Nomen nomen aNobii

Immagine di OblioSe aNobii diventerà, come credo, un successo, infrangerà e ridicolizzerà per sempre tutti i principi della buona creanza del naming e del branding (Attract customers and prospects, usually by stating a benefit, specific or implied. Be memorable. Be easily pronounced. Have positive verbal associations and connotations. E voi gli date il nome di un tarlo?)

Insomma, bambini belli con nomi brutti diventano proprietari di nomi originali, bambini brutti con nomi originali diventano titolari di nomi strani.

PS: Eccovi il mio scaffaletto con l’occasione, alimentato più dai libri degli amici con un comodo “aggiungi alla tua libreria” che da inserimenti da ISBN (la pigrizia). Ah, vi accetto come amici solo se vi conosco almeno un po’, pare scontato, detto così, ma nel zozialnetuorkin dueppuntozzero non lo è.
Io, chi non conosco – ma penso conosca libri interessanti – me lo appunto come vicino, per il momento.

PS2: il successo dell’iniziativa tra i blogger (con inserimenti di libri a sbadilate) dimostra una volta di più come questi ultimi non possano proprio essere presi come campione significativo dell’homo italicus (che legge meno di un libro all’anno, di media).

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7 Commenti

  1. Pubblicato 5 giugno 2007 alle 4:45 PM | Link Permanente

    Beh, c’è da dire che ultimamente ci sono parecchi nomi che smentiscono i libri di testo. Google non è certo un bel nome e meno che meno un bel marchio con quel carattere embossed tutto colorato ;-) Eppure!
    Mala tempora per chi si occupa di comunicazione, branding, design ;-)

  2. Pubblicato 5 giugno 2007 alle 4:49 PM | Link Permanente

    dalla foto sul wiki l’Anobium punctatum non lo trovo poi così male… è carino! ;-)
    secondo voi qs di aNobii sanno che da’ dipendenza? dovrebbero scriverlo nelle condizioni d’uso del sito.

  3. Pubblicato 5 giugno 2007 alle 5:34 PM | Link Permanente

    cmq a me Oblio non è mica piaciuto molto :)

  4. Pubblicato 5 giugno 2007 alle 6:37 PM | Link Permanente

    Trovo corretta la tua gestione dei contatti: visto che c’è la possibilità di segnarsi “vicini” a più non posso, è giusto considerare “amici” solo quelli con cui esiste un qualche rapporto. Cosa che immagino andrebbe seguita in ogni piattaforma simile (mi viene in mente Flickr, che presenta le stesse possibilità)…

  5. Pubblicato 6 giugno 2007 alle 11:56 AM | Link Permanente

    e questo marketing come me lo definiresti?
    (secondo me merita un postarello)
    http://tinyurl.com/yo7zck

  6. Pubblicato 6 giugno 2007 alle 3:35 PM | Link Permanente

    Confermo. Su amici e vicini dico. In MySpace per esempio la distinzione non c’è. E io ricevo ogni tanto richieste che chissà da dove piovono. Fanno piacere, sì, ma. Ma 1000 amici significa zero amici?
    Oddio ora che mi rileggo, nella vita vera no. Forse vale solo nel mondo 2.0.

  7. Pubblicato 7 giugno 2007 alle 5:10 PM | Link Permanente

    Date un’occhiata al logo nascosto di aNobii… Dovrebbe essere proprio il tarlo, no? http://www.anobii.com/anobi/image/logo.gif

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