Non ascoltare questa conversazione è un’occasione perduta per le aziende e per i loro uomini di marketing. L’occasione è quella di conoscere la vita dei loro prodotti una volta usciti dalle fabbriche.
E’ quella di comprendere a fondo come vengono usati, perchè sono amati o odiati. E’ l’occasione di conoscere il proprio mercato, i propri consumatori.
E’ uno dei miei passaggi preferiti* di Internet P.R., il libro che Marco ha appena finito di scrivere (o quasi, manca l’introduzione, per la quale accetta consigli) per Apogeo, di cui ho potuto leggere il draft in anteprima.
Il libro, che si potrebbe anche sottotitolare “La parte abitata della rete (spiegata a chi abita nella parte commerciale)” tratta con stile scorrevole, pratico, pragmatico e disincantato dei difficili e spesso a volte strampalati tentativi di approccio tra aziende e web partecipativo, senza cercare il sensazionalismo da guru e cercando di distillare e analizzare quanto di positivo sia rimasto in questi pochi anni di sperimentazioni, sorprese e fallimenti, consolidandoli in modi di pensare di successo più che suggerire best practice infallibili, e facendo passare il messaggio che (in rete) sono le aziende a essere target delle persone, e non viceversa.
Se proprio dovessi cambiarne qualcosa, io l’avrei intitolato Internet Private Relations. In rete, se vogliamo farle vivere, queste relazioni tra brand e persone, devono essere per forza private, intime, sincere. E avrei levato la parola consumatore, ma capisco che a volte bisogna parlare la lingua del posto in cui ci si inoltra.
* sarà perchè ho conosciuto product manager che mai avevano ascoltato un cliente vero.





Un Commento
Wow, grazie Gianluca. Interessante anche lo spunto del private relations, corro a fermare la stampa… :-)
In realtà a me la parola “Pubblicità” e “pubbliche relazioni” piacciono un sacco e con Internet assumono un valore tutto nuovo e più ampio: la gestione della tua identità pubblica, del tuo essere pubblico.