Gli stili di vita: i barbecuers

Basta con queste datate analisi Eurisko basate su stili di vita antiquati e sorpassati! Io credo che si possa capire molto dei nuovi cluster emergenti della popolazione italiana – soprattutto quella maschile – analizzando il tipo di griglia utilizzata. Contribuisci anche tu all’affinamento della conoscenza scrivendo la tua appartenenza e il tuo stile di consumo nei commenti.

Barbecue Elettrico: il possessore di B.E. ama l’efficacia e l’efficienza, bada ai risultati. Gli appartenenti più radicali vorrebbero avere un controller wifi per pilotare la cottura delle salsiccie attraverso il notebook, che accende dal giardino per usarlo come timer per la cottura, di cui ha letto nel frattempo i tempi su Wikipedia.
Compra la carne all’ipermercato, così ne approfitta anche per controllare il costo delle schede di memoria SD da 2 GB. Dopo il terzo blackout di tutto il quartiere, ha fatto aumentare i kilowatt del suo impianto elettrico. Tiene sempre un forno a microonde di backup pronto in standby, in caso di guasti. A seconda della particolare passione, un TV 14 pollici viene lasciato acceso per controllare partite e partenze della Formula Uno.
Taglio preferito: spiedino misto preconfezionato, così non perde tempo a tagliare le verdure.

Barbecue a carbonella: l’utilizzatore è spesso un cultore dei riti e del biologico. La carne viene comperata a più di 50 km di distanza mediante spedizione annuale ad hoc da un allevatore che gli rigira la carne acquistata all’ipermercato come proveniente da animali liberi allevati con alimentazione naturale. Durante l’accensione del barbecue – con ausilio di strumenti sofisticati per il calcolo della velocità in nodi del moto ventoso – non deve essere disturbato, il telefono viene staccato già al momento dell’apertura del sacco di carbone, che un fornitore gli fa pervenire dall’Austria in quanto composto da soli alberi di faggio cresciuti rigorosamente oltre i 1200 metri di altezza. E’ rigorosamente vietata qualsiasi interferenza con il processo – radio, tv e cellulari (salvo che per informazioni meteorologiche) devono essere spenti, nessuno se non autorizzato espressamente può superare la linea tracciata più o meno virtualmente ad almeno due metri dal fuoco. Di solito ha a disposizione una personale valigetta, completata con amore negli anni, che contiene strumenti che durante una perquisizione dei RIS potrebbero essere scambiati per mezzi di tortura medioevali. Spesso si lancia in disquisizioni sulla differenza, in fatto di produzione e assorbimento di grassi saturi e insaturi, dell’uso di una particolare pietra ollare che – sostiene – si ricava solo dai monti Lessini. Taglio di carne preferito: non ne può rivelare il nome, è un segreto che il suo fornitore gli ha fatto promettere di non rivelare mai, per nessun motivo.

Barbecue a gas: l’utilizzatore è spesso un animale sociale, un “connector”, per lui grigliate con meno di 50 partecipanti non hanno senso di esistere. Di solito è presidente di qualcosa, una bocciofila, un circolo di caccia, un’associazione di ciclisti amatoriali, in cui durante le cene sociali da solo ai fornelli consuma una quantità di GPL sufficiente a riscaldare un paese di 10.000 persone, e circa 500 kg di animali di tutti i tipi (con preferenza per quelli che si possono cuocere anche interi). Nel tempo si è costruito da solo il barbecue, in quanto secondo lui quelli in commercio sono tutti troppo piccoli. Quando lo accende, le rilevazioni sul protocollo di Kyoto subiscono modifiche che incidono strutturamente sui trend di lungo periodo, e subito dopo il presidente dell’Eni avverte tramite comunicato stampa che, se continua così, l’inverno lo passeremo al freddo.

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11 Commenti

  1. Pubblicato 17 settembre 2007 alle 9:06 AM | Link Permanente

    Abbiamo/hai,
    identificato uno dei temi per marketing agorà, pare.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  2. Pubblicato 17 settembre 2007 alle 9:56 AM | Link Permanente

    Madonna che nostalgia di BarBecueCamp… ! Buona settimana a tutti.

  3. Pubblicato 17 settembre 2007 alle 11:44 AM | Link Permanente

    E il vecchio tradizionale “Barbecue a legna”, quello acceso con le pigne e i legnetti? Qualche residuo esemplare resiste ancora :-D

  4. Pubblicato 17 settembre 2007 alle 1:42 PM | Link Permanente

    se avessi un barbecue, probabilmente sarei a metà tra la prima e la seconda descrizione, d’altra parte mio padre utilizza la griglia e le braci direttamente dentro il camino, unendo efficienza (il tiraggio del camino è ottimo per il fumo) ed efficacia (i risultati sono assimilabili a quelli del barbecuer tradizionale)… Se si potesse definire mash up, mio padre sarebbe proprio dueppuntozzero.

  5. Pubblicato 17 settembre 2007 alle 4:09 PM | Link Permanente

    Ahah fantastico questo post… non ho il Barbecue, ma rientrerei nella prima categoria.

  6. Pubblicato 17 settembre 2007 alle 4:43 PM | Link Permanente

    Hai dimenticato il barbecuer esotico quello che va solo ai Braai e che pretende che la carne o il pesce vengano adeguatamente marinati ;)
    http://en.wikipedia.org/wiki/Braai
    A me non piace la carne marinata. A quando il prossimo BarbecueCamp?

  7. Pubblicato 18 settembre 2007 alle 1:28 PM | Link Permanente

    grazie per i 5 minuti di divertente lettura. Mi scopro appartenente alla classe dei Barbecue a carbonella pur applicando allo stile una sostanziale variante, uso il caminetto. E’ grave??? ;-)

  8. gluca@mm
    Pubblicato 18 settembre 2007 alle 1:59 PM | Link Permanente

    direi che la variante camino e la variante legna sono sottoinsiemi dello stile ‘carbonella’ :)

  9. Pubblicato 20 settembre 2007 alle 7:51 AM | Link Permanente

    Epico! Il miglior post sui marketing asset mai letto :)
    Per quanto riguarda il mio “posizionamento”, vista la secolare direi tradizione di famiglia, sono un integralista estremo del BBQ a carbonella. Nel mio garage non manca mai: una moto, i cavi della batteria e un sacco di carbonella.
    Buona [mini]giornata

  10. Pubblicato 20 settembre 2007 alle 8:30 AM | Link Permanente

    Urge organizzare un nuovo concorso per poi giustificare un nuovo Camp… :-)

  11. Pubblicato 10 ottobre 2007 alle 9:21 AM | Link Permanente

    “la variante camino e la variante legna sono sottoinsiemi dello stile ‘carbonella’”
    Mi permetto di dissentire su questo punto che inficia l’ottima analisi descritta nel tuo post.
    In veste di Illustrissimo Dottor Professor con Cattedra in Cottura su Griglia Magna cum Laude (molto magna e poco laude), sono tenuto a farvi notare che la cottura a carbonella è un sottoinsieme della cottura a legna, e non viceversa, in quanto essa è nient’altro che legna carbonizzata.
    La è frutto del “genio” umano che, ossessionato dalla fretta, s’è inventato il legno pre-bruciato.
    Dal punto di vista dell’analisi culinaria (scusatemi la volgarità) e dell’analisi commerciale, tale insieme merceolgico dovrà esere definito per l’utilizzo di legna o sottoprodotti, in configurazioni e luoghi diverse; dal punto di vista piscoanalitico è importante notare come il soggetto che preferisce la carbonella al posto dell legna fa in realtà parte dell’altro insieme definito “Barbecue elettrico”, ma se ne vergogna o non lo vuole accettare, ed è di conseguenza assimilabile all’insieme trasversale definito “vorrei-ma-non-posso”.
    Non mi dilungo nella descrizione delle differenze tra cottura indiretta e diretta, a coperchio chiuso o aperto.
    Concludo, come si conviene, con un suggerimento: quando cucinate sulla griglia una fiorentina (la costata, non la ragazza), terminate la cottura posizionando il bisteccone in piedi sulla graticola, appoggiato sull’osso. In questo modo il calore verrà trasmesso all’interno della carne ed eviterete lo sgradevole effetto “fuori cotta dentro fredda”. Se la fiorentina non sta in piedi sull’osso significa che non è abbastanza alta, quindi non è una vera fiorentina.
    Buon Appetito

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