Tutto questo per dire che, se mai aprirò un negozio di qualcosa, la prima cosa che farò sarà installare una microspia – la cimice! – nella vetrina, per registrare/ascoltare i commenti di coloro che ci si fermano davanti.
- Bello questo, ma per 299 euro se lo tengono loro… – oppure – Entrerei a provarlo, ma la commessa è talmente stronza… -
L’idea – ok, evil – è stata originata dalla lettura pontìaca di La forza del passato di Sandro Veronesi, in cui in un passaggio un amico suggerisce al protagonista di provare ad alzare la cornetta del citofono e ascoltare ciò che dicono di lui gli amici, mentre escono da casa sua dopo una cena.
Anche io, negoziante, potrei avere sorprese, come il protagonista; anche perchè, come trasuda dal romanzo, se la gente mente, sempre e anche senza motivo, non c’è da fidarsi di ciò che dicono i clienti. E allora, ascoltiamoli e basta.
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Io alzo sempre il citofono e ascolto cosa dicono i miei ospiti quando se ne vanno!! :-)
Argh, ora mi avete aperto un mondo di dubbi…
Caro Gianluca,
Ovviamente l’idea presenterebbe qualche problema in riferimento al rispetto della privacy. Al di là di questo aspetto tecnico-legale, prendendo spunto dal tuo stimolo credo che bisogna adoperarsi per comunicare permanentemente [e quindi anche ascoltare]i clienti così da sapere che il vestito da 299 è fuori mercato o che i comportamenti e le attitudini della commessa sono perfettibili……etc.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro
@pluca: sulla privacy meriterebbe un approfondimento, infatti si potrebbe – come dire – mascherare leggermente la voce per non renderlo riconoscibile (posto che cmq lo sia, io non riconosco nessuno neanche al telefono :))
Ho effettuato circa un paio di anni fa un’operazione di mistery shopping per una catena di negozi di calzature il cui obiettivo era rilevare, appunto, il comportamento dei commessi per poi correggerli durante la formazione successiva. A tale scopo sono state impiegate delle mini cineprese per riprendere i commessi così da rivedere in aula ed esemplificare le aree di miglioramento; in quel caso ci fgacemmo firmare la liberatoria sulla privacy dal personale dei diversi negozi. L’idea di mascherare la voce credo sia corretta e possa effetivamente bypassare il problema tecnico-legale.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro