Alcune fredde riflessioni sul caso Skylife

Ecco, a essere totalmente sinceri, tempo fa avevo perfino pensato di scrivere un post che più o meno avrebbe detto che Sky era una delle cose che proprio mi mancano (quando sono, per esempio, in montagna), e un bel servizio con una coda intelligentemente lunga di canali, certo non lunga come quella di Youtube, ma in compenso con una qualità video di molto superiore e adatta anche alle patate da divano, e che mancava ‘solo’ un po’ di ulteriore granularizzazione dell’abbonamento – pago solo i canali che guardo, e poi sarebbe stata perfetta, se ci si mette anche un TG active accortamente già spezzettato in 5/6 parti, che ti permette di sceglierne solo i pezzi “rilevanti” e con un taglio giornalistico diverso dai soliti TGn*.

Poi per Natale, noto tra le righe che mi vogliono vendere il giornalino dei programmi**, un po’ ingrassato su misura e in outsourcing da RCS, e chiamato ora SKYLife, a un euro circa supplementare – con la dinamica, da venditori di libri o pentole, del silenzio-assenso. Ma era appunto Natale, e io sono buono, e poi volevo vedere come sarebbe finita senza influenzare il corso naturale della vicenda.

E’ finita nel peggiore dei modi, con uno dei blog dell’Espresso che dice che è stata una truffa (sul merito, credo che in Sky abbiano un ufficio legale che avrà letto il contratto con l’utente, quindi prima di fare titoli simili sarebbe meglio pensarci – io avrei scritto ‘fanno i furbetti’, senza che questo abbia effetti relazionali meno gravi, s’intende).

Insomma, per un euro al mese lordo di ricavo, che si portava comunque dietro – immagino – un enorme lavoro umano di strutturazione del magazine, informativa al cliente, approntamento di sito e numero verde, gestione dell’eventuale recesso, sistemi informativi, formazione del customer care, ecc. ecc., Sky si è ritrovata la rete piena di recensioni negative, e scritte senza tante parafrasi.

Ora, il colpo finale, con la – diciamo – poco credibile toppa della Comunicazione di Sky, con la lettera all’Espresso, che non fa che riaprire ulteriormente e inutilmente la ferita, con Luca Sofri che scrive: “Le precisazioni di Sky sulla questione del pagamento del magazine rivelano una cosa sola: che già lo pagavamo prima che ci avvisasse l’Espresso”

Se devo trovare un paio di morali, in questa storia, direi:

1) Quando immaginiamo un prodotto o una campagna o una iniziativa, facciamo sempre la simulazione del blogger che trova l’inghippo e lo scrive con un titolo strappalink (basta uno in riunione che faccia la parte del blogger, no?)
2) Dopo essere stato pizzicato dalla zanzara, se cerchi di grattare la puntura, allarghi solo la chiazza rossa (e se insisti ti viene pure l’infezione)

*Stavo inoltre seguendo l’interessante esperimento di Sky con il minisito della serie Quovadisbaby.tv, con uso di Twitter, Youtube, blog, ecc., discutendo con loro se fosse corretto usare i socialnetwork per user di personaggi di fantasia, e se fosse comunque meglio – come dicono loro – che impersonificare in modo fasullo gli attori – che non sono proprio 2.0 ready, evidentemente.

**Io che avevo sempre pensato che, se questo fosse stato un mondo perfetto, mi avrebbero dovuto pagare loro, per riceverlo, figurati.

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14 Commenti

  1. baldo
    Pubblicato 21 gennaio 2008 alle 5:05 PM | Link Permanente

    …boh, quando fai pagare una cosa che prima davi gratis (o alzi un prezzo) ti devi preparare delle giustificazioni convincenti, perchè i pinguini che bevono qualsiasi cosa stanno finendo… che le aziende se ne debbano ancora rendere conto?!?

  2. Pubblicato 21 gennaio 2008 alle 8:22 PM | Link Permanente

    Mi hai fatto pensare che sono giorni e giorni che non accendo la TV. Ciò per cui potrei accodarmi alle critiche negative di Sky è che per il periodo che l’ho avuto tutte le volte che decidevo di guardare qualcosa non trovavo proprio nulla di interessanti: film già visti e rivisti, pochissime novità e anche poco di interessante da guardare. Il risultato con Sky è un continuo zapping e dopo un’ora non sai nemmeno cosa hai guardato esattamente perchè le immagini delle formiche argentine si sovrappongono a quelle del Letterman Show o di una parte di un film già iniziato. Ciao Gluca!

  3. Pubblicato 21 gennaio 2008 alle 8:57 PM | Link Permanente

    Sono pessimista: anche arrotondando per eccesso a 100.000 abbonati Sky coloro che avranno avuto accesso alla notizia su Web o leggendo L’Espresso ed aggiungendo anche altrettanti che vengono a saperlo col passaparola… Rimangono oltre 4 milioni di abbonati Sky che rimangono completamente all’oscuso dell’operazione. Nessuna TV ne parlerà mai, per ovvi motivi, quindi l’operazione sarà decisamente redditizia: alla fine sarà l’ennesimo caso di lotta blogger vs. aziende… Nel bicchiere d’acqua.

  4. Pubblicato 22 gennaio 2008 alle 12:53 PM | Link Permanente

    Gianluca, dopo il post sull’ENEL attendevo con trepidazione questo tuo post. Non ho nulla da aggiungere.

  5. Pubblicato 22 gennaio 2008 alle 1:48 PM | Link Permanente

    @giuseppe: ‘la blogosfera non conta nulla’ (di per se’). Fortuna che c’è google :-)
    pero’ sarei veramente curioso di sapere in quanti hanno disdetto il giornaletto

  6. Pubblicato 22 gennaio 2008 alle 1:57 PM | Link Permanente

    È il silenzio-assenzio che sputtana (ops) l’iniziativa. Fa così old-century…
    Giuseppe, i blogger sono solo la punta di un iceberg che prima o poi verrà a galla tutto in un botto con gli altri suoi nove decimi di utenti/clienti/spettatori/lettori incazzati. E lì il bicchiere si rompe…
    Una cosa del tipo “campanello di allarme”.
    Mettiamola così: internet attualmente è una sorta di “prove tecniche di trasmissione” della nuova comunicazione.
    Chi ha orecchie per intendere le accenda.

  7. Pubblicato 22 gennaio 2008 alle 10:18 PM | Link Permanente

    Sì Mr. Oz… Sono d’accordo con te… Ma i tempi sono luuuunghi. E Sky i suoi 40 milioni di Euro li farà già dal 2008.

  8. Pubblicato 23 gennaio 2008 alle 9:16 AM | Link Permanente

    @giuseppe: pero’ poi qualcuno si accorgera’ che paga un euro in piu’ e si informera’. non credo che duri un anno l’abbuffata di skylife…

  9. Pubblicato 23 gennaio 2008 alle 9:34 AM | Link Permanente

    Sì certo… Ma sarà sempre una parte residuale della popolazione totale di Sky. E comunque nessuno disdirà l’abbonamento, al massimo neutralizzerà l’effetto-giornalino.
    Alla fine l’operazione industriale sarà comunque un successo: un mucchietto di blogger inferociti che però non possono disdire l’abbonamento all’unica piattaforma televisiva decente vs. una marea di abbonati che troveranno semmai strano non ricevere più “il giornalino” che da sempre si sono trovati in posta.
    La Corporate Social Responsibility è lontana: al momento basta il ROI sulle singole iniziative.

  10. Pubblicato 23 gennaio 2008 alle 10:31 AM | Link Permanente

    Giusto, la Corporate Social Responsibility è lontana. Sono anni che le Corporations ci sodomizzano allegramente così. Però fino a 10 anni fa io di queste cose non ne parlavo con n sconosciuti su un blog, quindi qualcosa sta cambiando.
    Non essere pessimista, “è meglio essere ottimisti ed aver torto che essere pessimisti ed aver ragione”…

  11. Pubblicato 23 gennaio 2008 alle 4:31 PM | Link Permanente

    Però, scusi, vogliamo parlare di noi clienti? Perchè il fatto è che, seppure con un prezzo diverso, il magazine Sky lo pagavamo già. Io lo sapevo, e non ci trovavo nulla di strano: pagavo il magazine come un servizio del package – e l’obiezione che alcuni fanno (non lo uso) è veramente debole: quanti canali del cosiddetto bouquet non vengono usati mai? Ora, possibile che io fossi l’unico in queste condizioni? Via, non ci credo. E ancora: io la lettera allegata al magazine di gennaio l’ho letta. Era tutto scritto chiaro. A me è stato bene, e non ho detto nulla. Qualcun altro ha letto e non ha capito. Qualcuno ha letto e si è arrabbiato. L’enorme maggioranza non ha letto. Ora, questo non è quantomeno un concorso di colpa?

  12. Pubblicato 23 gennaio 2008 alle 5:30 PM | Link Permanente

    @squonk: è il silenzio assenso che è cmq evil (…sono obbligato contrattualmente a leggere ogni pagina del magazine, per controllare che non ci siano offerte a cui posso essere sottomesso se NON telefono?)
    secondo me il ‘seppure con un prezzo diverso’ non regge…

  13. Pubblicato 24 gennaio 2008 alle 12:24 AM | Link Permanente

    Ma soprattutto, perché diavolo il cliente di Sky deve pagare la “rivista” pubblicata da Sky con la programmazione di Sky?
    Quanto è perverso questo “modello di business”?
    È un prodotto pensato per creare un legame migliore (nel senso oggettivo del termine) con il cliente o per portargli via con destrezza qualche euro in più?

  14. Pubblicato 29 gennaio 2008 alle 10:51 AM | Link Permanente

    Leggendo questo post (come altri sull’argomento) la sensazione che ho avuto è stata quella di trovare una sorta di trascrizione delle conversazioni che ho sentito offline negli ultimi tempi, con un eco molto più ampia chiaramente ;) Per questo la prova-blogger è una cosa molto saggia, un campanello d’allarme appunto come si diceva sopra.
    [OT] anche io ho trovato affascinante l’esperimento QuoVadisBaby. Penso che le serie televisive siano per loro stessa natura uno degli oggetti che meglio si prestano a fare da “aggregatore” di persone e conversazioni. Per questo avrei optato per una scelta “più realistica”, che raccontasse la serie come un backstage continuo. Comunque c’è da dire che le buone intenzioni nel progetto non mancano.

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