02 marzo, 2007
Ritalia nostra (ma...)
Non ho avuto molto tempo per leggere con l'attenzione che meriterebbe il manifesto del RitaliaCamp, sponsorizzato con forza da Maurizio e tanti altri.
Credo che l'idea, l'impegno, l'entusiasmo siano tutte cose estremamente positive.
Ma - posso sbagliare, s'intende - non sono ottimista sul postumi operativi del Camp: la discussione sarà sicuramente di livello, come anche le idee e i suggerimenti, ma temo che dopo la sollevazione iniziale, troppa democrazia inoculata un progetto lo farà inevitabilmente fallire, i link personali troppo laschi vanno forse bene per il software opensource, non per i progetti web, e troppa economia del dono farà avanzare troppo lentamente e faticosamente le cose.
Poi, se vogliamo davvero creare qualcosa rivolto al mondo, dovremmo coinvolgere qualche blogger all'estero - forse ospitandoli gratuitamente nel bel paese in cambio di recensioni e consigli? Chi si prende Steve Rubel in casa? Magari non io, qui, nella nebbia padana. Si potrebbe spaventare.
Maurizio si chiede come debba essere italia.it:
Deve essere un aggregatore di risorse altrimenti esistenti. Un Google News-like, che succhia automaticamente da fonti 'certificate' o 'taggate' (previa moderazione), dove per certificate non intendo massmedia, ma solo che non siano spam e che abbiano un minimo di storia dietro. Non ci sono alternative, secondo me. Il problema è che queste fonti devono essere (tradotte?) in inglese.
E se la proposta migliore fosse che non si fa nessun portale, o un minisito stile wikipedia, e i soldi li investiamo in comunicazione 'istituzionale' (web o meno, possibilmente intelligente, anticonvenzionale, e senza luoghi comuni?) sui quei pochi mercati turistici che possono essere interessanti? Siete mai stati in Spagna (potete sostituire "Spagna" con "Grecia", se volete). Se sì, avete mai visto il portale spagnolo o quello greco? Io no. Invece, avete mai visto gli annunci sulle riviste o in TV? Io sì. Se avete organizzato il viaggio sul web, e non tutti lo fanno, ditemi che non avete utilizzato direttamente Google o i classici siti stile booking.com e simili.
PS: qualcosa comunque potrei donare anche io al progetto. Facciamo che ci penso. Però a Milano al sabato, no grazie :)
Credo che l'idea, l'impegno, l'entusiasmo siano tutte cose estremamente positive.
Ma - posso sbagliare, s'intende - non sono ottimista sul postumi operativi del Camp: la discussione sarà sicuramente di livello, come anche le idee e i suggerimenti, ma temo che dopo la sollevazione iniziale, troppa democrazia inoculata un progetto lo farà inevitabilmente fallire, i link personali troppo laschi vanno forse bene per il software opensource, non per i progetti web, e troppa economia del dono farà avanzare troppo lentamente e faticosamente le cose.
Poi, se vogliamo davvero creare qualcosa rivolto al mondo, dovremmo coinvolgere qualche blogger all'estero - forse ospitandoli gratuitamente nel bel paese in cambio di recensioni e consigli? Chi si prende Steve Rubel in casa? Magari non io, qui, nella nebbia padana. Si potrebbe spaventare.
Maurizio si chiede come debba essere italia.it:
- Essere un progetto di promozione del turismo e avere quindi l'obiettivo di promuovere l'Italia come destinazione turistica o anche essere concepito come strumento di promozione del territorio? (vedremo in prossimi post che la differenza è notevole)
- Promuovere il turismo in generale oppure favorire alcuni tipi di turismo (turismo sostenibile)
- Essere concepito come portale o come destination site?
Deve essere un aggregatore di risorse altrimenti esistenti. Un Google News-like, che succhia automaticamente da fonti 'certificate' o 'taggate' (previa moderazione), dove per certificate non intendo massmedia, ma solo che non siano spam e che abbiano un minimo di storia dietro. Non ci sono alternative, secondo me. Il problema è che queste fonti devono essere (tradotte?) in inglese.
- Offrire informazioni turistiche più o meno esaustive sulle specifiche destinazioni o lavorare sull'attrattività del sistema turistico Italia demandando questo compito agli enti turistici locali?
- Aggregare informazioni o proporre solo link?
E se la proposta migliore fosse che non si fa nessun portale, o un minisito stile wikipedia, e i soldi li investiamo in comunicazione 'istituzionale' (web o meno, possibilmente intelligente, anticonvenzionale, e senza luoghi comuni?) sui quei pochi mercati turistici che possono essere interessanti? Siete mai stati in Spagna (potete sostituire "Spagna" con "Grecia", se volete). Se sì, avete mai visto il portale spagnolo o quello greco? Io no. Invece, avete mai visto gli annunci sulle riviste o in TV? Io sì. Se avete organizzato il viaggio sul web, e non tutti lo fanno, ditemi che non avete utilizzato direttamente Google o i classici siti stile booking.com e simili.
PS: qualcosa comunque potrei donare anche io al progetto. Facciamo che ci penso. Però a Milano al sabato, no grazie :)











