Influencers e word-of-mouth: è stato bello crederci

This summary of an article from the December issue of the Journal of Advertising Research (good luck finding the issue online because I couldn’t) says that common word-of-mouth advertising by regular folks is more powerful than “key influencers.” Which is to say that sucking up to A-list bloggers may not be all that it’s cracked up to be. It seems like it’s bad day for celebrity endorsements.

James Coyle, assistant professor of marketing at Miami University’s Farmer School of Business, Elizabeth Lightfoot of CNET Networks, and Ted Smith and Amy Scott of MedTrackAlert conducted the study by surveying website visitors, conducting in-depth reviews, and analyzing website usage patterns. Said Coyle:

“We find that trying to track down key influencers, people who have extremely large social networks, is typically unnecessary and, more importantly, can actually limit a campaign or advertisement’s viral potential. Instead, marketers need to realize that the majority of their audience, not just the well-connected few, is eager and willing to pass along well-designed and relevant messages.”

I agree. I think that most key influencers are pompous, insecure jerks who take themselves way too seriously. And I say this knowing that you can rightfully accuse me of being one of them. The marketing lesson is this: Create something great, sow fields (not window boxes), “let a hundred flowers blossom,” and pray that “regular folks” will spread the word.

Non so se, nei quasi quattro anni di [mini]marketing, abbia mai quotato un intero post, ma è così bello vedere qualcuno che ti legge nel pensiero e lo scrive pure al posto tuo. Capisco che rinunciare alla comoda teoria degli influencer, all’uso dei testimonial/endorser, alla scorciatoia degli inviti alla A-list dei blogger è difficile e oneroso, e richiede di riconsiderare di nuovo da capo schemi appena sedimentati nel mondo del “viral industriale”, ma forse davvero dovremmo buttare davvero una volta per tutte il cuore (e il budget) oltre l’ostacolo.

PS: E qualcuno dovrebbe smetterla di mandare segnalazioni di video virali ai soliti venti blogger che considera – a torto – ‘influenti’, o infilarsi in ogni gruppo di Facebook solo per scrivere sul tuo superwall la sua ultima campagna ‘virale’.

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7 Comments

  1. Pubblicato 13 dicembre 2007 alle 9:44 AM | Link Permanente

    Caro Gianluca,
    Grazie della interessante segnalazione dell’articolo che conferma quanto emerso qualche mese fa da un ricerca effettuata per conto di CNet………..ne parlai allora nell’articolo “Diamonds are forever”; se te lo sei perso e ti interessa fammelo sapere che te lo giro x mail……..le possibilità di leggerlo sul blog sono davvero remote stante il persistente stato della piattaforma :-)
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

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  2. Pubblicato 13 dicembre 2007 alle 11:58 AM | Link Permanente

    Stai a vedere che adesso inviteranno anche noi Z-blogger ai convegni sul web 2.0. Ma ci staremo tutti nella stessa sala?
    :)

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  3. Pubblicato 13 dicembre 2007 alle 3:15 PM | Link Permanente

    È quel “pray” che secondo me stona.
    Se il prodotto è grande, se si semina bene, i fiori fioriranno e la “Gente” ne parlerà. È una conseguenza, non c’è bisogno di preghiere.
    Piuttosto bisogna pregare che i “poteri forti” non agiscano con il diserbante…

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  4. Pubblicato 13 dicembre 2007 alle 4:14 PM | Link Permanente

    beh, se “pray” vuol dire divinizzare le persone comuni, allora a me piace.

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  5. Pubblicato 13 dicembre 2007 alle 5:55 PM | Link Permanente

    Se “pray” vuol dire divinizzare le persone comuni, allora piace anche a me!
    (Ma nel post sa più di “incrocia le chiappe”)

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  6. Pubblicato 14 dicembre 2007 alle 7:56 AM | Link Permanente

    Mia figlia è stata recentemente influenzata, ma da un vero virus, ma grazie ora sta meglio, grazie agli antibiotici ;)
    Ma il dominio furbizia virale è libero o è già stato registrato?
    Grazie della segnalazione.

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  7. Pubblicato 14 dicembre 2007 alle 1:02 PM | Link Permanente

    Quindi il fatto che ricevo delle mail per pubblicare dei viral implica che qualcuno mi considera un A-blogger…
    poveri illusi.

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