Il marketing insegnato (d)ai negozianti (Ep.3 – poltrone, remake)

Quando l’ho visto, ho avuto un deja-vu. Cosa mi ricordava quel cartello?si prega di non sedersi

E poi ecco, sì! – un altro post di quasi due anni fa. Non mi piacciono mai i remake, ma davanti a tanto coraggio e decisione (notate il ‘non’ più grosso e in rosso) nello sfidare le leggi del ‘Try’ (il buon marketer incentiva la prova’) e del Trust (‘il buon marketer si basa sul presupposto che i suoi clienti siano persone normali e non dei truffatori’) non riesco proprio a non ripubblicare per l’ennesima volta la lezione della poltrona.

Quindi, o non volete vendere poltrone, oppure avete scelto il posto sbagliato in cui mostrarle, perchè sedersi e provarle è il modo più naturale per convincere qualcuno che ha assolutamente bisogno delle vostre preziosissime e intoccabili poltrone.

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15 Commenti

  1. Pubblicato 18 febbraio 2008 alle 5:12 PM | Link Permanente

    A proposito del “Trust”, ti manderò una foto di uno stockista vicino alla sede di Wafer, dove per entrare a vedere la merce uno deve lasciare borsa e cappotto dentro agli armadietti con la chiave all’ingresso…

  2. Pubblicato 18 febbraio 2008 alle 5:23 PM | Link Permanente

    @alessandra: è quello vicino al toys? stavo per fare la foto anche li’ .-)

  3. Pubblicato 18 febbraio 2008 alle 9:45 PM | Link Permanente

    Il primo pensiero che mi viene in mente di fronte ad un cartello simile è sulla qualità del prodotto.
    E’ davvero così scadente che se mi siedo si rovina?

  4. Pubblicato 19 febbraio 2008 alle 8:35 AM | Link Permanente

    No, ce n’è un altro, ma è vero, pure in quello vicino al Toys lo fanno :-D
    Come immaginerai, sono negozi a cui io non do alcuna seconda chance…

  5. Pubblicato 19 febbraio 2008 alle 8:49 AM | Link Permanente

    Tempo fa ho fatto una foto in un negozio di mobili, ma non riesco a inviarvela su questo blog.
    Se ne avete voglia andata a vederla
    qui: http://fotopick.blogspot.com/2007/11/antimarketing.html
    Ah, se qualcuno di voi ha foto curiose da inviarmi sono graditissime!
    ciao
    Barbara

  6. cristiano
    Pubblicato 19 febbraio 2008 alle 9:20 AM | Link Permanente

    ma ancora ci si stupisce? finché il consumatore non impererà a .scegliere., cosa ci si aspetta da un negoziante? credi che quel cartello gli faccia perdere clienti? i centri commerciali considerano tutti a priori dei potenziali ladri (sennò perché sarebbe obbligatorio lasciare la borsa all’ingresso?) eppure le pecore li riempiono ogni santo giorno. in germania quando sono usciti i cd copy controlled è crollata la vendita dei cd, qui non se ne è accorto nessuno…

  7. Tino
    Pubblicato 19 febbraio 2008 alle 1:57 PM | Link Permanente

    Seguo sempre con interesse il tuo blog, ma mi viene un dubbio… il negoziante quella sedia la ha pagata e presumibilmente se ogni giorno ci si siedono 40 persone per provarla dopo un anno è da buttare (non per la qualità della sedie ma per la malaeducazione della gente che ci si butta, ci appgia i piedi, ci fa salire i bambini ecc…) Ora, quante sedie dovrà vendere il negoziante per ripagarne una ormai invendibile? Non credete che siano piuttosto le aziende a dover fornire ai negozianti una sedia in più da far provare ai loro clienti? in fondo il begoziante è solo un tramite, non sta a loro fare ed accollarsi le spese di marketing.
    Cosa ne pensate?

  8. Dino
    Pubblicato 19 febbraio 2008 alle 2:03 PM | Link Permanente

    siamo pronti ad un’era del customer 2.0?

  9. Pubblicato 19 febbraio 2008 alle 2:37 PM | Link Permanente

    @tino: se è cosi’, ha sbagliato posto in cui esporre…

  10. Pubblicato 20 febbraio 2008 alle 12:01 PM | Link Permanente

    Ha sbagliato mestiere, ci sono concorrenti che del try fanno una delle leve di marketing, riempiono i negozi con prezzi di vendita inferiori.
    Mentre gli altri gli un-try hanno negozi semi-deserti e imprecano contro tutto e tutti.
    Il Cliente è quello che paga e nei limiti ha tutti i diritti, non sei tu commerciante che gli fai un favore a vendergli il prodotto.
    Diversamente non ti lamentare se il tuo negozio è semi-deserto e sei poi costretto a chiudere.
    Con beneficio per la comunità che di imprenditori incapaci non ha bisogno.
    Spazio ai volenterosi.

  11. Pubblicato 20 febbraio 2008 alle 2:07 PM | Link Permanente

    Dieci giorni fa, in un “Trony” qualsiasi, vado a dare un’occhiata alla ricerca di un paio di casse hi-fi (poi il mio riparatore di fiducia è riuscito a mettermi a posto le mie vecchie adorate Indiana Line per fortuna). Vado nella saletta hi-fi, arriva l’addetto, mi consiglia un paio di marche senza avermi chiesto niente prima. Lo ascolto, e poi faccio “Si possono ascoltare?”. Lui parte con la seguente intemerata: “Ah, ma un po’ di fiducia bisogna mettercela in queste cose! Che poi quando andate a comprare un computer cosa fate? Leggete due caratteristiche e via, lo comprate, mica state lì a provarlo!”.
    Sipario.

  12. Pubblicato 20 febbraio 2008 alle 4:40 PM | Link Permanente

    @Antonio: le casse acustiche da comprare senza averle ascoltate sono davvero impagabili… E’ come comprare un golf senza poter vedere il colore e la taglia… Io senza i miei CD di riferimento e sessione di ascolto comparato non ci penserei nemmeno.

  13. Pubblicato 21 febbraio 2008 alle 9:02 AM | Link Permanente

    @Enrico senza contare che – BTW – trattavasi di casse da 1500€, mica gli speakers per il pc…

  14. Pubblicato 21 febbraio 2008 alle 10:52 AM | Link Permanente

    @antonio : nelle grandi catene parli spesso con la stessa persona per il battitappeto e per il pre+finale… la competenza spesso è ai minimi livelli consentiti dalla legge; per i vecchi “puristi” come me è imbarazzante…

  15. Pubblicato 25 febbraio 2008 alle 3:31 PM | Link Permanente

    @enrico, qui era piuttosto il contrario: il tipo aveva un fare molto assertivo, sciorinava marche con l’aria di chi vuole frastornare l’avversario (me) ignorante, e la sua invocazione al “ti devi fidare di me” era fatta con l’arroganza di chi ti sta dicendo “in fondo tu cosa ne vuoi capire”. Sono tra quelli che sostengono che nell’attività di venditore in un negozio le proporzioni siano: *competenza* peso 1%; *capacità di dare affetto* (che è la merce che tutti in realtà cerchiamo) peso 99%.

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