Anni maledetti, passati a cercare l‘efficienza: mandate le mail, che costano meno dei fax, poi non spedite le brochure perchè tanto c’è il sito, poi le vendite fatele al telefono o via mail, perchè andare dal cliente è troppo costoso e poi c’è pure la ZTL, e a Natale manda l’SMS al posto della telefonata, che costa meno ma soprattutto prende meno tempo, in vacanza manda l’MMS al posto della cartolina, che non so neanche come si dice francobollo, qui, e nemmeno dove li vendono. E basta con i mailing cartacei, facciamo la DEM, basta con i regali ai clienti con il bigliettino scritto a mano, facciamo una mail con la GIF animata di Babbo Natale.
Basta. E’ ora di dire, a chi vuole guadagnare l’attenzione (qui, ma ovunque) su iniziative particolari, di essere creativi e quindi efficaci, non efficienti.
Lasciate perdere dunque la mail con il pdf allegato, anche se scritto bene, anche se scritto in modo umano, anche se oggettivamente interessante. Tenetelo un attimo da parte e seguite le istruzioni seguenti.
Se vuoi comunicare al blogger un tuo nuovo sito sulla birra, mandagli una bottiglietta di birra con il link del sito, se vuoi comunicare la guerrilla del Casinò, mandagli una miniroulette USB, se proprio non hai niente di fisico da spedire perchè fai software o server, manda adesivi, un libro con una tua dedica sincera (grazie mr arnesk!) magliette (grazie Mr White ;) un centrino fatto all’uncinetto, una cosa qualsiasi ma che dimostri che hai speso tempo (più che soldi) per spedire la cosa proprio a me, perchè ci tieni alla mia opinione o comunque ritieni che io sia un interlocutore all’altezza. E poi, sì, allega il pdf stampato, e aggiungi due righe scritte a mano.
Cosa dici, costa troppo, poi non ho gli indirizzi postali dei blogger? Eh, sorry, l’attenzione costa, soprattutto tempo, e l’indirizzo si può sempre chiedere via mail, no? No free lunch.
Sa di corruzione? Mica ho detto un cellulare in regalo. Solo una prova che il vostro tempo e la vostra attenzione che ci avete messo sia pari alla mia.
Insomma dopo aver fatto ‘a guerriglia creativa, dovreste pensarne un’altra ‘postale’ altrettanto creativa, se volete comunicarla efficacemente.
Cose simili:
- Chiedilo a loro (dove va l’8 per mille)
- Non abbiamo inventato niente – corporate conversescion in Coop
- Ho letto Invertising
- Essere (1999) vs partecipare (2009)

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Caro Gianluca,
Visione e prospettiva assolutamente condivisibile………..nulla da aggiungere.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro
Ancora centro.
Sull’efficienza in generale non possiamo competere con altri Paesi, sulle dimensioni dell’efficacia, soprattutto con una rivalutazione del fattore H (human) si.
Lo vogliamo fare?
Guardi, benchè l’immagine della guerriglia postale sia – per altri motivi – molto più vicina alla realtà di quanto lei non immagini, voglia gradire i sensi della mia incondizionata venerazione nei suoi confronti.
Sempre lucidissime le [mini]visioni di Gianluca. La cultura del cost-reduction sempre e comunque sta portando molte aziende a spendere poco per ottenere zero. Scusate il parallelo (e il conflitto di interessi eclatante)ma perchè spendere per avere un consulente per la comunicazione (leggi una buona agenzia di PR)quando i comunicati me li scrivo io (che tanto che ci vuole ?) e poi uso un servizio di distribuzione automatico che costa molto meno ? Oppure valutare le agenzie sulla base del costo al comunicato emesso ? Eh, l’efficienza…
Ciao Gianluca:
La tua e’ una buona idea che molti stanno gia’ attuando qui negli States. Anche se in apparenza non ho molti lettori, pare sempre che i miei posts vengano condivisi parecchio online. Ho piu’ link che commenti o RSS, per ora.
Conosco molti autori e quando scrivono il promssimo libro mi coincolgono a livello interessante (per me) — aiutarli a scegliere la copertina, collaborare al titolo.
Un altro esempio sono le case editrici. Ho gia’ ricevuto due inviti da staff di marketing che ovviamente ha letto le mie recensioni e abbastanza posts al mio blog per conversare in maniera intelligente con me. E le proposte sono molto mirate.
Non posso promettere di pubblicare commenti sui libri che poi mi inviano perche’ sono indietrissimo nella lettura e comunque mantengo la scelta editoriale sul mio contenuto. Posso dirti che spesso cito i materiali che mi sono utili, eventualmente.
Volevo portare alla vostra attenzione un dilemma. Non è una provocazione, credetemi, ma un mio dubbio reale.
I consulenti/responsabili di marketing hanno una visione abbastanza convinta di ciò che si deve fare per “fare impresa” al meglio. Perchè allora non si mettono in proprio per fare soldi per se e diventare ricchi più velocemente?
Un po’ come ciò che si dice ai venditori televisivi dei numeri magici del lotto: perchè questi numeri non se li giocano loro così vincono una valanga di soldi senza bisogno di lavorare?
In soldoni: cosa manca ad un esperto di marketing per diventare un buon imprenditore?
@cesenatico: beh, la visione del marketing per quanto chiara è comunque parziale nell’impresa, e non sufficiente a farne un imprenditore. e anche il responsabile finanza ha probabilmente una visione convinta, ma probabilmente non ha un blog.
In genere penso cmq che in italia ci sia poca propensione al rischio (e alla possibilità del fallimento), sia da parte nostra, che da parte delle banche, che da parte della società in genere. Negli states, essere falliti non è una vergogna, ma un merito. In italia non è cosi’, si preferisce chi non ha mai fatto nulla senza fallire, a chi fa fallendo.
Io mi sono fatto questa idea (personale e sicuramente parziale). Stiamo studiando sempre di più, frequentiamo corsi per andare all’atomo della razionalizzazione del rischio. Vogliamo programmare tutto perchè sia perfetto e infallibile: il piano di rientro finanziario, il piano di marketing, le previsioni dei costi di produzione. Ma alla fine tutta questa razionalizzazione non fa altro che mostrarci il volto di tutti i rischi cui si va incontro.
Quindi o sei all’oscuro di tutto (tipo terza media o diploma con un calcio nel culo) o uno che non ha niente da perdere, altrimenti non ti butti.
Viva l’ignorantezza!
Grazie a te gianluca, e’ stato un piacere!
Anche qui tifiamo per l’efficacia … che tra l’altro è molto più divertente, come filosofia, dell’efficienza.
Personalmente ho sempre considerato l’efficacia alla stregua di una ricevuta di ritorno:”costa un pelo in più ma hai maggiore certezza che il messaggio sia arrivato nei termini in cui volevi”.
Un abraccio
Gianluca