web analytics

Definizioni di virali

Giochiamo un po’ e proviamo a definire i diversi tipi di viralità: Virale puro Contenuto generato da qualcuno che non aveva nessuna intenzione di creare un effetto virale, ma che spontaneamente riscontra un gradimento tale da diventarlo. Virale “push” Contenuto concepito, creato e realizzato per sortire un effetto virale. O contenuto creato con altri scopi (es: spot pubblicitario), immesso in rete nel tentativo di fargli ottenere visibilità e diffusione. Virale “stealth” Contenuto concepito, creato e realizzato per sortire un effetto virale, ma presentato come se si trattasse di virale puro. Virale misto Il virale misto potrebe essere rappresentato da quei casi in cui un virale nasce come spontaneo e poi viene “cavalcato” dall’azienda casualmente coinvolta (Es : DietCoke Mentos -qui uno dei tanti episodi- e il successivo concorso -qui-) Cosa ne pensate?

Commento di Gianluca Scritto il 20-10-2007 alle 10:05 am Ciao, ‘me ne sono accorto’ :-) per primo! dunque, d’accordo con il non limitare al video il virale, quello che puo’ essere trasmesso agli altri riguarda tutto lo spettro, testo (facevo io l’esempio delle catene di sant’antonio, per esempio quella su “corso di marketing” che avrete letto svariate volte su blog o via mail http://chitarpi.wordpress.com/2007/10/18/corso-di-marketing-gratuito/ oppure chi non ricorda il successo di hotmail, dovuto alla semplice signature “prendi anche tu un indirizzo gratuito come questo”), audio, ecc. Naturalmente tramite un video le possibilità espressive sono molto estese, ma cio’ fa si’ che non siano alla portata che di una minima parte di users e che al contempo siano il mezzo piu’ naturale per le aziende. Credo che la tua tassonomia passera’ direttamente ai libri di testo ;-). Quello che sostenevo io in vari passaggi era che il virale deve avere necessariamente una base di design di prodotto o di servizio per essere efficace, e non è sufficiente iniettare un contenuto di entertainment per fare vendere di più, e che la spinta (chiamiamola seed ecc.) si esaurira’ presto. Mizio, invece, al contrario sosteneva che in presenza di prodotti commodities basta anche questo per sostenere le vendite, e che fare virale per servizi o prodotti che sono ‘virali’ gia’ di loro, non serve. La cosa mi ha fatto riflettere, e non ho ancora una posizione definitiva, di base mi sento più dalla parte della teoria della mucca viola di seth godin (se avete una commodity, sfruttatela al minimo costo, ma nel frattempo cercate un prodotto innovativo) ma sono curioso di sentire altre opinioni.

http://blog.adci.it/cose-un-virale-parte-2#comment-5576

Cose simili:

Questo articolo è stato pubblicato in marketing, regular e ha le etichette , . Aggiungi ai preferiti: link permanente. I commenti ed i trackbacks sono attualmente chiusi.

Page optimized by WP Minify WordPress Plugin