[mini]marketing

      Il blog del marketing minimale.

20 novembre, 2007

E ora, la buona notizia

Enrico commenta in Blog e pubblicità (Microsoft Blues) una frase di Pietro Scott Jovane, di Microsoft Online Services, su blog e comportamenti di acquisto.
E, inaspettata, la precisazione arriva nei commenti del blog. Non mi ha convinto del tutto, ma ha aumentato la reputazione del brand che rappresenta più di tutta la loro pubblicità dell'ultimo anno.

PS: che poi, come ripeto in giro, il primo passo decisivo per le aziende è leggere i blog, non crearli. E partecipare ai blog, là dove sono già nati, senza cercare di ricreare sempre dei luoghi controllabili e creati allo scopo.

Il vostro customer care non sarà più solo le chiamate o le mail in ingresso, ma qualsiasi post in cui compare il vostro nome. Difficile? Forse. Ma visto che sarà inevitabile, tanto vale esserne consci.

E se fossi in MS, o in qualsiasi altra azienda (e avessi il potere di farlo, naturalmente) più che incitare i miei dipendenti ad aprire blog, come sostiene di fare Microsoft, manderei un'email di due righe:
"Ciao, il valore della nostra azienda è nelle 'persone', non nei 'dipendenti' e per questo ti incoraggiamo a partecipare a tutte le discussioni che riguardano il nostro mercato e i nostri prodotti nei blog e nei forum, dichiarando tranquillamente e onestamente di essere parte della nostra azienda. Uniche regole: la verità e la trasparenza. PS: Il firewall aziendale non bloccherà più la navigazione verso i blog. Ognuno di voi potrà avere a casa una linea ADSL pagata dall'azienda."
Poi starei a vedere che succede: è la mossa più 2.0 che potrei fare, in assoluto, senza troppi progetti o consulenze varie. Paura di rivelare segreti ai concorrenti? Quelli passano per altri canali, lo sappiamo. Paura che si scopra il pessimo clima interno o i difetti dei prodotti? E' quasi sicuro che da qualche parte che di queste cose si parli già, senza che nemmeno ve ne stiate accorgendo. Ma non confondete i sintomi con la malattia. Curate la malattia, e scompariranno i sintomi.

Certo il web del 2007 non è adatto per le aziende con troppo da nascondere. Per queste l'unico scopo di studio del web 2.0 è cercare di allontanarne nel tempo gli effetti, per quanto sarà possibile: non spendete soldi per finti blog, o presenze inutili su Second Life o in fasulli modellini 2.0 in scala 1:32 pensati per essere inoffensivi e controllabili, o per poter comunque dire 'anche io sono 2.0 compliant', neanche fosse il millennium bug. Mettete questi soldi da parte, e pensate a un altro business su cui investire.

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