Ogni luce inutile spenta in casa, un bollino.
Ogni 50 km (o frazione) con cintura allacciata, un bollino.
Ogni riassetto decente della cameretta, un bollino.
Ogni lite risolta in modo civile, un bollino.
A sorpresa viene decretata la giornata canvass, con bollini doppi.
A superamento dell’obiettivo (30 bollini) superpremioextra.
Forse ero portato come responsabile vendite e non me ne sono mai accorto.
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Fra qualche anno le inizio anche io queste promozioni… ottima idea!
Immagino promozione non cumulativa…Ma hanno già cominciato a scambiarseli?
Eh.. di la verita’, tu guardi “SOS Tata” su Sky!
Ormai e’ un sistema di massa tra i bimbi e ho sentito di trattative collettive, nate negli asili, per avere premi superiori. Mangiano la foglia quei diavoli… ;-)
E’ il superpremioextra cha fa la differenza… mi sa di arma a doppio taglio(forse triplo conoscendo le mie piccole menti diaboliche…) Però, magari un test si potrebbe fare… vuol dire che se non funziona ti mando la fattura del superpremio ;-)
Propongo anche un bollino ogni commento che i tuoi figli lasciano sul blog del padre…
Lo faccio anche io da tempo solo che i bollini a casa mia non piacciono e ho dovuto comprare le stelle d’oro autoadesive in cartoleria. Ogni azione una stella d’oro. Il completamento di 30 stelle, mia figlia vince il premio, poi c’è il bonus, ma anche le stelle rosse che vanno in detrazione. Mica semplice.
giuseppe, gli unici commenti che mia figlia lascia sono sul sito di barbie :)
maurizio: anche io avevo i minus, all’inizio, ma era troppo complicato, la mia piccola rete di vendita era confusa :-)
Noi lo abbiamo fatto con i sassolini, a riempimento: un vasetto – un giochetto :-)
nicola, il tocco creativo non manca mai da voi :)
@ [mini]:
tra qualche anno puoi prevedere anche l’aggeggio per timbrare il cartellino all’ingresso di casa :-)
p.s.
Una volta lessi che Marina Salomon ha organizzato la numerosa prole come un’azienda, con ruoli, promozioni, management a rotazione per individuare quelli più talentuosi etc.
Pretendo. E dico pretento catalogo della raccolta scaricabile in pdf. :)
Senno come si fidelizzano i [mini]clienti.
non sono d’accordo coi bollini alle cinture. sono obbligatorie per la legge italiane, e non dovrebbero essere incentivate, dovrebbero essere diligentemente messe appena saliti a bordo :)
per il resto pollice up
tambu, lo so che sono obbligatorie.
ma evidentemente non hai figli ;) e metterle a bimbi recalcitranti – che se le possono anche togliere da soli appena parti – non è uno scherzo. A loro non interessa la legge italiana.
State creando dei piccoli “mostri” ;-) Li abituate fin d’ora al consumismo, all’azione motivata sempre e comunque da una ricompensa (ben che vada) o ad una punizione automatica: mi sa tanto di zuccherino al cavallo da circo…
Ma io non ho figli e quindi non sono abituato ad educare (“addomesticare”) i bambini… Grazie a Dio! ;-)
E’ una tecnica che si dice funzioni egregiamente con i bambini. Ne avevo appreso da alcuni amici e da una serie televisiva “S.O.S. Tata” (credo vada in onda su LA7 e sul satellite).
Eh, cristian, un giorno ti renderai conto che (persone o bimbi non importa):
- sgridando o urlando, non si ottiene quasi nulla
- minacciando, si ottiene poco
- chiedendo, non si ottiene quasi nulla
- non facendo nulla, si ottiene nulla
premiando si ottiene molto, con i bimbi ma anche con le persone. il consumismo non c’entra.
in casa mia, con 2 mini-femmine, le trattative sono all’ordine del giorno, che dalema&condi in confronto sono 2 dilettanti.
Loro tentano sempre di avere una contropartita [mangio i fagiolini se dopo mi dai una caramella] io rispondo [mamma non cede ai ricatti], tipo talebana.
L’altro giorno ho detto incautamente, [se vuoi guardare i cartoni, prima finisci i compiti]. Mia figlia grande, che da grande-grande farà la diplomaticoa negli scambi tra terroristi-giornalisti, ci ha pensato su e mi ha detto [queso è un ricatto], io che pensavo di essere furba ho risposto [no, è una condizione]. Lei ha replicato [quindi, se lo dice un bambino è un ricatto, se lo dice un grande è una condizione]. Frase che, cambiando i nomi, si adatta perfettamente alla politica estera.