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Una cappa di vapore grigiògnolo – guardate, bimbi, quella pianura è dove abitiamo noi; una valigia, persa; il pagamento del parcheggio, che non funziona con la carta di credito – solo oggi eh!; la tv Ans(i)a dell’aereoporto che trasmette i soliti due politici che giocano a specchio-specchio-riflesso-specchio infinito anche dalle vacanze – questo a giudicare dall’abbigliamento, uno vestito da pensionato e l’altro da playboy d’antan, e un sacco di dichiarazioni di preti e papi che riempiono tutto il resto.

Poi a casa un nugolo di zanzare tigre in astinenza ti si avviluppa lungo la gamba. Accendi la tv, e apprendi che il tuo cellulare seminuovo (comprato, mica come le blogstar che glielo regalano eh!) potrebbe surriscaldarsi mentre lo ricarichi* – vista la temperatura faticheresti ad accorgertene – poi che la bambola di [mini]bimba (neanche fosse uscita da un b-movie horror) potrebbe contenere tracce di non so quali sostanze o quali magneti satanici (ipotesi poi smentita, grazie a una minuziosa indagine condotta da quest’ultima sul sito ufficiale passando in rassegna tutti i giochi elencati che a quanto pare non le abbiamo comprato).

Bentornato [mini], non ti sei perso niente: in questo paese, il tempo non scorre, annaspa – dice il mio alterbloggerego. Ed è tempo di ricominciare a scrivere. Anche se in fondo, batterie o no, pensa che fa troppo caldo per stare vicino a un PC.

* In seguito ricordi che tu la batteria l’hai comprata su Ebay da uno di Hong Kong con nome bizzarro che a ritirarle, le sue pile, non ci pensa neanche e un giorno qualsiasi forse esploderai senza che l’Ansa sappia dare una spiegazione razionale al fenomeno. Verrà ingaggiato chissà quale esperto televisivo di esplosioni, e il TG dirà che è colpa, ovviamente, di Internet.

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