Sono appena stato a pranzo all’Ikea (per chi lavora nei paraggi, i due hotdog con bibita refill e caffè incluso – sia pur svedese, cioè slavato – a 2.10 euro sono un trash food best price imbattibile) e l’occhio mi è cascato sul cartello indicante la toilette femminile: se ci fate caso, noterete che è stato scritto in modo azienda-centrico (cioè dà per scontato che io debba sapere dove sta il banco Trasporto&Montaggio – che in effetti una buona parte delle donne italiane già sa, ma non tutte, credo).
E cosa è successo al cartello? Guardate bene (clic per ingrandire) sopra il logo.
Che una mano de dios (non sapremo mai se appartenente al commesso del bar a lato, o all’addetta alle pulizie filippina, o a un top manager, o a un qualsiasi cliente) ha usato le free matitine Ikea a lato, e ha disegnato una freccetta illuminatrice circa la direzione da prendere.
Per me – che se mi vedi in giro dici chissà a cosa sta pensando quello – è una di quelle piccole metafore di un mondo che sta cambiando: di come noi marketer dobbiamo avere una lente d’ingrandimento sempre in tasca e imparare dai segnali deboli o casuali, di come gli utenti spesso siano più saggi di noi e di come questi probabilmente messi assieme non costruiranno la killer application o la Golf del terzo millennio, ma ci possono indicare strade differenti o idee impreviste. O semplicemente la via più semplice.
Diamogli le matitine, e loro ci indicheranno altri “Di là, per i bagni delle donne”.
PS: nota di servizio per soli uomini. Ho appena scoperto che all’Ikea è attivo il Wifi – non è gratis, ma secondo me ci lavoreranno su. Con soli 2.50 euro/ora*, potete aspettare vostra moglie (che spenderà 100+ volte voi tra gli scaffali, quindi non vi potrà rimproverare più di tanto) comodamente seduti al baretto navigando qua e la’.
*prezzo wifi telecom di qualche anno fa, non verificato; il wifi è anche Linkem e Vodafone.
11 Comments
In compenso domenica all’aeroporto di Malpensa ho trovato un’addetta alle pulizie dei bagni degli uomini che si è messa a inveire contro un giapponese. Era entrato e non capiva che lei in quel momento aveva iniziato a pulire i bagni (a pulire si fare per dire perché semplicemente spostava lo sporco). Allora mi sono permesso di difendere la già scarsa corporate image di Repubblica Italiana S.p.a., le ho detto di piantarla e di darsi una regolata e in inglese al giapponese ho posto le scuse dell’azienda Repubblica Italiana S.p.a. Altri bagni, altra storia, comunque un momento di relazioni pubbliche, oserei dire, di relazioni internazionali.
Purtroppo allepoca ancora non erano diffusi i telefonini con la fotocamera. Stazione FFSS di Genova Brignole, sette o otto anni fa. Insegna: DEPOSITO BAGAGLI – THIS WAY. Perché uno straniero ovviamente sa perfettamente cosa significa deposito bagagli, ma forse non ha chiaro che una freccia significa da questa parte…
ops, l’html ha ignorato che tra DEPOSITO BAGAGLI e THIS WAY c’era un (tentativo di) freccia fatta con gli ascii…
Il nome WikIkea, al di là del fatto che suona benissimo, apre degli scenari fantastici. Beyond wikinomics.
un cliente, che gestisce un’associazione di psicoterapeuti, ci prende spesso in giro (bonariamente) quando si usano termini tecnici per spiegare il nostro lavoro di consulenza o il nostro abbigliamento a volte formale, parlando di ‘foglie di fico’ che nascondono le nostre insicurezze o impreparazioni.
in questo caso, però, sarebbe più appropriato parlare di fette di salame. fette sui nostri occhi, che spesso analizziamo troppo scientificamente ciò che con un po’ di fantasia e semplicità ci porterebbe altrove. tipo dove ci indica quella freccia fatta a matita.
ps: questo post mi ha ricordato che devo fare un salto all’ikea a fare nuova scorta di matitine. :D
Chiedo venia, ma a leggere il post di chi si mette a fare relazioni pubbliche davanti ai bagni mi sbellico dalle risate.
Ri-proposizione in chiave marketing del ben noto fenomeno denominato “vendetta del pedone”, vale a dire il sentiero di erba calpestata -o consumata- tracciato in parchi e giardini da “consumatori” che non hanno alcuna intenzione, per andare dal punto A al punto B, di seguire il percorso del vialetto a spirale uncinata disegnato da architetti con scarso contatto con la realtà.
E’ vero. per un azienda essere troppo autoreferenziale e non accorgersene è un problema.
Dovremmo ascoltare tutti di più i nostri clienti anche perchè molto spesso non aspettano che di poter dire la loro.
Ora ti sfoglio un po’!
Ciaoooo! Passavo di qui e ti lascio un saluto! Ti leggo spesso anche se non lascio traccia! ;)
Ciaooooo
Un’altra cosa che dovrebber imparare tutti, e soprattutto il management di qualsiasi azienda, è quello di dialogare con i propri dipendenti.
Dubito che sia stato un cliente a disegnare la freccia, credo invece che sia stato un lavoratore, stufo di sentirsi fare sempre la stessa domanda.
Sono semplici indicazioni che possono emergere dando ai dipendenti la possibilità di parlare, di proporre soluzioni, di dialogare con chi è più in alto di loro e da quella posizione non vede i piccoli e semplici problemi del quotidiano.
…il noto banco Trasport&Montaggio… :) fortuna che ci sono le matitine!