web analytics

Quasi quasi preferisco la prima (di vita)

Non passa giorno che qualche comunicato stampa non annunci lo sbarco su Second Life di qualcuno o qualcosa, di questo politico o di quella regione, di quel negozio o di questo brand*.

Per quanto mi riguarda, sono sbarcato, ho imparato a volare e a sbattere contro i palazzi, ho scambiato due parole con una portoghese smarrita e un olandese – che mi ha regalato un paio di jeans – poi mi sono fatto quattro passi in giro, ma – non so se ero io che sbagliavo per inesperienza o cosa – non c’era proprio nessuno in ognuno dei posti in cui mi sono teletrasportato. Ho camminato per minuti in un’atmosfera più da Day After che da Second Life, in discoteche vuote, poi in agenzie immobiliari incomprensibili e silenziose, in piazze desolatamente deserte.

Oddio. Se proprio volevo farmi una passeggiata e non incontrare nessuno, mi bastava uscire di casa alle 9 di sera – nella real life – e prendere una direzione a caso.

L’unica opportunità di business che ho pensato di creare, è aprire un outlet di accessori e abbigliamento virtuali abilmente contraffatti, come le Mike, o le Addas, da vendere a un ridicolo Lindenprezzo ai gonzi appena iscritti, anche con l’ausilio di ambulanti virtuali, pagati anch’essi in Lindenspiccioli. Naturalmente sopra un’isola con immunità virtuale totale. Ma probabilmente qualcuno l’avrà sicuramente fatto di già.

* Se avete intenzione di farlo, fatelo subito. Tra pochi mesi non farà più notizia, e quindi vi troverete senza effetto annuncio. Poi vi troverete anche voi in giro da soli a sbattere contro i palazzi, o a giocare a virtual solitari nei vostri stand virtuali.

“Cerchi casa su Second Life? La compri da Gabetti – Infoservi.it”
“Su www.intoscana.it/secondlife si potranno seguire le evoluzioni del progetto.”

Cose simili:

Questo articolo è stato pubblicato in In generale e ha le etichette . Aggiungi ai preferiti: link permanente. I commenti ed i trackbacks sono attualmente chiusi.

Page optimized by WP Minify WordPress Plugin