Bloggin’ buzz

Luca con una certa soddisfazione elencava alcuni esempi di come le aziende si stiano accorgendo di come esista vita dopo i 30 secondi di spot (e questo è molto buono, voglio dirlo forte)

Con la primavera arrivano le rondini, sbocciano i fiori e in Italia sembra prendere piede la mania del buzz marketing, declinato in varie forme. Come spiegare altrimenti un fiorire di iniziative nelle prossime settimane con un ritmo così incalzante?
Giusto per citare quelle nelle quali sono coinvolto a vario titolo e nelle quali mi sono imbattuto:
- Barilla: sabato sera a Roma aperitivo e cena al temporary store di Alixir;
- Jean Paul Gaultier: lancio di una nuova linea maschile e in rete filtra già qualcosa…
- Emporio Armani: per lanciare un nuovo profumo pensa ad un concorso per uno spot;
- AUDI: Il Blog Driver Day è fissato per il 20 e 21 Aprile al circuito di Vallelunga;
- SWG: I blogger più interessati sono invitati a seguire il week end elettorale nella sede della società di sondaggi.
[ndr: correttamente inserisce il disclaimer: la campagna di JPG è curata da BuzzParadise, società per cui lavoro.]

Mi chiedo – parlando in generale e rimanendo alla finestra con la mente aperta e ricettiva:

  • saranno solo esperimenti di PR (supposed 2.0) in cui l’agenzia, con un trova e sostituisci "blogger/giornalista" ha proposto una nuova ‘azione innovativa’ all’azienda oppure il concetto di conversazione sta veramente cominciando a filtrare all’interno dell’azienda e si fa un evento per lanciare questa inversione di marcia?
  • si sarà tenuto conto che la capacità di "creare buzz" dei blog e soprattutto dei cosidetti A-blog è (parere mio) ampiamente sopravvalutata? Non è che crea più buzz mio nipote che spedisce centinaia di SMS, ha centinaia di amici su Myspace e usa MSN message molto piu’ di me?
  • non è che, se esistesse ancora, si dovrebbe usare la classifica di BlogBabel al contrario, per gli inviti?
  • questi episodi saranno l’inizio di un rapporto di lunga durata, o sono solo "campagne aggiornate al 2.0"?
  • puo’ essere che per certi tipi di prodotti, coinvolgere i blogger non abbia proprio senso? Mi spiego: i blogger sono persone certamente più proattive, interessate, competenti (in genere :) della media, possono offrire buoni spunti, un ottimo brainstorming e preziose critiche, ma se producete fustini di detersivo, non rischiate di far perdere tempo a entrambi? Che vi frega di sapere cosa ne penso io (putacaso) del fustino, che scelgo sempre quello che costa meno, per esempio? E che rilevanza verso i lettori potrà avere un mio eventuale post, e davvero potrei scriverne o discuterne?
  • la blogosfera (dei famosi o dei quasi famosi) è solo una (minima?) parte della conversazione online, però in questo momento sembra essere la piu’ trendy (o forse la più visibile, immediata e facile per le agenzie di PR?). La cosa mi ricorda tanto (riveduto e corretto) l’immancabile "Anche xxyy è sbarcata in SecondLife!" del 2007
  • ogni blog-cosa è destinata a funzionare una sola volta? Il sampling di pesto ai blogger sanlorenziano fu un boom, i suoi epigoni molto meno. Il primo blog-aperitivo fu un boom (polemiche a parte), i successivi hanno retto, ma i prossimi come verranno, bene o solo così così?

Tempo fa avevo messo giù alcune mie idee guida sull’argomento, sono su Slideshare.

Buon weekend – e se vedete il blog down, calma, è solo un tranquillo weekend di cambio mantainer :-) missione compiuta, se vedete qualcosa di strano, aiutatemi mandandomi una mail :)

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15 Commenti

  1. Pubblicato 28 marzo 2008 alle 5:55 PM | Link Permanente

    probabilmente la moda fa tanto, il poter dire al cliente “e facciamo anche qualcosa moolto 2.0/rivolto ai blogger”. Forse bisogna far passare del tempo e vedere cosa rimane, quando tutte le strategie di “pura immagine” saranno andate, e rimarranno (forse) quelle che (forse) funzionano davvero.
    Gli epigoni probabilmente devono inventarsi qualcosa di nuovo, o verranno catalogati come “quelli che hanno copiato”
    Se Dixan al tempo avesse chiesto a te se cambiavi il tuo fustino con due di un’altra marca sarebbe cambiato il modo di fare pubblicità dagli anni 80 ad oggi :)

  2. Pubblicato 28 marzo 2008 alle 7:00 PM | Link Permanente

    Quelle descritte nel post sono attività equivalenti sulla rete all’acquisto del paginone centrale su un quotidiano da parte di un centro media, è facile, redditizio e si lavora poco. Ma oggi non è più così da nessuna parte.
    La verità è che non ci sono scorciatoie i mezzi digitali sono time consuming. Mettiamoci l’anima in pace, dobbiamo lavorare molto di più a parità di budget.

  3. Pubblicato 28 marzo 2008 alle 10:28 PM | Link Permanente

    I media emergenti sono sicuramente qualcosa di più complesso; e non te la cavi sicuramente (salvi rari casi) con una operazione del genere che tipicamente rappresenta un esperimento e non gode nemmeno del vantaggio da first mover.
    Concordo con Maurizio i media emergenti
    sono time consuming e … probabilmente anche i blogger :)

  4. Pubblicato 29 marzo 2008 alle 12:22 AM | Link Permanente

    riassumendo: “il budget di marketing? sulle persone” :)
    Staremo a vedere come si evolvono queste iniziative, la sperimentazione cmq è buona, anche se non si è first mover – meglio di nulla, insomma.

  5. Pubblicato 29 marzo 2008 alle 12:27 AM | Link Permanente

    Ho scritto un post sulla brusca accelerazione degli investimenti negli U.S sui “media emergenti”.

  6. Pubblicato 29 marzo 2008 alle 1:19 AM | Link Permanente

    Solo esperimenti di PR (supposed 2.0).
    E a giudicare dalla quantità di link che si stanno beccando sono esperimenti anche riusciti benino.
    Peccato che 4 volte su 5 ci siano dietro dei prodotti pacco…
    Io ho messo “Buzz” nel calderone dei termini abusati e irritanti, come l’evergreen “a 360 gradi”, per intenderci.

  7. Luca Carlucci
    Pubblicato 29 marzo 2008 alle 9:35 AM | Link Permanente
  8. Pubblicato 29 marzo 2008 alle 10:57 AM | Link Permanente

    Buon fine settimana a tutti gli autori dei vari blog. Ciao da Maria

  9. Pubblicato 29 marzo 2008 alle 11:37 AM | Link Permanente

    premessa: a me maria mi diverte un casino, quando scrive in tutti i blog “a tutti gli autori dei vari blog.”
    @all: credo che la divisione dei blogger in promiscuous sneezer e powerful sneezer stia prendendo corpo. ci sono pochi e importanti blog che non li compri neanche con una ferrari – perche’ guadagnano della loro incomprabilità, a cui si affiancheranno molti blog che considerano normale scrivere post come quello di davide salerno.
    Mi rimane il dubbio se tutto cio’ abbia un ritorno, in mancanza di una conversazione continuativa.
    su buzzparadise e altri sistemi simili: finche’ non vedo post negativi su qualche sampling, rimango alla finestra – al contrario di altri sampling spontanei, entri in un “sistema di premi” che, IMHO, finisce per condizionarti e farti perdere credibilità.
    Cmq, ribadisco la mia massima stima per chi rischia anche con operazioni eticamente borderline piuttosto che non fare nulla di nuovo.

  10. Pubblicato 29 marzo 2008 alle 2:04 PM | Link Permanente

    Cosa dice tua mamma a proposito di Buzzparadise Gianluca? :-)

  11. Pubblicato 30 marzo 2008 alle 12:52 AM | Link Permanente

    Alcuni blog hanno ormai la dignità di testate, la stessa autorevolezza e certo fanno opinione. Altri, come questo, sono interessantissimi punti di incontro tra tecnici di un settore e hanno una funzione catartica quando condotti da persone con l’acume di Gianluca, aiutano cioè a focalizzare opportunità e problemi del marketing e aprono discussioni interessante. Molti blog, compreso il mio, assolvono realmente alla funzione di diario personale in cui si racconta la propria esperienza, con una piccola comunità di amici e colleghi che leggono per il piacere di rimanere in contatto. In generale mi sembra che il valore dei blog sia sopravvalutato dai blogger stessi a cui piace pensare di essere diventati importanti. Ma, come detto sopra, quelli che contano sono realmente pochi e quelli interessano alle aziende.

  12. Pubblicato 30 marzo 2008 alle 2:23 PM | Link Permanente

    Gluca anche io trovo tutto questo molto buono, a partire dalla modalità di approccio trasparente che si sta utilizzando.
    Personalmente, mi entusiasmo (ancora) abbastanza quando è il sior Cliente a chiedere “facciamo qualcosa 2.0, rivolto ai blogger, famolo virale , etc”. Lui lo ritiene molto appealing, e quando non interferisce, sembra “funzionare”…
    E’ indubbio il vantaggio da first mover, ma non credo che ogni blog-cosa funzioni una sola volta (dalla valda ogilvyniana a buzzparadise). La mia paura è che il replicarsi di un nuovo modo di comunicare – comunicato nello stesso modo – porti la blogosfera lentamente e progressivamente a somigliare alla tv (come media intendo).
    Sempre più brand, sempre più prodotti diventano oggetto e soggetto di conversazioni (imho coinvolgere i blogger non ha senso per alcuni tipi di prodotti), cresce la consapevolezza pubblicitaria, decresce il valore del messaggio, il target (persone e media) diventa indifferente al contenuto/contenitore. E alla fine si cambia canale.
    Secondo me l’evoluzione è sempre più presidiare tutto e non aspettare…

  13. Pubblicato 31 marzo 2008 alle 8:57 AM | Link Permanente

    @all: grazie delle vostre considerazioni
    @maurizio: mia mamma dice che una volta c’era una balera che si chiamava all’incirca cosi’

  14. Pubblicato 31 marzo 2008 alle 10:13 AM | Link Permanente

    Sono fortemente d’accordo con markettara quando afferma che si sta progressivamente arrivando a somigliare alla tv come medium, stiamo assistendo ad una saturazione a mio avviso drammatica…

  15. Pubblicato 17 aprile 2008 alle 3:03 PM | Link Permanente

    Salve il mio primo post qui e loscrivo perché mi diverto molto a leggere i vostri commenti…divertirsi con il marketing questo é un buzz..anata!
    Scherzi a parte, il Buzz oltre ad andare sempre piú verso la saturazione, stá esasperando sempre di piú il consumer al quale il messaggio si rivolge. Nel campo automobilistico stanno addirittura filtrando foto di macchine in prova, con set fotografici fatti direttamente dalle case automobilistiche e filtrati guarda caso solo nelle riviste online.
    Il caso Renault mi sembra anche eclatante (ho messo le slide sul mio blog), invitando i blogger piú in voga per la presentazione della Twingo. Ma di casi come questi ve ne sono una montagna e poi si trascurano alcune nicchie dei prodotti che farebbero fatturare piú del prodotto stesso…after-sales ecc.
    Quello che é certo é che non si puó non utilizzare questo tipo di comunicazione ( 2.0 ? ), ma se si continua in questo modo anche il Buzz marketing o il viral marketing andranno verso la standardizzazione…e allora dove va a finire la creativitá ? E come reagirá il consumatore quando la moda avrá stancato?

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