Discobar Marketing

Ci sono due teorie nel marketing, l’avrete capito dagli ultimi post, che bizzarramente – ma neanche poi tanto – riprendono e ricordano da vicino due linee teoriche sulle regole di ingaggio da discoteca.

La prima di queste sostiene che se attacchi bottone ad almeno cento tipe, dieci accetteranno di ascoltarti, e almeno per una la risposta finale sarà affermativa. Nella corrispondente teoria di marketing si narra analogamente che se mostri un banner a 100 visitatori, dieci ci cliccheranno sopra, e uno acquisterà il tuo prodotto*.

La seconda linea teorica (sia nel marketing, che in disco) afferma che se tu sei uomo trasparente, etico e con buona reputation ahem generale – un buon prodotto, insomma, ti basterà sederti al bar e subito vedrai una lunga fila di tipe che aspettano di conversare e interagire con te: questo grazie al word of mouth e alle conversazioni che si sviluppano sul mercato (le amiche delle amiche delle tipe) in modo autonomo e autogenerantesi**.

*è interessante notare come entrambi i campi (disco e marketing) prevedano processi di affinazione dei tentativi mediante behavioural targeting, che nel caso della disco significa informarsi precedentemente e dettagliatamente del comportamento sociale attuato in passato dalla tipa target.

**inutile specificare qui che io non credo veramente a nessuna delle due teorie.

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13 Commenti

  1. Pubblicato 11 novembre 2007 alle 3:04 PM | Link Permanente

    ma è sicuramente più vera la seconda che non che su 100 banner avrai 10 click ,-)

  2. Pubblicato 11 novembre 2007 alle 4:15 PM | Link Permanente

    hehe, facciamo dieci su mille :)

  3. Pubblicato 11 novembre 2007 alle 5:24 PM | Link Permanente

    Dipende sempre da che tipo di prodotto si ha da vendere… al largo consumo, indifferenziato, soddisfazione dei bisogni di base (la base della piramide di maslow, intendo), qualità come viene viene, probabilmente si adatta meglio la strategia no.1. Per i prodotti ad alto valore aggiunto, parlarne troppo deprezza la merce (stando attenti a non scadere nel musonismo).
    Faccio notare l’analogia con i due pattern fondamentali delle strategie riproduttive in natura: ci sono specie che si riproducono in grandi numeri, investendo di conseguenza pochissimo sulla progenie: esempio classico, i pesci e gran parte degli insetti. In queste specie, si figlia alla grande, si fanno un sacco di uova, e si mollano in balìa della fortuna. Poi ci sono le specie che figliano poco, ma investono tantissimo in cure parentali per la loro scarsa prole; fanno meno figli, ma in percentuale ne sopravvivono di più.
    Anche qui, il prodotto di base è determinante: facile fare centomila uova di pesce in una volta, e sparar via altrettanti avanotti; ma un elefante è un essere troppo grosso e complesso per essere generato velocemente, quindi conviene coccolarselo per bene quando se ne fa uno.
    In biologia, in genere, funziona tutto… a seconda delle condizioni di partenza ;-)

  4. Pubblicato 11 novembre 2007 alle 6:20 PM | Link Permanente

    Non per farmi gli affari suoi, ma a quando risale il suo ultimo ingaggio in discoteca?

  5. Pubblicato 11 novembre 2007 alle 6:24 PM | Link Permanente

    squonk, ti rispondo in privato ;)

  6. Pubblicato 12 novembre 2007 alle 7:14 AM | Link Permanente

    Eh, sono ancora qui che aspetto.

  7. Pubblicato 12 novembre 2007 alle 9:59 AM | Link Permanente

    Poi c’è il Marketing basato su User Generated Content in chiave disco, inventato da John Travolta nel 1977 con il suo lancio della giacca bianca e conseguente riempi-pista.
    A quando la prima discoteca con scritto ROI al posto di TOILETTE sulla porta del bagno?

  8. Pubblicato 12 novembre 2007 alle 1:54 PM | Link Permanente

    ROTFL…
    cioè, la toilette è il posto dove hai il tuo ritorno sull’esserti ingellato, aver pagato il biglietto di entrata e aver offerto un baio di drink? :)

  9. Pubblicato 12 novembre 2007 alle 2:50 PM | Link Permanente

    Esatto Massimo. He he. Forse sarebbe meglio chiamarla “ROILETTE”.
    Devo ringraziarti di cuore Gianluca, perché grazie a questo suo post finalmente ho capito cos’è la “frequenza di rimbalzo” di Google Analytics…
    Non te la prendere se sono troppo faceto, sei stato tu a stuzzicare i ricordi. Ah, i bei tempi del liceo, quando le “pagine viste” erano solo quelle del diario sottratto di nascosto alla più bella della classe durante l’intervallo.

  10. Pubblicato 13 novembre 2007 alle 9:16 AM | Link Permanente

    eheh… nelle disco italiane se stai fermo ad aspettare potrebbero anche passare molti anni, ma non è così in tutta europa. per il marketing invece non saprei!

  11. Pubblicato 13 novembre 2007 alle 9:32 PM | Link Permanente

    sei un fo##u#o genio!

  12. Pubblicato 13 novembre 2007 alle 10:04 PM | Link Permanente

    @stefano: temo anche nel marketing :)
    @valeria: lo prendo come un complimento :)

  13. Pubblicato 14 novembre 2007 alle 11:31 AM | Link Permanente

    C’è un aspetto che non è assolutamente trascurabile: la competizione. Se non esistesse probabilmente sarebbero fantastiche sia l’una che l’altra.
    La competizione segna un benchmark per la seconda (impone un riferimento per capire se uno è valido o meno) e distrugge l’efficacia della prima.
    La realtà è che il marketing come un approccio a una tipa, è un sistema complesso, non ci sono shortcut, bisogna costruirsi un percorso che si adegua alle situazioni per step, …insomma personalmente ho sempre pensato che per concludere con una tipa in disco, tu la tipa debba conoscerla già da prima…
    …inutile ricordare che dopo una moglie e una figlia il concetto di disco rimasto in me possa differire notevolmente dall’attuale realtà

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