Il marketing insegnato (d)ai negozianti (Ep. 5- cioccolata calda)

Che c’è di inquietante in un bicchierino di cioccolata peraltro ben sottolineato*?nokia_e65_feb_2008 111

1) il fatto che venga offerto rigorosamente "a tutti i clienti" – quindi il sottinteso è "se entro e compro, mi viene gratis la cioccolata – sennò niente". E’ chiara la parte che ti piace di me, insomma.

2) il fatto che sia ben sottolineato come sia OFFERTO – accipicchia, come rifiutare questa enorme occasione che tu dall’alto della tua bontà mi offri in modo così disinteressato? Capisco che per te micragnoso bottegaio old-fashion è uno sforzo immane, ma a me, dei tuoi sforzi, non me ne frega proprio niente.

Non è un caso che il negozio fosse vuoto – ma probabilmente questo è il tipo di negoziante che dice tra sè e sè alla sera "abbiamo fatto un figurone senza dare via neanche un bicchierino!"

Forse sono pignolo io, anzi sicuramente, ma le parole sono importanti, perchè spesso dalle parole trasuda evidente l’atteggiamento da cui sono ispirate.

* poi mi intriga anche che abbia voluto a tutti i costi scrivere "CALDA" anche se lo spazio era evidentemente esaurito. Esistono bicchierini di cioccolata fredda, in montagna?

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22 Comments

  1. Sasuke
    Pubblicato 14 marzo 2008 alle 12:31 PM | Link Permanente

    Pero’ sei un po’ incontentabile… allora se non ti fanno sedere su una sedia ti lamenti, se non ti fanno usare la macchinetta del caffe’ ti lamenti, se ti offrono una cioccolata calda, in bicchiere, ti lamenti… Secondo me sei tu ad avere un caratteraccio! ;-)

  2. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 12:38 PM | Link Permanente

    @sasuke è probabile :-)

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  3. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 1:27 PM | Link Permanente

    Il problema non è il caratteraccio… è andare a letto pensando a come promuovere cuscini, e mangiare immaginando il marketing della forchetta. Dai Luca, c’è tutto un mondo là fuori dove non devi pensare al marketing! Comunque il bicchierino è fantastico (te la dò, ma poca che non ti vada di traverso), ma nessuno nota il riflesso dell’insegna? Non manca qualcosa? :)

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  4. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 1:51 PM | Link Permanente

    Sarebbe stato fantastico entrare e mettersi a discutere sul fatto se la qualifica di “cliente” scatti solo dopo aver operato un acquisto – o almeno dopo averne manifestato incontrovertibilmente la seria intenzione… Io ad esempio ero convinto che uno diventasse “cliente” già allo stato potenziale, nel momento stesso in cui entra nel campo gravitazionale di un negozio (e dunque di un possibile acquisto).
    Ripensandoci però, forse è l’entità del potenziale acquisto che definisce il momento in cui si diventa “clienti”. Posti come gli autosaloni ti trattano come “cliente” nel momento stesso in cui entri (e infatti i loro gadget promozionali sono in genere disponibili per chiunque entri): per una pasticceria probabilmente è diverso…

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  5. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 2:03 PM | Link Permanente

    Le parole sono molto importanti.
    Per esempio “di questo negozio” e “bicchierino” la dicono molto lunga.
    Ecco cosa significa “fare la figura del cioccolataio”.

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  6. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 2:40 PM | Link Permanente

    @baldo: non pensare che io pensi sempre al marketing :)
    @fdl: giustissima interpretazione, in effetti, cliente in italiano sta anche per l’inglese prospect, il campo gravitazionale è incerto :)
    @mr oz: :)

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  7. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 3:27 PM | Link Permanente

    Ma dai porello… magari è solo uno senza sovrastruttura intellettuale che pensava di offrire semplicemente una cioccolata a tutti :-)
    La prossima volta entra e dacci anche una valutazione della persona. Io per esempio ho solo la terza media e sono bottegaro per necessità prima che per scelta.

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  8. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 3:41 PM | Link Permanente

    @sergio: la prossima volta entro e vedo qual è il mood del negozio :)
    pero’ non credo serva essere laureati per scrivere cose con un tono diverso ;)

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  9. Cody
    Pubblicato 14 marzo 2008 alle 5:09 PM | Link Permanente

    MI viene in mente la “barza” di Elio dell’estracomunitario che riempie di merda il parabrezza di una macchina ferma al semaforo, e rispondendo alle lamentele del pilota risponde:”Se vi puliamo i vetri vi incazzate… se ve li riempiamo di merda non va bene uguale…”
    A parte gli scherzi, la cosa piu’ inquietante e’ la scritta “LaTeria” riflessa nel vetro :)

  10. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 5:45 PM | Link Permanente

    Consiglio a tutti un tour della toscana per osterie, bar e servizi in genere. Soprattutto nella zona depressa del Volterrano. Incredibile come frotte di inglesi e olandesi continuino a scegliere quella zona per le loro vacanze. Da romagnolo abituato a “TUTTO” per il clienti vi assicuro, è una esperienza unica, irripetibile. Portate la videocamera.

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  11. Gluca
    Pubblicato 14 marzo 2008 alle 11:50 PM | Link Permanente

    Per precisione, il riflesso è solo la parte finale di ciocco-lateria :-)

  12. Pubblicato 15 marzo 2008 alle 12:03 AM | Link Permanente

    Stavolta sono dubbioso. In un libro sul marketing esperienziale ho letto di uno Shopping Center negli U.S di cui non ricordo il nome o la città, che offriva ogni week end brioche e caffè a tutti, ha dovuto smettere per i troppi free rider che mangiavano a sbafo e non compravano nulla. Per una volta tanto sono solidale con il titolare della gelateria le delizie del……

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  13. Pubblicato 15 marzo 2008 alle 12:17 AM | Link Permanente

    Beh, il paragone fra lo shopping center americano e la (ciocco)lateria della provincia emiliana non credo calzi… e offri sto bicchierINO di coicolata e non fare il tirchio…
    @gluca:è vero, ogni tanto vai in palestra… ma ricordi come hai analizzato il processo di scelta? :) è una droga, e la diependenza serpeggia fra tutti noi ;)

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  14. Pubblicato 15 marzo 2008 alle 9:01 AM | Link Permanente

    @baldo: ahah ti prego di credere che faccio molte altre cose non scritte su questo blog :)
    @maurizio: ti posso assicurare che per ubicazione, il rischio freerider era minimo, era una minuscola locatità montana.

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  15. Pubblicato 15 marzo 2008 alle 2:20 PM | Link Permanente

    Gianluca il tuo esempio non va preso alla lettera perchè poni un problema importante free gift v/s free riders, secondo me vale la pena di parlarne.

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  16. Pubblicato 16 marzo 2008 alle 5:56 PM | Link Permanente

    vengo sul tuo blog solo per leggere le tue interpretazioni di questi cartelli. mitico.

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  17. Pubblicato 16 marzo 2008 alle 7:53 PM | Link Permanente

    @maurizio: questo *blog* non va preso alla lettera :)

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  18. Pubblicato 17 marzo 2008 alle 12:13 AM | Link Permanente

    Secondo me la “siura maria” entra alla stragrande con quel cartello e si porta dietro pure i suoi tre figli che uno la cioccolata se la becca gratis! :-)

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  19. stefania
    Pubblicato 21 marzo 2008 alle 3:46 PM | Link Permanente

    La paura che i clienti ne approfittino mette l’ansia al negoziante, e fa di lui un bottegaio anzichè un commerciante. Un bel “cioccolata gratis”?

  20. furioso
    Pubblicato 27 marzo 2008 alle 2:02 PM | Link Permanente

    …. sono senza parole davanti a tanto spreco di tempo, connessioni, meningi…

  21. Pubblicato 27 marzo 2008 alle 2:42 PM | Link Permanente

    @furioso: grazie del tuo intervento anonimo, ci mancava l’ultimo spreco, in chiusura :)

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  22. Pubblicato 6 aprile 2008 alle 2:25 PM | Link Permanente

    Qui un altro esempio interessante, stranamente proveniente dagli Stati Uniti (dove sul servizio al cliente di solito è un altro pianeta):
    http://www.iwillteachyoutoberich.com/blog/nicoles-bridal-and-formalwear-at-tanforan-has-poor-customer-service

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