi non ha mai visto da vicino il mondo del sales.
2) Chiamatelo sempre per nome, a ogni frase, anche se lui sotto sotto sa bene che è il CRM che ve lo fa ricordare, comunque si illuderà e si crogiolerà del suono del suo nome.
3) Non pronunciate mai più la parola promozione. Hanno smesso tutti di crederci.
4) Non criticate la concorrenza, il cliente potrebbe aver scelto proprio quella concorrenza, a nessuno piace farsi dare del cretino.
Grazie Samy, non dimenticherò i tuoi insegnamenti.
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Aggiungerei:
Date qualche informatione che si ricolleghi alle scelte/questionari/acquisti passati/etc. del possibile cliente.
Tutti sanno che, come per il nome, dietro ci sono algoritmi googleiani… però quella comunione di interessi, pur se pretesa puramente a scopi commerciali, fà piacere. E in ogni caso, rimane la dritta che uno ha ricevuto.
C’è il rischio tuttavia che la persona contattata abbia compilato i questionari/moduli/etc. in modo puramente casuale o addirittura falso, ma è qui che si riconosce il vero venditore da chi si limita a leggere il copione.