"Benvenuti, è la prima volta che presento qualcosa senza vendere niente" ovvero la mia prima volta al CitizenCamp

Mi sveglio di nuovo con il pensiero di quel Linux Meeting – pomodori, fischi, musi lunghi, “ma no dai, non era andata poi male, sei tu che drammatizzi tutto” mi dico – . Beh, oramai l’ho scritto che presento. E allora presento. A costo di sembrare D.F. Wallace alle prese con la fiera dell’aragosta.

Uso tutta la tessera dei punti-famiglia
. Carico [mini]children per parcheggiarli a casa dei miei. Uno dei due mi vomita in macchina. Iniziamo bene. [mini]wife mi guarda come se dicesse – questi quasi quarantenni, ancora lì a giocare con i blog come dei ragazzini.
Arrivo dai miei: sarebbe bello un post con titolo “il barcamp spiegato ai sessantenni”. Penso che forse lo farò, se tutto andrà bene.

Dubbio: porto il notebook, o solo la presentazione su chiavetta – uh, mica ce l’ho la chiavetta, ma ho il telefono con scheda SD, andrà bene – ? Nel dubbio, metto tutto in borsa, e faccio – non ridete – un DVD-RW. A circa 10 Km mi viene in mente che il mio portatile (aziendale a uso promiscuo) è un non-Apple-nero-HP/XP e la presentazione l’ho fatta in fretta su – sento come stridore di denti – PowerPoint (e pensare che uso Open Office per il non-lavoro! Che fesso). Brivido. Forse se non partecipo, non se ne accorge nessuno. Amen. Ma ormai sono oltre il punto di non ritorno.

Ma – oh, signore, che settimana intensa – non ho controllato sul sito del BarCamp come è fatta ‘sta casa della conoscenza. Mi ricordo solo il punto di Google Map sulla carta. Arrivo, cerco da parcheggiare. Vedo Massimo Mantellini – Gianluca scappa finchè sei in tempo, chi sei tu per parlare lì? – che vaga a piedi, anche lui forse ingannato dal punto sbagliato indicato da Google.

Arrivo, e subito le blog girlz dell’organizzazione gentilissime e accoglientissime mi indicano il tabellone delle presentazioni – e qui salta fuori la storia del DVD e del cellulare con cavetto USB, avrei voluto fotografare la faccia del tecnico. Indescrivibile.
Quale speaker corner scegliere? “Qual è che si nota meno?” Qualcuno ride. E’ Gaspar. Con il cappello di blogger in testa mi sento come un ragazzino a caccia di autografi di calciatori. Ma i blogger, e Gaspar in particolare, sono molto più umani, simpatici e disponibili dei calciatori.

Arriva anche Fed Bolsoblog con (quasi) intera famiglia al seguito, con Cesare alias iBaby – l’unico blog che [mini]wife abbia mai letto con regolarità. Il bello del barcamp è anche che i bambini (cioè: Cesare è da solo e giustamente se ne lamenta, ma il principio vale comunque) circolano e interrompono i relatori, ma a questi non dispiace affatto. Come dire, nemmeno in chiesa, per quel che mi ricordo.

Flash: ho lasciato il cellulare con presentazione annessa in macchina! A 2 Km! Chiedo in giro se qualcuno ha una chiavetta USB da prestarmi. Nessuno ha una semplice chiavetta: tutti e due i miei soccorritori (Bolso e il mio incoraggiatore nonchè mio vicino di ufficio Matteo) estraggono due splendidi e avoriosi iPod sciaffol! Deve essere un must.

Da bravo relatore preparato, vado a pre-vedere la sala – beh, è un’aula piccola, per fortuna – e conosco lì oltre a Gaspar (ok, ho una certa venerazione per quest’uomo, puramente blogghistica, s’intende) anche Stefano, con il quale ci eravamo sempre parlati solo via blog.
Dunque, anche se vengono solo due o tre persone (Matteo, Francesca, e Bolso) salvo la faccia.
Mi viene in mente lo streaming. Ci sarà qualcuno che segue davvero via internet? Chissà. Per esperienza so che gli effettivi spettatori di uno streaming sono circa 1/10 delle aspettative.

Bene, che faccio adesso? Due passi, intanto. Incontro Antonio Sofi, che si rivela essere un mio accanito fan – un po’ come se incontri, che so, Douglas Coupland e lui ti chiede se gli firmi il suo libro – e mi presenta a un bel po’ di persone (il grande Sergio Maistrello – “la parte abitata della rete” è un titolo geniale, il libro è in backlog – che per fortuna non ha mai sentito parlare di minimarketing, Jtheo (è rimasto sotto shock dal mio fantaprogetto ins.ultal.it), Alberto – infoservi (veramente un piacere conoscerlo di persona) , edtv e altri che – scusate – ora non ricordo). Al barcamp pare ci si presenti un po’ per nome un po’ per %url_blog% ma la cosa è divertente e utile.

Si comincia. Stefano Tripi presenta alcune idee molto ben circostanziate su politica e partecipazione, Nicola Mattina presenta il progetto di riconta 2.0 delle schede elettorali (questo è un piccolo miracolo: per scherzo feci tempo fa un post in cui dicevo di scannerizzare le schede, e lo stanno facendo davvero!).

Poi torno all’idrante informativo di Gaspar, al coinvolgente racconto di Federico, e a un Quintarelli in diretta dal futuro, in cui moriremo tutti telecomitaliani dal telefono al pc passando per il televisore. La cosa preoccupante è che Stefano sa quello che dice. Poi ci incontriamo casualmente nel parcheggio, e mi racconta – ci raccontiamo – un po’ di storie da qualche anno fa ai giorni nostri, storie di fusioni, dissoluzioni, concentrazioni, predizioni in salsa unbundling.
Nel ’98 io ero un newbie totale dell’IP, e lui già un guro, nonchè co-fondatore del principale ISP italiano. Chi avrebbe immaginato che un giorno sarei stato al parcheggio del Barcamp a parlare come due persone qualsiasi, appoggiati all’auto. Io e Matteo – a cui ha chiesto una sigaretta – siamo positivamente stupefatti.

Al pomeriggio vado da Mantellini+Morelli a discutere di coda lunga, una teoria così esteticamente affascinante da farti venire il dubbio che non sia vera. Ma io voglio crederci, e basta.
Poi Sofi usa del.icio.us per farci un’analisi di come il webtube viene usato per le campagne USA e OK. Mi appunto anche il metodo, da riciclare. Bella discussione finale in entrambe le presentazioni, mica come in certi convegni 1.0.

Poi tocca a me, ci sono 4 persone sedute. Tremo. Nicola mi intervista, dico due o tre cose -non mi ricordo bene – senza senso. Invece poi nessuno ha obiettato sul mio PC o sul mio pauerpoint, e alla fine la saletta era piena.
Tranquillizzo i coraggiosi – non parlo di marketing, oggi – insomma, la cosa interessa, mi pare di capire (i commenti leggeteli sugli altri blog con tag citizencamp su Technorati o su Blogbabel) , segue una animata e variegata discussione finale. Dovrebbe esserci il video on demand del Barcamp tra un po’. Non so se avrò il coraggio di riguardarmi. Le foto dal basso, qui.
Comunque, ecco la presentazione, su blog, depositi di gas ed effetto NIMBY, ambientato in una piccola Springfield italiana. (Ah, ieri le vignette si vedevano bene)

Chiudono la mia serie i ragazzi di municipiopartecipato.it: un’applicazione 2.0 interessante per la partecipazione dei cittadini al governo della città (speriamo che Google Map aperto a tutti duri per sempre)

Sto quasi per andarmene, passa Mantellini, saluta e mi stringe la mano. Non me la sono ancora lavata.

Commento finale: una bella esperienza, le presentazioni che non ho visto, me le vado a vedere non appena disponibili. Alcuni fine tuning magari per le prossime iniziative:
– sale piccole (c’è molta più conversazione)
– meno “filtro verbale” sul wiki (
dovete presentare, soprattutto se è il vostro primo barcamp, non fate i turisti! mutabile in “se non volete presentare, almeno fate una torta”), per allargare la cosa anche fuori da chi blogga e chi semplicemente viene per discutere e partecipare.
– forse, essendo il primo Barcamp emiliano, valeva la pena farlo più
orizzontale.
– io sono quello con gli occhiali. sanlorenzo ha offerto il buffet.

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management dei canali digitali.
Il mio lavoro è supportare il management come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, digitalizzazione del marketing e del retail. Ho lavorato per Coop, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Telenor, CRIF e altre aziende ed enti.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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