web analytics

Nomen nomen aNobii

Immagine di OblioSe aNobii diventerà, come credo, un successo, infrangerà e ridicolizzerà per sempre tutti i principi della buona creanza del naming e del branding (Attract customers and prospects, usually by stating a benefit, specific or implied. Be memorable. Be easily pronounced. Have positive verbal associations and connotations. E voi gli date il nome di un tarlo?)

Insomma, bambini belli con nomi brutti diventano proprietari di nomi originali, bambini brutti con nomi originali diventano titolari di nomi strani.

PS: Eccovi il mio scaffaletto con l’occasione, alimentato più dai libri degli amici con un comodo “aggiungi alla tua libreria” che da inserimenti da ISBN (la pigrizia). Ah, vi accetto come amici solo se vi conosco almeno un po’, pare scontato, detto così, ma nel zozialnetuorkin dueppuntozzero non lo è.
Io, chi non conosco – ma penso conosca libri interessanti – me lo appunto come vicino, per il momento.

PS2: il successo dell’iniziativa tra i blogger (con inserimenti di libri a sbadilate) dimostra una volta di più come questi ultimi non possano proprio essere presi come campione significativo dell’homo italicus (che legge meno di un libro all’anno, di media).

Cose simili:

Questo articolo è stato pubblicato in branding, In generale, media. Aggiungi ai preferiti: link permanente. I commenti ed i trackbacks sono attualmente chiusi.
  • Qui scrivo — più o meno seriamente — di (un)marketing, social business ed eCommerce. Ma anche di negozianti, e di altre combinazioni tra persone e prodotti, online e offline. (No, il bambino in alto non sono io)

    Scrivimi

Page optimized by WP Minify WordPress Plugin