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Il marketing e il navigatore

Da quando lo uso, il navigatore mi ricorda la maggior parte dei business book che vedo negli scaffali delle librerie: gira di qua, gira di là, tornate indietro quando potete, calcola il percorso più breve, evita strade a pagamento.

Però lunedì scorso, al matrimonio di un mio amico, Tom ha cercato di farmi scalare una strada sterrata con una pendenza del venti percento, neanche avessi un SUV da CSI Miami. E la cosa buffa è che siamo talmente assuefatti a farci guidare – non solo in strada, che ho cominciato ad accendere gli occhi e il cervello solo a 30 metri dalla probabile catastrofe. Siamo tornati indietro, abbiamo abbassato il finestrino e tre simpatici valligiani locali ci hanno ricondotto su strade più usabili e intelligenti.

La morale è sempre quella, vanno bene le interviste telefoniche delle società specializzate, i cruscotti direzionali, la misurazione di qualsiasi cosa ma ogni tanto apriamo il finestrino, guardiamo il terreno e il panorama circostante, parliamo con le persone vere.

Nel mio caso significa estrarre clienti a caso, leggere i blog di chi ha provato i servizi, telefonare, scrivergli una mail con domande umane e aperte; non sarà niente di statisticamente rilevante, ma sarà qualcosa di più tridimensionale e sfaccettato. La mappa non è il territorio, l’ho già scritto, credo.

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  • Qui scrivo — più o meno seriamente — di (un)marketing, social business ed eCommerce. Ma anche di negozianti, e di altre combinazioni tra persone e prodotti, online e offline. (No, il bambino in alto non sono io)

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