elena scrive mail a possibili sponsor[1] per il romagnacamp.. sta diventando l’ossessione di svariate aziende
Quando ho visto questa cosa su Twitter, ho pensato ‘ecco, la rivoluzione è iniziata’. Poi ‘o la rivoluzione è finita?’ Sono in loop: la rivoluzione è iniziata o è finita?
[1] io, se l’aziendina fosse mia, lo sponsorizzerei a occhi chiusi, un barcamp. Solo di link mi ci pago la cosa, dovendo essere cinici (le aziende fanno il loro mestiere).
Ma se dovessi sponsorizzare come grande azienda, e conoscendo quanto delicata è la blogosfera e quanto rigide e burocratiche sono le grandi aziende, credo che il rischio di creare incomprensioni sia elevata.
Nel migliore degli scenari potrebbe finire per essere un’occasione perduta di conversazione: le aziende non sono abituate ad ascoltare, già se va bene si ascoltano i clienti, figuriamoci se si ascoltano gli sconosciuti come i barcamper (e c’è la questione che l’azienda grande non è una persona, e nessuna persona può parlare per l’azienda[2]).
Inoltre già far capire a un’azienda cosa è un barcamp, credetemi, non è semplice per niente.
[2] a meno che non intervenga un CEO o giù di lì. Al momento la cosa mi sembra remota.
Cose simili:
- Tre note dall’Urbino Barcamp (socialnetwork, crisi & web 2.0, guerrilla girls)
- Complimenti d’arredo
- Bloggin’ buzz
- Gaspar, Twitter e la guidaTV


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A partire da lunedì 28 maggio 2007 sarà on line su http://www.playthelab.it NseriesLovesCinema, il primo progetto nato dalla convergenza tra diversi media e strumenti di comunicazione che vedrà gli spettatori partecipare attivamente allo sviluppo e realizzazione della storia come autori o come attori.
Collegandosi al laboratorio creativo http://www.playthelab.it si potrà accedere alla prima traccia da seguire per partecipare come autori o come attori allepisodio iniziale di Tigri di carta, lunico serial movie interamente realizzato dali utenti.
Un serial-movie, in 14 episodi della durata di 3 minuti ciascuno, che fonde il cinema con il fumetto. Due grandi attori italiani come Alessandro Haber e Rocco Papaleo saranno i protagonisti di questo serial che nasce sotto il segno del noir e porterà il pubblico in un mondo tanto surreale da essere reale. Sarà solo grazie ai contributi che gli spettatori vorranno fornire sia in qualità di autori che di attori che la storia prenderà vita nella sua forma più completa e finale. Il serial sarà coprodotto con On my Own di Roberto Cicutto e Luigi Musini, già fondatori della Mikado ed in collaborazione con Medusa Multicinema.
Il risultato finale sarà una contaminazione di stili e tecniche: in fase di lavorazione del serial, alcune ambientazioni fotografate con il multimedia computer Nokia N95 o filmate con il Nokia N93i, saranno trattate in post produzione e integrate con il girato realizzato con la tecnica Chroma key che, inserendo gli attori in un ambiente costituito unicamente da un fondale verde, permette di ottenere effetti speciali di grande suggestione che imprimeranno al serial-movie un tono da Graphic Novel.
Il fumetto diventa così uno degli elementi fondamentali nella realizzazione di questa sperimentazione e per questo Nokia Nseries non poteva che coinvolgere due grandi protagonisti di questo mondo. A guidare tutti i partecipanti sul sito http://www.playthelab.it , che da anni si è avvalso della partecipazione di alcuni grandi protagonisti del cinema internazionale tra i quali Terry Gilliam, Wim Wenders, Ferzan Ozpetek, Valeria Golino , ci saranno infatti Lorenzo Bartoli, autore del famosissimo fumetto cult John Doe, e Daniel Zezelj, visionario e poetico illustratore nonché autore di famosissime graphic novels per il New York Times Book Review, la DC Comics e non solo.
La rivoluzione è finita nel momento in cui Nokia ha affidato a ‘sti dementi il loro pseudo-viral marketing…
che tristezza.
argh :)
non mi aspettavo di vedermi lassù!
Dunque. Mettiamo in ordine le cose. Non vedo nessuna rivoluzione. Da che mondo è mondo per organizzare una cosa due soldini ci vogliono, nel nostro caso, come già sai, noleggi di attrezzature, servizi ai partecipanti.
E da che mondo è mondo qualcuno paga, e quel qualcuno deve trovare un interesse nel farlo.
Anche io, ne sono sicura, sponsorizzerei un barcamp al volo.
Ci vuole coraggio. Il coraggio di mettersi in gioco e di rischiare che l’esito non sia proprio quello sperato, il coraggio di esporsi. Il bello è che se si gioca pulito è molto più probabile che la cosa funzioni bene.
Che dici? Le aziende italiane non sono in grado di arrivarci?
Evabbè.. il barcamp si farà lo stesso.. non so chi paghi la pappa.. (non guardate me, io non c’ho una lira) ma si farà lo stesso :D
brava elena, sono d’accordo.
E’ quel ‘se si gioca pulito’ che ha i confini sfumati, temo che i blogger e le aziende vedano due confini diversi.
Esistono anche le associazioni di categoria (es.albergatori) o le “vecchie” aziende di promozione turistica (APT).
Volevo aggiungere che non sopporto le sponsorizzazioni che si riducono a pannelli adesivi attaccati con il logo. Sono, per gli eventi, quello che sono i popup per il web, in piu’ servono ancora meno, dal punto di vista commerciale.
Se sponsorizzi, devi partecipare alla ‘conversazione’ o dare un tuo apporto non solo economico, “essere l’evento stesso”.
gluca@mm, anche se condivido a pieno la tua linea, detta così suona come una minaccia! :)