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Indiscrezioni sul futuro di Twitter

Da qualche giorno circolano in rete voci sullo sviluppo di Twitter nei prossimi mesi. La società è infatti preoccupata del rallentamento delle nuove adesioni alla piattaforma, che rimane sostanzialmente relegata a tool generalista da blogger, in cui le relazioni di follow avvengono solo per conoscenza amicale, e inoltre riscontra un notevole tasso di churn (account abbandonati o poco attivi). Altro problema, la piattaforma allo stato attuale non è appetibile per gli investimenti pubblicitari.

In sintesi, le nuove linee guida strategiche si incentrano attorno al lancio di piattaforme “verticali”: alcune rilasciate direttamente da Twitter (TwiLovers, dedicata a chi vuole descrivere in tempo reale le proprie performance amatorie, TwiF*ckrs, versione meno edulcorata della precedente, TwEatrs, in cui ogni appassionato di ristoranti o di cucina può rilanciare in rete senza intermediari quanto appena captato dalle proprie papille, TwiTVers, per chi vuole commentare in diretta i programmi TV preferiti, TwiEventrs, per chi ama commentare in diretta ogni singolo evento a cui partecipa, TwiBedders, per chi deve scrivere ogni sera l’ora in cui va a dormire e le sensazioni che prova a farlo, TwiAskers, coloro che non riescono a decidersi su nulla se prima non lo chiedono ai propri followers, TwiWeathers, per chi vuole conoscere, tramite la potenza del crowdsourcing dal basso ogni situazione meteo dei propri contatti, e perfino altre create dalle aziende (corporate twitting: a questo riguardo pare che contrattazioni avanzate siano in corso con una grande catena di mobili svedesi, per creare TwIkears – il nome non è definitivo).

Naturalmente è incentivato il crossposting, per cui nei casi limite (facendo un esempio puramente teorico) è possibile postare contemporaneamente le proprie piacevoli esperienze su TwiLovrs, TwiEatrs e TwiBedders, oppure derimere i dubbi sulle misure della libreria Billy postando contemporaneamente su TwIkears e TwiAskers.

Inutile sottolineare la notevole appetibilità pubblicitaria di tali piattaforme, targettizzate su specifici cluster di contatti, che possono essere utilizzate per inserire adv contestuali all’argomento trattato, e la possibilità da parte dei brand di inserirsi nella conversazione con un notevole risparmio di tempo da parte dei propri uffici marketing, grazie alla (time-saving) limitazione a 140 caratteri che richiede non più di trenta secondi, dopo un adeguato training, allo stagista 2.0.

(Estratto da Marketing e Nuovi Media, 22-10-2008)

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