Io non sopporto di perdere ore, in coda, al sabato, per lavare l’auto. Inoltre viaggiando in un posto in cui tra nebbia e umidità, TIR lanciati ai 130 Km/ora che lasciano nubi di fango vaporizzato per un raggio di 250 metri, trattori che ti bloccano per kilometri e kilometri lanciando palline di terra
come battitori di baseball impazziti, in pratica l’auto ritorna allo stesso livello di sporco nel giro di un paio di giorni.
E allora, come sfruttare questo dato di fatto e giustificare la tua pigrizia?
Con un’operazione di dust car guerrilla – figlia del vecchio “lavami!”, ma al contrario, e ispirata dall’operazione “neve sui parabrezza – a favore del risparmio di acqua (ricordo che nella pianura padana da Natale in poi sono piovuti solamente 3 cm di acqua).
Per il momento l’operazione è finger-based, ma qualche agenzia potrebbe creare degli stampini in gomma, come quelli di Topolino che usavamo da piccoli, che bagnati, permetterebbero di marchiare decine e decine di auto in pochi minuti.
Cose simili:
- Dieci [mini]pensieri montani
- Il marketing insegnato (d)ai negozianti (Ep.1-"il nuovo distributore")
- Sabato sera ho scoperto che esiste un’acqua in bottiglia che si chiama VitaSnella
- Il marketing insegnato (d)ai negozianti – la coda lunga (del cane)


Iscriviti ai feed RSS [10.006 iscritti]

