Da quando lo uso, il navigatore mi ricorda la maggior parte dei business book che vedo negli scaffali delle librerie: gira di qua, gira di là, tornate indietro quando potete, calcola il percorso più breve, evita strade a pagamento.
Però lunedì scorso, al matrimonio di un mio amico, Tom ha cercato di farmi scalare una strada sterrata con una pendenza del venti percento, neanche avessi un SUV da CSI Miami. E la cosa buffa è che siamo talmente assuefatti a farci guidare – non solo in strada, che ho cominciato ad accendere gli occhi e il cervello solo a 30 metri dalla probabile catastrofe. Siamo tornati indietro, abbiamo abbassato il finestrino e tre simpatici valligiani locali ci hanno ricondotto su strade più usabili e intelligenti.
La morale è sempre quella, vanno bene le interviste telefoniche delle società specializzate, i cruscotti direzionali, la misurazione di qualsiasi cosa ma ogni tanto apriamo il finestrino, guardiamo il terreno e il panorama circostante, parliamo con le persone vere.
Nel mio caso significa estrarre clienti a caso, leggere i blog di chi ha provato i servizi, telefonare, scrivergli una mail con domande umane e aperte; non sarà niente di statisticamente rilevante, ma sarà qualcosa di più tridimensionale e sfaccettato. La mappa non è il territorio, l’ho già scritto, credo.





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7 Commenti
Come si diceva in quel film intimista e filosofico degli anni ’70 diventato di riferimento per ben più di una generazione, della nostra di certo?
Ah, sì, “Usa la forza Lìuk!”.
P.S.
fUorte il nuovo tema, non l’avevo ancora visto, ah la maledizione degli RSS!
Nonostante periodicamente io mi perda per strada (soprattutto quando giro per lavoro e sono già partita in ritardo rispetto all’ora dell’appuntamento..), ancora non mi convinco ad acquistare un navigatore.
Ho il terrore che mi succeda come con tutte le cose automatiche, che poi perdo la capacità d’uso manuale.. Ricordarsi i numeri di telefono? tanto li memorizza il cellulare! Fare i conti a mente? ma c’è la calcolatrice! Scrivere in una calligrafia comprensibile? ma se ormai l’unica cosa che scrivo a mano è la lista della spesa…
Poi io sono diffidente, e penso: quando la vocina dentro alla scatola deciderà di farmi passare di lì invece che di là, perché sulla strada c’è il ristorante di un inserzionista?
Così tergiverso, e arrivo in ritardo.
Io la adoro, quando mi diventa old-fashioned.
alessandra, sai che hai dato idee malsane eh? va a finire che ci sara’ il percorso naturale vs il pay-per-road nei percorsi dei navigatori… :)
Urca, ma se non ci ha pensato ancora nessuno voglio i diritti!!!
Ma sul navigatore della yaris navy sono indicati i punti assistenza toyota?
lo so che la domanda no centra nulla ma chi la potevo fare ???
Mi intrometto, scusate… ma leggervi mi ha fatto un pò sorridere perchè mi ha fatto ritornare in mente la solita istantanea in retrospettiva che mi rimane impressa tutte le volte che sono in macchina con mia sorella e il suo fidanzato..
LUI: si ostina a seguire tutto quello che gli suggerisce la voce amorfa del suo navigatore..sempre fino all’ultimo “ricalcolo percorso..ricalcolo percorso..ricalcolo percorso…”
LEI: urla tutte le volte che lui continua a girare per due o tre volte di fila sulla stessa rotatoria causa ricalcolo percorso, o si fa sfuggire l’ultima uscita della tangeziale..e via nuovo giro, nuove urla!
L’ALTRA: la voce amorfa, che sarà un pò distratta ma con i “ricalcolo percorso” ch’ha preso gusto!!
Forse la soluzione sarebbe regalare un nuovo navigatore a LUI, o vi prego consigliatemi qualcosa per LEI!!