Stefano mi aveva coinvolto in una interessante discussione sulla pubblicità nei blog, si o no?
Sarò trasparente: questo blog guadagna circa 15 euro al mese dal sig. Google. Ma rispondo alle considerazioni puntuali:
Si parla spesso – ormai – di “professional blogging”, ossia della possibilità di fare del proprio blog uno strumento in grado di produrre reddito.
Credo che un blog non abbia nessuna possibilità di generare un ROI decente (nè da sottoscrizione, nè da pubblicità) dai propri contenuti, paragonato al tempo necessario. Se volete guadagnare uno stipendio e basta, meglio fare gli elettricisti. Se volete guadagnare – soldi veri, direttamente – dai contenuti di un qualsiasi sito, siete degli illusi.
Personalmente non intendo neanche lontanamente considerare il mio blog come una fonte diretta di guadagno, ma non ho assolutamente nulla in contrario rispetto al fatto che altri lo vogliano e lo possano fare.
Io in effetti. leggendo il 90% dei blog via feed, non vedo mai la pubblicità sui blog, e nemmeno il 30% dei lettori di minimarketing la vede. E anche chi legge abitualmente un qualsiasi blog via browser, in realtà non la vede, come certe cose in casa che sono da talmente tanto nello stesso posto, che non le notiamo nemmeno più.
Quando ho inserito Adsense sul blog, è stato più che altro per curiosità sullo strumento, per poterci giocare in un ambito privato e non professionale.
Ma c’è anche un altro motivo per cui lo lascio: in realtà, sono quasi certo che solo chi arriva a questo blogghetto via motori di ricerca possa davvero cliccare su quegli annunci: sta cercando qualcosa che spesso è più correlato ad Adsense che al contenuto del post. Lo soddisfo, e io mi pago ben 15 caffè al mese.
Il problema, a mio avviso, è piuttosto il modo – paradossale – attraverso il quale si tenta di farlo. Perché paradossale? Semplice: per la modalità con la quale si vuole trarre valore dal blog. É per lo meno curioso, infatti, che il guadagno sia direttamente proporzionale alla perdita d’attenzione degli utenti nei confronti dei contenuti del blog. In altri termini, più gli utenti lasciano il sito, più si guadagna. Eh si, perché in fin dei conti questa è la base del funzionamento di strumenti come AdSense. Maggiore è il click-through maggiore è l’income da esso prodotto.
Come dire: andatevene dal mio sito, che mi conviene.
Beh, io ho un sacco di link ad altri blog, dalle mie pagine. Mi converrebbe togliere anche quelli, perchè in questo modo ti sto mandando via? Io penso che più cerco di mandarti via, più tu tornerai, perchè se hai cliccato su quella cosa trovata sul mio blog – naturalmente con link non ambigui – , vuol dire che ti ho ceduto valore, e tu – più o meno coscientemente – prima o poi me lo restituirai, in qualche modo.
In conclusione, senz’altro il professional blogging può essere una prospettiva per qualcuno, ma forse il modello è ancora da identificare…
Il mio modello di revenue per il blog è questo: 15 euro al mese, con adsense. La possibilità di scrivere, di essere letti, di tenersi aggiornati e di conoscere persone incredibili, non ha prezzo.
Cose simili:
- La mia raccolta differenziata dei link utili
- Perché i “blogger non esistono”, nemmeno i travel blogger #TBE12
- La "metafora" della pubblicità artigianale
- La blogosfera è un pluriball infinito

Iscriviti ai feed RSS [10.006 iscritti]


Condivido!
Pier Luca Santoro
Bravo Minimarketing, hai centrato perfettamente il concetto di valore del blog. Valore ragazzi, non introiti… valore…
Gianluca,
Personalmente credo che gli annunci di Go[...]ogle (poco redditizi, spesso inutilizzati e certamente molto invasivi) non sono per niente il miglior modo per sfruttare economicamente il valore di un sito (e, quindi, di un blog).
Tuttavia, una particolarità del metodo utilizzato da Google per determinate il valore di un sito può essere utilizzata per avere un ritorno economico dal proprio blog.
Infatti, Google attribuisce ad ogni sito un valore (PageRank) determinato, fra l’altro, dal numero e dalla qualità dei link entranti.
Essere linkati da un sito che ha un buon PageRank per determinate keyword aumenta il valore del sito che viene linkato.
Conosco persone che “affittano” link a siti esterni contro il pagamento di un canone mensile (circa 15 Euro al mese). 100 link, a 15 Euro al mese, fanno 1,500 Euro al mese (e, dunque, l’equivalente di un modesto stipendio… pronti a dare le dimissioni? :) ).
Che ne pensi?
@??: il gioco è -forse- bello ma dura poco. Appena i tuoi lettori si accorgono che metti link (pagati, ma senza dichiararlo) perdi lettori, PR, e anche i soldi dei link.
15 euro al mese?
quando me ne parlasti la prima volta forse erano 15 euro l’anno…
mi stai convincendo…
Sono daccordo con te, io credo che molti di noi blogger utilizziamo il programma adsense più che altro per vedere fino a dove ci può portare e per vedere chi entra e chi esce dagli adsense di google; poi c’è da considerare che non siamo tutti seo, e tutto sommato ci aiuta un pochino a completare quelli che sono i servizi al tuo lettore.
Per il resto complimenti per il tuo blog, è quello che in assoluto vengo a visitare sempre. A presto
E se un bel giorno qualcuno di autorevole lanciasse un network di blog realizzati appositamente per vendere spazi pubblicitari?
No AdSense, ma tanti bei banneroni formato 728×90, 468×60, 300×250, 250×250, 120×600… e tanti tanti altri fantastici formati!
Schiere di blogger eh sì, perché dal bel giorno in poi i blogger saranno chiamati tali per il fatto di scrivere su un network di blog pubblicitari che ogni giorno assicureranno un ammontare minimo di post prestabilito.
Non so, mettiamo che un blog si occupi di telefonia mobile, anzi no, facciamo che si occupa di videogiochi. Allora a sto punto, come la mettiamo?
Chi saranno lor inserzionisti e lor centri media, e agenzie varie, che andranno a pianificare i loro bei banneroni tutti flash e giochetti spacca mouse, sulle pagine dei blog pubblicitari? Tanto quelli so, che te lo chiedi a fare!
E a questo punto mi domando: succedesse mai che mi ritrovo dei bei post ad altissimo valore aggiunto na cifra proprio va! -, che trattano argomenti come i videogiochi e, mentre cerco di leggere, tuttintorno, in mezzo, sotto, sopra e nei sensi, sono pieni di banneroni sui videogiochi?
Se parlo di BlackBerry che banner mi ritrovo? E se parlo di PlayStation? E se dovessi parlare di iPhone o, che so io, dellultimo gioco/comunità virtuale online?
E se pensassi di aprire un blog sul Web 2.0? Sarei curiosissimo di vedere chi pianifica!
E quindi mi chiedo: come dovremmo chiamarle queste pagine, post o co-branded?
E questo tipo di advertising di preciso di che tipo è? Contestuale, semantico, per affinità, per ipnosi o, più semplicemente, per inserzionista?
E a quanto li vogliamo vendere sti bei banneroni tutti flash e giochetti spacca mouse? Eh eh, dipende dalla tematica del blog, ovviamente! Ti posso fare gli stessi prezzi per un blog che parla di cellulari e palmari ed uno che parla, che ne so io, ad esempio, di VOIP o di ADSL!? Eh no, che non posso! Non esiste proprio!
Allora dimmi un po, quanti kili mi hai detto che ne vuoi!?
E la bella storia non è finita qui!
Se ti dicessi che, allo stesso tempo, qualcun altro sempre autorevole, sintende! cominciasse a contattare qualche blogger quelli che si chiamano tali non perché scrivono su un network pubblicitario, ma perché rientrano tra i primi 30, 60, 90 della classifica per chiedergli di entrare a far parte del suo network pubblicitario?
Allora, a questo punto, bisogna scegliere: ho si continua a fare i pezzenti con gli AdSense anche se qualcuno non la pensa e, soprattutto, non la vive allo stesso modo oppure diamo una svolta alle nostre vite e diventiamo AdvBlogger.
A voi la scelta: creiamo un nuovo network o ci affiliamo a quelli già esistenti?
PS: Ah dimenticavo, e se uscisse anche un bel advblog sul marketing?
Se vogliamo parlare di soldi, blog e Web 2.0, vi segnalo questo post:
http://inkiostro.splinder.com/post/11062062
e in particolare questo:
http://nichegeek.com/10_totally_stupid_online_business_ideas_that_made_someone_rich
Curo un blog sul marketing per interesse personale e per poter aprire un confronto con altri professionisti: “sfrutto” la rete come piattaforma di pubblicazione di notizie e riflessioni.
Prima di leggere questo post, non ero a conoscenza del possibile valore commerciale dei blog: forse sono un puro, perchè attratto da queste forme di comunicazione al solo scopo di creare condivisione culturale e di esperienze professionali.
Visitando spesso alcuni blog esteri, il quadro é diverso: i link diretti ad altre risorse web sono presenti solo per la finalità da me ricercata, e questi collegamenti non sempre puntano a blog, ma a banche dati, società di ricerca, università.
Mi auguro che i blog in Italia possano mutare atteggiamento, con la prospettiva che quelli che ambiscono di essere di profilo business non diventino un business.