Bzzers, buzz-community di consumatori in salsa “social” | Giovy’s Blog:“Su Bzzers le persone saranno chiamate a scrivere SINCERAMENTE cosa pensano di questo o quel prodotto/servizio, realizzando report finali e coinvolgendo tramite passaparola gli altri membri del proprio network (e non solo).”
Io sono ingenuo, continuo a pensare che questo lo faccia ottimamente di già la blogosfera (anzi, i blggrs, sennò non sembra mica 2.0), in modo autonomo e senza giochini, bollini e socialnetwork artificialmente pompati allo scopo.
Premetto, non mi sono (ancora) iscritto, in quanto mi sono arrivati troppi inviti e mi sono insospettito. Ma ho letto abbastanza a fondo scopo del gioco e regolamento.
Credo che l’acqua scorra da sola a valle e sia impossibile portarla verso l’alto, che tradotto significa che l’ideavirus può nascere solo a livello di design del prodotto, magari con un mix di ascolto dal basso e di pazzia creativa dall’alto.
Credo anche che abbia ragione Godin quando dice che per vincere l’indifferenza della maggioranza di utilizzatori indifferenti che non sono innovatori, e al contempo non ascoltano più la pubblicità, bisogna colpire al cuore – in senso emozionale s’intende – la minoranza innovatrice che si occuperà poi di passare il messaggio.
Ma lo trasmetterà per essere considerata esperta/informata, per amore degli amici e per desiderio di promuovere prodotti che valgono rispetto a quelli banali. Io alla storia che si possono far passare messaggi in cambio di infimi premi monetari non ci credo.
PS: ora mi iscrivo. Se cambio idea prometto di rettificare
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Io mi sono iscritto un paio di giorni fa. Da quello che ho capito si entra di nuovo in un meccanismo auto referenziale. Ci sono almeno 10 persone che non conosco che mi hanno invitato a diventare loro “amico” senza uno straccio di motivazione (probabilmente solo punti)…
Mi sa che la abbandonerò presto
Caro Gianluca,
Anche io, dopo qualche titubanza, mi sono iscritto per approfondire. La prima impressione non è assolutamente positiva nè per il meccanismo di coinvolgimento nè per quelli di compensazione.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro
ragazzi, prima di iscrivermi (ed ancora non l’ho fatto per le stesse motivazioni di mini) ho preferito fare due chiacchiere con chi sta lanciando il progetto in Italia.
I propositi e le motivazioni mi sono sembrate valide ed apprezzo più una idea realizzata qui – con tutti i se ed i ma – piuttosto che la gelida riprposizione di modelli che già altrove funzionano a singhiozzo (vedi buzzparadise o bzzagent in uk).
Mi è molto caro il tema delle piattaforme di buzzmarketing e dei vari modelli che si possono utilizzare community aziendali alla Tremor o mercelisti (mercenari-evangelisti) alla bzzagent … vedremo.
lo scetticismo nei confronti di questa “piattaforma” di buzz marketing è la medesima anche per me; c’è da dire che il buzz che vi si sta creando intorno è in continua crescita e mi verrebbe da dire “1st target acquired”. Poi il resto sarà il tempo a decidere