Il marketing insegnato (d)ai negozianti (Ep. 2 – Il minimarket di alimentari)

Oddio, quale indicibile vicenda starà alla base della necessità di riservare la macchinetta del caffè (a pagamento, s’intende)nokia_e65_feb_2008 062 posta all’ingresso, ai soli clienti?

Forse si erano formati capannelli di persone che invece di andare al bar passavano lì a fare colazione, respiravano ossigeno a sbafo e non uscivano nemmeno con l’etto di affettato?

Oppure impiegati che dagli uffici affluivano verso il minimarket per scroccare anche un bicchiere di acqua minerale a gratis, senza manco uscire con un pacchetto di biscotti del Mulino Bianco?

Forse i non clienti abbassavano la produttività aziendale offrendo in continuazione caffè sottocosto alle cassiere con scopi meramente personali?

Sicuramente tutte queste complicazioni sovrastano di gran lunga (nella mente del nostro negoziante #2) il trascurabile vantaggio di portare qualche non cliente voglioso di caffè a dare un’occhiata al negozio e alle promozioni in corso.

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19 Comments

  1. Pubblicato 14 febbraio 2008 alle 11:44 PM | Link Permanente

    ma sai che mi fai venire in mente tutte le volte che ho pensato le stesse cose? ci si potrebbe scrivere un libro… anzi, si fa? secondo me lo pubblicano :)

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  2. Giulietto
    Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 7:00 AM | Link Permanente

    Guarda, se fossimo in Svizzera ti darei perfettamente ragione, ma in Italia secondo me il negoziante ha fatto una genialità. Che gusto c’è a prendere un caffè “normalmente”. Vuoi mettere il brivido di infrangere il regolamento? Mettersi li a dire “io il caffè lo prendo lo stesso, alla faccia tua”, e così diciamo che è un piccolo esempio di psicologia al contrario:)

  3. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 7:07 AM | Link Permanente

    Ma di mini oltre al market sono le strategie commerciali del responsabile?
    Organizziamo un caffè hour al minimarket?

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  4. M
    Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 7:29 AM | Link Permanente

    La ragione e’ il fatto che quelle macchinette attirano barboni, extracomunitari, etc. che cosi’ riescono a prendere una bevanda calda con pochi spiccioli; cosi’ il negoziante si preoccupa dell’immagine…

  5. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 8:19 AM | Link Permanente

    @M: il minimarket è in una zona dove i barboni non sanno nemmeno cosa siano :-)
    e gli extracomunitari vanno al bar tranquillamente…

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  6. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 8:40 AM | Link Permanente

    Quello del bar di fianco avra’ protestato per la concorrenza sleale che gli faceva la macchinetta ed ha chiesto all’altro di limitarne l’uso?

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  7. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 9:02 AM | Link Permanente

    Due ipotesi dal magico mondo di Oz:
    La uno: il numero di passanti che prendevano un caffè o acqua era tale che la macchina risultava sempre esaurita, creando scontento tra i clienti del “super”mercato, nonché lavoro extra per il responsabile della mcchinetta che doveva ricaricarla troppo spesso, indipercui il direttore (fatti i suoi conti, sbagliati o quantomeno poco lungimiranti) è intervenuto mettendoci una pietra (e un cartello) sopra.
    La due: non è mai entrato nessuno solo per prendere un caffé, il cartello è per il personale. Loro non possono usarla. Per loro c’è la macchinetta nel sotterraneo.
    (Notate la scritta “ai clienti”, è diversa. Nel supermercato è in corso una silenziosa guerra tra clienti e cassiere, ogni mattina la Marisa cancella “ai clienti” e scrive “al personale”, verso le 11:38 arriva tutte le mattine un cliente, sempre lo stesso, l’Enrico, 83 anni, che cancella “al personale” e scrive “ai clienti”, e via così, silenziosamente, come in un film di Buster Keaton.)

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  8. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 9:20 AM | Link Permanente

    @mr Oz & merciaio: potremmo farne un cortometraggio fantastico, se sapessi farlo, naturalmente.

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  9. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 9:43 AM | Link Permanente

    Ma come, mi vuoi dire che non sai fare TUTTO???
    PS: io ci sto, il regista ce l’ho.

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  10. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 10:01 AM | Link Permanente

    @mr oz: anzi, facciamo un virale dai, che è piu’ divertente e magari ci invitano a cannes…

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  11. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 10:32 AM | Link Permanente

    ok [Gian]Luca, ma nel viral cosa markettizziamo? Il supermercato? Il bar di fronte? Il sindacato dei cassieri? Quello dei benzinai? La Marisa? …

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  12. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 11:07 AM | Link Permanente

    Ihihihih mi viene in mente il cartello che sta nei bagni pubblici delle Ferrovie Nord di piazza Cadorna a Milano.
    Sopra i rubinetti, recita: “per questioni di igiene è vietato lavarsi i denti”.
    (Da prenderli a calci)

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  13. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 12:19 PM | Link Permanente

    @mr oz: facciamo che non lo sappiamo nemmeno noi cosa marketizziamo, come tutti i veri viral marketers… :)

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  14. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 12:26 PM | Link Permanente

    [G]L, giusto, un virale fine a se stesso. scrivo a Kubrick e alla Marisa.

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  15. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 5:44 PM | Link Permanente

    Io un corto avrei voluto girarlo sulla fruttarola qui di fianco ma purtroppo a chiuso. Era meglio di Toto’ :-)

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  16. Pubblicato 15 febbraio 2008 alle 6:21 PM | Link Permanente

    omiodddio… ho scritto ha senza acca… la fruttarola mi ha contagiato :-)

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  17. Pubblicato 16 febbraio 2008 alle 12:36 PM | Link Permanente

    Capisco che, nell’insieme, l’anacoluto sia il meno. Però è notevole.

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  18. Pubblicato 16 febbraio 2008 alle 2:56 PM | Link Permanente

    SmokingPermitted. Ma sai che anch’io ci avevo perso del tempo, a chiedermi se fosse un’involontario anacoluto o ellissi (credo che le macchine siano due una per il caffè e l’altra per l’acqua)? Ah, dotta ignoranza.

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  19. gluca@[mini]marketing
    Pubblicato 17 febbraio 2008 alle 9:11 PM | Link Permanente

    @SP & MrOz: sì, in effetti fuori campo esiste un boccione per l’acqua refrigerata, mi pare di ricordare :)

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