Io sono irresistibilmente attratto dalle startup di strada*: le addocchio, le scruto nei loro particolari naive, mi annoto mentalmente le loro venti piccole differenze mensili, immagino micropiani marketing di 30 secondi on the fly – son fatto così.
Per questo, fin da quando ho notato la progressiva costruzione del nuovo-grande-scintillante-full optional distributore di carburante, sapevo che non avrei resistito al FIT (First Impression Test).
Ed ecco la cruda cronaca:
- "Aehm, mi scusi…" Il tipo con divisa della IP dentro al minibar è al cellulare, mi guarda per un nanosecondo e si gira dall’altra parte senza nemmeno un cenno (Ok, ragazzi, con chi siete al telefono, di più importante dei vostri clienti?)
- Mi giro verso un altro in divisa più lontano: "Accettate le carte?" E lui: "Quali carte?" (Vuoi dire che dovrei specificare che non si tratta delle carte piacentine plastificate o di quelle dei Pokemon?)
- "Pieno, diesel normale, grazie" Lui: "Uhm, ok" (Ehi, senti, non mi hai mai visto prima, non hai l’ombra di un altro cliente in giro, ti scoccia proprio chiedermi se mi dispiace che mi lavi il parabrezza, o mi controlli l’acqua del tergicristallo o dai un’occhiata all’olio? Magari ci guadagni pure qualcosina. No, niente.)
- Osservo il flusso inesorabile degli euro, e… "Mi scusi, ma perchè nel pannello c’è scritto 1.28 e lì nella pompa 1.30?" "Ah, sai, li stavo modificando proprio ora, ma c’è freddo stamattina e mi si ghiacciano le mani, a cambiarli" (Senti, un vero benzinaio – soprattutto se senza un solo cliente come te – si alza 5 minuti prima e li cambia con qualsiasi condizione meteorologica, i tuoi cartelli – metatruffatore. Che poi, quando si apre, buona regola è stare con il prezzo minore della concorrenza, non maggiore perchè avete avuto delle spese)
- Entro nel minibar per pagare al POS: il bar è vuoto, la barista mi osserva senza dire nulla. Pago il pieno, e prendo anche una bottiglietta d’acqua. Un euro – epperò. Niente scontrino, contributo fiscale alle startup, evidentemente. (Allora, tu avrai speso almeno un milione di euro per costruire tutto questo ben-di-dio che c’è pure un lavaggio auto computerizzato, e non proponi un caffè omaggio ai primi clienti? O un cornetto? O lasci andare la bottiglietta? Nemmeno mi regali un pupazzetto portachiavi di Gino il benzinaio? O uno stock sottobanco di bollini? O almeno chiedimi se passo tutte le mattine, dove vado, eddai, uno sforzo di fantasia. Macchè. Qui il permission marketing devi chiederlo tu a loro)
- "Buona giornata" ("Buona fortuna")
(*ora, io non so se serve un esame per aprire un’attività di questo tipo, ma in ogni caso forse qualcuno dovrebbe proporglielo, come consulenza a pagamento, un corso abbecedario per attività commerciali. Ho l’impressione che almeno un 70% di negozianti non abbia la minima attitudine per questo lavoro)
Cose simili:
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Guarda, la settimana scorsa facevo considerazioni simili proprio riguardo ai distributori, perché ora che vado a metano e di fatto non ho quasi scelta (dalla mia parte della città ce n’è uno, e basta, quindi vado praticamente sempre lì), notavo come la spinta competitiva per i distributori di metano sia molto inferiore rispetto a quelli di benzina e diesel. Quando andavo a benzina, sceglievo eccome, e scartavo accuratamente i benzinai scontrosi o frettolosi.
I corsi di “buona accoglienza cliente” li dovrebbero fare in molti, certo..
Hai presente come siamo stati accolti al ristorante in post-WebCocktail? A posteriori, ho scoperto che per prenotare la cena avevano preteso un fax di conferma (un fax di conferma per un tavolo da una decina di persone??? e quando mai??? io ho prenotato “sulla parola” per cene da venti-trenta persone..), e, nonostante li avessimo preavvisati che il numero sarebbe stato “variabile”, perché alcuni avrebbero deciso all’ultimo momento, ci hanno fatto un cazziatone perché ci siam permessi di arrivare in 11 invece che in 9.
A ripensarci, avrei dovuto sfidare il venerdì sera e rispondere cortesemente “signora, l’ultima variazione di numero è che da 11 passiamo a 0″, e portarvi da un’altra parte..
D’accordo con il post fino all’ultima virgola, senza aggiungere altro.
Solo una cosa: io non avrei mai saputo esprimere meglio il concetto. Chapeau al Tenutario del Blog.
Secondo me il motivo di tutta la scontrosità dei benzinai è nel fatto che non possiamo stare senza benzina. E la percezione comune è che tutti i benzinai siano uguali sia per prezzo che per comportamento.
Il mio inguaribile ottimismo mi spinge a guardare il lato positivo: con un mercato così disastrato (70% di negozianti senza la minima attitudine per questo lavoro”, condivido) è facilissimo aprire un negozio e portargli via una bella fetta di clientela.
O il problema è nel cliente?
Io temo che sia colpa anche (soprattutto) del cliente…
Il cliente medio è meglio o peggio del negoziante medio?
E chiccazzo ha detto che “in medio stat virtus”?
Vale sempre il detto: “se non sai sorridere non aprire un negozio”.
tutto vero, però le eccezioni esistono: vicino a dove abito io (parma) hanno aperto un’Esselunga e tutti hanno decretato la morte sicura per la gastronomia dall’altra parte della strada. invece in questi anni la gastronomia ha raddoppiato la superifcie, aperto una panetteria annessa e lanciato il B2B (pacchi natalizi per aziende).
va da sè che il proprietario sa fare il suo mestiere: va di assaggi, offerte speciali e di cross-selling (sulle bottiglie di vino scrive a quali piatti di gastronomia si accompagnano).
Ci sarebbe da ridere se non fosse un atteggiamento così vero e diffuso.
In Italia soprattutto. Un amico canadese che un giorno mi accompagnò in banca disse “Ma siete proprio scemi: fare la fila per pagare!”
Il monopolio non esiste e pertanto il mercato premia i commercianti meritevoli.
Altro discorso se si continua a fornirsi presso quelli che palesano prezzi – qualità e servizio sotto un livello accettabile.
Si omologa il loro comportamento e pertanto la responsabilità è del Cliente.
Il benzinaio non ha bisogno di marketing, e potrebbe tranquillamente mandarti a quel paese. Lui HA IL PETROLIO. E tu sei solo un motore a scoppio dipendente.
Ok, ci sto. Apriamo un benzinaio in societa’, ed il mio primo contributo e’ la proposta dell’autolavaggio in bikini. vabbe’, vabbe’, poi regaliamo pure i portachiavi…:)
Desolante… mi viene però da dire: quelli erano dipendenti in fase cazzeggio, o erano i titolari del benzinaio?
@elmanco: erano gli unici presenti, non credo fossero dipendenti…
@mr oz: come colpa del cliente? pensi che ci sia gente a cui piace farsi trattare male? tutto puo’ essere ma…
farsi trattare male no, ma forse il cliente è ormai abituato a non essere trattato con cortesia, tanto che quando succede si stupisce. Penso che il SCRM (single customer relation management) sia sempre stato un fattore determinante, e spero che in momento di crisi se ne accorgano anche i commercianti…
A me mi hanno rimbrottato che non avevo fatto cifra tonda al pieno. Che poi quando vai sotto di poco, tipo 40,97, loro arrotondano a 41, ma quando vai a 40,03, loro voglio anche i tre centesimi. Credo di avergli detto che non gli avrei più dato problemi, sull’A4 è pieno di distributori, avrei cambiato e l’ho mandato a quel paese.
Ciao Gianluca. Più che altro c’è gente che non è abituata a pretendere di essere trattata bene.
Il benzinaio fa un lavoro pesante, è nervoso e tratta male i clienti, o perlomeno non si impegna a trattarli bene, non ha una strategia, insomma li tratta come capita.
Il cliente da parte sua non ci pensa nemmeno, si accontenta della situazione, non la analizza, tanto in cuor suo sa che alla pompa di benzina comunque vada ti rapinano (“e quanto costa la benzina, e le accise, e le tasse, e il governo, …”).
E in questo lento dondolare di apatìa se ne risale in macchina e brummm.
Coi bollini in mano.
ciao, tocchi un tasto dolente. ormai ho smesso di stupirmi di essere trattato così, semplicemente evito i negozianti che mi stanno antipatici. non ci vaso, punto. faccio un km di più, vado a piedi, cimetto una croce sopra. vogliamo parlare dei ***simpatici negozietti di quartiere che – poverini – finiscono
mangiati dalla gdo e nel frattempo ti fanno pagare una matita 8 volte il prezzo del super? in ogni caso, pare che un approccio costruttivamente positivo al cliente esista solo nelle nostre teste (e in alcuni negozi fuori dall’italia). mah.
Sto maturando anche io la convinzione che il/la cliente e’ talmente abituato a farsi trattare male che quando qualcuno lo tratta bene si stupisce.
Almeno a giudicare dalle reazioni delle “nuove” clienti che passano da queste parti.
Per non parlare di quelle che hanno paura di disturbare… Ma disturbare che?!?! sono qui per quello.
Poi ci sono anche le clienti arroganti che non rispettano il fatto che io in fondo sto lavorando ed un minimo di educazione verso chi si guadagna il pane sarebbe bene averlo… ma questa magari e’ un’altra storia.
Io non sono tanto d’accordo con questo post (mentre quelli relativi al try&buy mi trovano grosso modo concorde).
Partiamo da una considerazione: molto spesso i benzinai che vi fanno il pieno non sono i proprietari della pompa di benzina. Tu parli di strategie di marketing, ma questa è gente pagata poco per un lavoro duro. Non glielo ordina certo il medico, dirai, di fare un lavoro faticoso, dannoso per la salute e retribuito lo stretto necessario, ma certo è che trovo più farmacisti scorbutici che non benzinai, e in quel caso si tratta spesso dei proprietari della farmacia, ai quali i soldi escono anche dalle orecchie!
Aggiungiamo una seconda considerazione: il cliente, come i bambini piccoli, non è detto che abbia sempre ragione. Perché mai dovrebbero regalarti una bottiglietta d’acqua? Sei nullatenente? Hai sete ma non hai soldi in tasca e da quella bottiglietta dipende la tua vita? Guarda che non c’e’ proprio motivo perché te la regalino, sai? (Questa non l’ho capita, infatti)
Se volevi dire: PER ACCATTIVARSI LA MIA FEDELTA’ DOVREBBERO FARMI UN REGALINO, ok, forse sei un giornalista e hai bisogno del regalino per essere incentivato. Ma io a oggi non ho ancora capito perche’ si va dal medico e gli si pagano in nero 150 euro per la visita e invece si va da un negoziante che vende prodotti su cui ha si e no il 30% di ricarico e gli si chiede lo sconto del 15%.
Chiudiamo con una terza considerazione: mi sa che qualcuno tra i lettori/commentatori di questo post non ha propro idea di quanto costi fare impresa in Italia. Una volta che hai messo su la tua attività, abitualmente hai così tanti debiti da pagare che se non hai chiesto un prestito anche per la promozione rischi di non poterti permettere nemmeno uno straccio di sconto ai tuoi clienti.
Fatte queste premesse, pero’, sono d’accordo con il fatto che CHIUNQUE ABBIA UN RAPPORTO CON IL PUBBLICO dovrebbe avere anche qualche DOTE PERSONALE naturale o acquisita per gestire questo rapporto. Ma voi saprete da soli che non tutti quelli che aprono un bar o vanno a fare i camerieri o i benzinai lo fanno dopo aver studiato anni per soddisfare una loro passione. Si tratta a volte di lavori di ripiego. Fatti perche’ non si hanno molte altre scelte.
La mia famiglia ha un bar/ristorante e il fatto che ci siano stati dei camerieri che non salutavano i clienti quando entravano al bar, per noi e’ stato davvero insopportabile, specialmente per un locale nel quale tutti sono assunti, stipendiati nella norma, non fanno un minuto in piu’ rispetto al loro orario e, inoltre, lavorano in un ambiente nel quale LA CORTESIA E LA GENTILEZZA son parte integrante del servizio offerto.
Diciamocelo, se il benzinaio grugnisce mentre a -1 gradi ti fa il pieno, io credo che tu possa anche sopportare i suoi grugniti. Non dico comprenderli, ma sopportarli. Quando entri nel caffè più bello della città dove paghi la consumazione più che negli altri locali perché è il posto più figo che c’è, se non ti salutano hai tutto il diritto di incazzarti.
Io sono dell’idea che sia necessario pretendere rispetto ma anche rispettare il lavoro altrui. Non abbiamo solo diritti, non siamo imperatori intorno ai quali girano le regole del consumo. Questa è una stortura del consumismo. L’atto d’acquisto è la soddisfazione di una necessità reale o immateriale, nella quale da un lato c’è una persona che ha bisogno o voglia di un prodotto e dall’altro c’è un’entità che si è attrezata per fornirlo. Nell’attrezzarsi ha dovuto farsi un culo così (anche in questo caso, mica glielo ha ordinato il medico, lo so). Ma i ogni caso il consumatore dovrebbe considerare che lì c’è la cos che desidera e c’è una persona lì apposta per dargliela. Ho l’idea che se non ci fosse il consumatore il commerciante avrebbe un problema. Ma vale anche il viceversa.
Quando un cliente mi dice che devo fargli lo sconto del 20% perche’ la sua farmacia glielo fa, da un lato io so che non e’ vero e dall’altro so che non me ne faccio nulla di un cliente che non rispetta il mio lavoro e mi chiede uno sconto che mi impedisce di svolgere regolarmente la mia attivita’.
Poi, sia chiaro, io sono proprio dell’avviso che sia giusto far provare i prodotti, quindi mi faccio dare, ovunque sia possibile, campioni gratuiti da far provare ai miei clienti. E faccio sconti CONSIDEREVOLI ogni volta che sia possibile (per un accordo con l’azinda produttrice risco a fare uno sconto FINO AL 40% sugli omega3, per esempio). E rispondo con cortesia e con grande entusiasmo (perche’ il mio lavoro mi piace proprio tanto e perche’ io sono il fondatore dell’azienda – le persone che lavorano con me non hanno ne’ la stessa preparazione ne’ la stessa cura, a volte). Con i clienti passo ore al telefono anche per fare una chiacchierata e spiegargli com funzionano alcuni prodotti.
Cio’ non toglie che i clienti arroganti che pretendono di avere sconti fuori misura e un trattamento privilegiato io non li trovo cosi’ intoccabili. Siamo tanti a fare questo mestiere e possono tranquillamente rivolgersi altrove. Magari a un sito piu’ grande che abbia margini piu’ interesanti e possa permettersi sconti piu’ consistenti. Per me conta piu’ un rapporto reciprocamente soddisfacente che uno basato sulla coercizione (sei il fornitore e quindi devi fare quello che voglio io). Ragazzi, non funziona cosi’. Io faccio volentieri uno sconto speciale per il primo acquisto (per chi fa ordini telefonici), ma lo sforzo che faccio per incentivare il primo acquisto non puo’ certo diventare la regola.
Cosa che non tutti i clienti hanno voglia di capire.
Se passate dal nostro sito e volete fare un acquisto, ricordatemi che venite da questo post cosi’ saro’ piu’ gentile del solito (occhio che io sono gia’ parecchio gentile, quindi si rischia di scadere nello svenevole).
:-)
Ciao,
Marco di supersalute.com
@marco: la tua difesa è lunga e anche appassionata, e tu dici di non generalizzare e posso essere d’accordo, ma sul caso particolare io rimango della mia idea. A me non interessa che chi mi tratta male sia un dipendente o il titolare, questo non è un mio problema (e nel caso in questione il mio sospetto è che fossero proprio i titolari).
Poi la bottiglietta l’ho pagata, ma loro hanno perso un’occasione, mica ho detto che erano obbligati a farlo.
Per i debiti e la promozione, mi spiace ma non puoi gravare sui tuoi clienti la scusa che tu hai fatto i debiti. Quelli sono affari tuoi, se non vuoi fare promozioni, peggio per te, hai sbagliato proprio i tuoi piani.
In bocca al lupo per la tua vendita online.
Molto lunga… E la dice lunga. I camerieri scorbutici erano un problema per i gestori gentili. Punto.