Il Romagnacamp, lettera per lettera

R come puro rettangolo spazio-tempo, o un’interfaccia minimale, o un Facebook in cui ognuno installa i propri widget e invita gli altri a fare lo stesso, ma in cui nessuno è obbligato a fare nulla. Sì, tutti devono partecipare, ma questo non vuol dire necessariamente “presentare”. Questo è stato il RomagnaCamp. Per esempio, il widget biliardino o calcio-balilla è stato notevolmente utilizzato e osservato.

O come oh, finalmente ci incontriamo di persona! Paolo Valdemarin (azz, ho letto solo ora che potevo vedere in anteprima una sua nuova applicazione, accidenti alla mia ritrosia), Alessio Iacona – con cui è stato un piacere parlare di aziende+blog e dintorni, Magda Paolillo, che mi ha svelato il segreto del loro successo – e a cui ho virtualmente consegnato il premio dei marketing playoff, i Googlisti, Tommaso, Adriano, Giovy e altri che dimentico di sicuro e che aggiungo man mano che mi ricordo. O man mano che reclamate il link nei commenti.

M come ma Sergio Maistrello è sempre così taciturno? Penso che io e lui, naufraghi su di un’isola deserta, inizieremmo a parlare solo dopo 10 giorni. Comunque la battuta sul fatto che eravamo sulla parte abitata della spiaggia gliel’ho fatta, eh. Dopo due ore che la pensavo, naturalmente.

A come ah, che bel posto. L’ho perfino detto in una minivideointervista di 10 secondi con Orientalia4all in cui ho parlato della storia delle dune della Romagna e di pinete. No, non sto scherzando. A sua difesa il fatto che mai aveva letto questo blog e non sapeva con chi stava parlando.

G come ‘gna famo. Stefano prova a coinvolgere la platea con il V-day grilliano. Ma gli uditori sono freddi. Leggo attraverso le menti :”Grillo fa troppo il portale, non linka nessuno e usa il nome blogger senza averne diritto, non può essere perdonato. Poi i problemi dell’Italia mica ce li facciamo dire da lui, sappiamo trovarli da soli, che noi siamo attivi e non passivi ecc. ecc. ecc…”

N come non capisco una cippa di quello che state dicendo*. Fullo e friends, ora ve lo posso dire. Ho installato solo una volta linux e l’unica cosa che ricordo di piacevole è che posso usare la battuta ‘sudo’ in casi come ieri, e voi ridete sempre (se non avete mai usato linux questa battuta vi sarà incomprensibile). *Stessa cosa per alcune presentazioni di applicazioni così sicure, così criptate, che… boh?

A come avete dimenticato la piadina che era nel sottotitolo del camp! Ma come, a pranzo vi scrocchiamo dei buonissimi ma normali tortellini al ragù che potrebbero essere stati anche emiliani. Ehi, da emiliano vi dico, state a scherzà? Dov’era la piadina? Avessi saputo, avrei fatto io uno speech sulla dimostrazione empirica della teoria del rapporto stabile inverso tra spessore della piada e distanza da un punto predefinito su Google Maps.

C come ‘contenuti, qui mica ci sono i contenuti‘. Ehi ciccio, se vuoi i contenuti, creali tu, mica lamentarti dopo. Oppure vai a un corso e sborsa i soldi! Per come la vedo io, ogni tavolino del barcamp aveva 1 contenuto. Per le prossime volte facciamo così: niente proiettore, niente wifi, niente post-it. Tavolini liberi per le discussioni, con l’unico obbligo di scrivere l’argomento su di una lavagnetta a gessetti posta in bella vista sopra ogni tavolino.

A come Ah, tu sei lo sponsor. Oh, l’amministratore delegato dello sponsor. A me piacciono gli sponsor che danno i gadget e pagano i pranzi, ma mi piacciono ancora di più quelli che parlano con me (o con te) al bar e scendono all’interno dell’evento.

M come Ma quando in ufficio mi chiederanno cos’era questo… evento, cosa devo rispondere, ‘un raduno di blogger’ o…? ‘Sì, tipo hai presente quelli delle Harley Davidson o quelli con la Topolino d’epoca o quelli con la bicicletta da corsa alla domenica? Stessa cosa, sono sempre gli stessi, ma a loro piace lo stesso così’. (dialogo tra [mini]cognata e me)

P come per fortuna non ci sono solo tecnici, e posso parlare con Antonio Sofi del più e del meno e di improbabili rubriche settimanali di [mini]consigli, con Susan di una storia interessantissima di una rete di blog sul lavoro a maglia (sono serio, guai a voi se ridete), oltre che del fatto che siamo nati lo stesso giorno dello stesso anno, con Nicola Mattina di media sociali e di come trovare un modello di business sostenibile – oltre che di politica vista come World of ends, di parlare di usabilità e interfacce con Luca Mascaro, e di dibattere su di un non scontato punto di vista su Second Life con Carlo Daniele.

Ps: l’organizzazione è stata splendida, grazie a Luca Elena Gioxx e Feba. Foto come al solito in quantità su Flickr.

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Il Romagnacamp, lettera per lettera
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.
Il Romagnacamp, lettera per letteraIl Romagnacamp, lettera per lettera

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

39 pensieri su “Il Romagnacamp, lettera per lettera”

  1. bello bello :)
    ovviamente sulla piadina è stato un disguido organizzativo coperto con la storia dei capelletti.. infatti ho visto molte facce sconsolate a pranzo :P

  2. “Ma come, a pranzo vi scrocchiamo dei buonissimi ma normali tortellini al ragù che potrebbero essere stati anche emiliani.”
    Sacrilegioooo!!!
    Erano cappelletti al ragù!!! Sono tutta un’altra cosa!!!
    Tortellini!!! tsè!! ;)

  3. Cappelletti vs tortellini, trovata su di un forum:
    “Tortellini: più piccoli, a forma di ombelico, nel ripieno di carne mista compare mortadella o crudo, da servire in brodo. [ndr: non è detto…]
    Cappelletti: più grandi, a forma appunto di cappello, ripieno di sola carne mista, possono essere in brodo o conditi diversamente.”
    Io francamente fatico a vedere la differenza tra ombelico e cappello, ma sono uno che bada alla sostanza.

  4. mmm no la definizione di cappelletto non è proprio corretta. Non contengono carne! Solo formaggio!
    Il cappelletto romagnolo è più grande, solo con formaggio e servito rigorosamente con il ragù.
    In brodo si mangiano giusto per le festività natalizie.
    Il resto è come paragonare la nostra pizza, a quella di pizza hut. :)

  5. Veramente a lugo ci mettono anche un po’ di mortadella oltre che il formaggio.. (i formaggi che ci vanno sono segreti di cuoca in cuoca)
    ma forse lugo è già “borderland” rispetto a ravenna e bologna..

  6. Caro Gianluca,
    Bel post interessante ed originale come tuo solito. Non capisco però una cosa, che personalmente è quella che più mi interessa. In questo ed altri “Camp_eggi” oltre a socializzare e rifocillarsi vengono espressi dei contenuti degni di qs nome ed ancora vi è un seguito alle idee/proposte che si lanciano?
    Ti ringrazio in anticipo per il chiarimento che mi vorrai fornire con la tua opinione.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  7. @Federica: Non vorrei apparire polemico poichè il mio intento è solo quello di comprendere meglio il senso ed il ruolo di queste, mi pare di capire, pregevoli aggrgazioni………..ma.
    1)I post che leggo nei vari blog [anche quelli che seguo silenziosamente vome i tuoi due] sono sempre impostati all’area della socialità e difficilmente a quello dei contenuti.
    2)Intervento non necessariamente è sinonimo di contenuto.
    3) Ritalia docet?
    @Giuseppe: Se vuoi posso parlare [e se disderi invitarti ad assaggiare] dei paccheri con le polpette, purtroppo di tortellini e cappelletti non sono in grado di diquisire stante le mie origini ed abitudini gastronomiche.
    Un abbraccio ad entrambi.
    Pier Luca Santoro

  8. A prescindere dalla diatriba sui contenuti (… che mancano nei luoghi in cui dovrebbero essere ed è plausibile che non siano nei posti in cui non dovrebbero essere) la mia domanda è: perchè i barcamp si fanno nel week end ?
    cioè cosa motiva una persona che lavora 50-60 ore la settimana nel secolo della interconnessione virtuale a investire in un weekend in giro per l’italia ?
    Nessuna polemica è che ancora non riesco a spiegare bene la cosa a mia moglie ed al mio bimbetto e leggedo i vari blog non riesco a convincermi del contrario.
    Un abbraccio a tutti
    Gianluca

  9. @gianluca: pensa spiegarlo al tuo datore di lavoro, allora ,-). per te che sei stato al barbecue del marketing, dovrebbe essere facile capire lo spirito della cosa: ogni tanto è bello parlarsi di persona. cioè, per me è cosi’, poi io ero a 100 km di distanza, piu’ che fattibile, e il posto era bellissimo :)
    certo, per chi non è geek, buona parte dei contenuti sono fuori raggio :)

  10. @pluca: e’ difficile dire se i contenuti sono all’altezza o no. Ognuno ha sue aspettative, se uno crede di venire al barcamp come a un corso rimarrà deluso. Niente è precotto, guardi una cosa, ne parli con qualcuno, ne discuti al bar con un altro, … , alla fine della giornata raccogli tutti i pezzettini del puzzle e vedi se ha senso oppure no. Ma è un puzzle e una valutazione personale. Per me ha avuto senso.
    Certo molta parte degli interventi sono di carattere tecnico, in quanto Barcamp ‘generalista’.

  11. @mini: bene, mi hai convinto ! troverò le forze, le motivazioni ed i punti moglie per provare ad andare a torino!
    Per il resto io guarderei con ammirazione il mio dipendente che si brucia un giorno di ferie per andare al barcamp (jelo regalerei Io !!!) piuttosto che giocarsi un weekend con la moglie o col bimbo … ma sarà che noi giovani padri figli dell’economia digitale siamo un pochetto strani.
    Un abbraccio
    Gianluca

  12. Ciao, Gianluca. Molto contento di averti conosciuto e fatto 4 chiacchiere con te.
    Il prossimo appuntamento è ad Urbino a metà ottobre. Ci sarai?

  13. Felicissima di aver ricevuto la “coppa virtuale” e aver fatto morire di invidia nyky, stra-felicissima di averti finalmente conosciuto, appoggio la tua idea “C” dei tavolini con le lavagnette…magari anche io riesco a partecipare a qualche dialogo non troppo tecnico :-)

  14. Leo, alcuni dei partecipanti si conoscono e utilizzano la formula barcamp non solo come momento di approfondimento ma anche come momento di incontro… Forse è per quello che molti nomi sono gli stessi. Ciò non toglie che il barcamp è un evento collettivo, chiunque si senta di partecipare si iscrive e raggiunge gli altri barcamper, a questo barcamp ho conosciuto diverse persone che non avevo mai visto e salutato gli amici. Se hai voglia di partecipare a un camp fallo, è probabile che l’esperienza ti faccia sentire ripagato dei chilometri fatti. Per me è sempre stato così.

  15. I congiuntivi magari li segno tutti insieme in un commento a parte eh… (devo togliermi il vizio di ricorreggere i commenti un milione di volte per spiegarmi meglio)

  16. @feba: abbiamo gli stessi tic, allora.
    @feba & leo: avete IMHO un po’ ragione entrambi. il BC è aperto a tutti, ma a volte per chi arriva per la prima volta non è facile ambientarsi, e dall’esterno puo’ a volte dare l’impressione di essere un club chiuso. cio’ non toglie che comunque bisogna anche un po’ ‘buttarsi’ – nell’acqua per imparare a nuotare, per esempio.

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