Sull’economia dell’abbondanza – di post (solo per blogger)

Sarà perchè vengo da una settimana in cui non ho avuto il tempo di seguire i circa 200 feed a cui sono iscritto, sarà perchè ho dovuto segnare come già letti un migliaio di post in cui sicuramente si trovava qualcosa di interessante, sarà che ancor più fatico a seguire tutti gli innumerevoli micropost dei 25 tumblr a cui sono iscritto più io, o sarà perchè aprendo un attimo Twitter mi son trovato spesso 10 delle ultime 20 frasette tutte scritte dalla stessa persona con riferimenti incrociati ad altre sconosciute e irreperibili, sarà che per alcuni blog troppo prolifici ho dovuto trovare la soluzione di filtro*: ecco, sarà per tutto questo forse che mi sono trovato ultimamente a riflettere su quanto sia effettivamente necessario e utile inserire o riciclare in rete tutta questa fiumana di parole, immagini e video.

(Ok, mi direte, ma chi te lo fa fare di seguire 200 fonti? E’ vero, ma amo la diversità: mi piace seguire il blog che la pensa in un modo e anche l’esatto contrario, e rinunciare a tanti punti di vista per me è un vero peccato, è la vera forza della frammentazione dell’informazione nell’era del tutti-siamo-un-po’-giornalisti)

Dunque, ho fatto un conto al volo: solo contando i miei 25 blogger/tumblr preferiti più me stesso, abbiamo prodotto solo ieri circa un centinaio di post, che avranno comportato almeno un minuto o due ciascuno, per un totale di 100/200 minuti: mi chiedo – ma senza polemica, è mera una riflessione personale – se tutto questo tempo utilizzato ci porti a qualcosa, un qualsiasi qualcosa, un arricchimento personale, culturale, informativo, o alla creazione di idee nuove che escano tra le persone là fuori, o sia semplicemente un giochino, un monòpoli di parole a cui ci piace giocare senza sosta?

Perchè, se è così, non sarebbe meglio – ogni tanto – usare quei 200 minuti, che so, per trovarci a ripulire 100 metri quadri di giardinetti pubblici, o contribuire anche da remoto a enti no-profit, qualcosa che sia utile nel senso stretto della parola, anzichè in quello lato.

Facendomi violenza (perchè fondamentalmente non credo nella positività di nessuna delle mani visibili, imposte dall’alto e regolatorie, siano economiche, sociali o politiche) a volte penso che dovremmo filtrarci da noi stessi un po’, chiederci se tutto ciò che scriviamo è assolutamente necessario. Compreso questo post, ovviamente.

* dato che la soluzione tag (ma in generale la folksonomy) è secondo me una delle cose più sopravvalutate e inutili, nella pratica, del c.d. web 2.0 (se segui un tag generico, arriva di tutto, se segui tag particolari, non arriva nulla, insomma, l’utilità dei tag di technorati o altri nel filtro dell’informazione è tutto da dimostrare), utilizzo questo servizio di filtraggio automatico, che seleziona, in un determinato feed, solo i post più commentati o linkati o segnalati, con tutte le nefaste conseguenze del caso.

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20 Commenti

  1. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 10:01 AM | Link Permanente

    Quando conobbi la mia attuale dolce metà, durante un appuntamento… diciamo delicato, di quelli strategici dove vuoi capire se è la donna della tua vita insomma… mentre passeggiavamo per un parco di Volterra lei si fermò e raccolse della spazzatura lasciata per strada (qualche lattina e un pacchetto di camel vuoto) e la ripose nel cestino dell’immondizia li vicino. Da allora lo faccio anche io e non mi sento più in colpa a scrivere un post in più!

  2. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 10:22 AM | Link Permanente

    “la soluzione tag (ma in generale la folksonomy) è secondo me una delle cose più sopravvalutate e inutili, nella pratica, del c.d. web 2.0″
    Ragazzo, smettila di leggermi nel pensiero quando butto giù le idee per un prossimo post.
    Porcoilmondochec’hosottoipiedi!

  3. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 10:31 AM | Link Permanente

    Caro Gianluca,
    Condivido la riflessione complessivamente. Non a caso…..
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  4. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 10:38 AM | Link Permanente

    Assolutamente d’accordo. Almeno ora potrò linkare il tuo post a chi mi scrive lamentandosi del perché scriva su .commEurope una volta ogni 5 giorni.

  5. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 10:39 AM | Link Permanente

    E ora torno sul merito della tua riflessione.
    Scriviamo troppo. Anche io. Anche ora. Quindi smetto qui. Ciao.

    No, non posso. Voglio prima dire la mia.
    Ecco. “dire la mia” è il problema. C’è una disperata sete di comunicazione, in tutti.
    Tutto ciò che facciamo, lo facciamo per comunicare.
    Non so se questo sia dovuto al fatto che la GGente si sente sola (o sòla), e ha fottutamente paura di ciò.
    Non so, forse non è solo un problema di autostima, ma c’entra il desiderio di conoscere più cose possibile, in un loop cercare-trovare-imparare-conoscere-sapere-cercareancora.
    Quando ero piccolo (primi anni ’70) la domenica si andava in piazza Duomo, a prendere un caffè al Camparino. Mi ricordo i capannelli di persone, per lo più uomini, col cappotto e il cappello, che passavano la giornata a discutere animatamente.
    Ecco il web oggi somiglia a quelle conversazioni. Chiacchiere inutili, ma di cui non si riesce a fare a meno.
    I me li immagino che verso sera quelle persone si salutavano e rincasavano, lasciando lì un sacco di discussioni non finite, frasi non ascoltate e risposte non dette. Era il loro modo di fare “mark all as read”.

  6. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 11:06 AM | Link Permanente

    Ho quasi 500 feed nel mio aggregatore, ma solamente 11 sono nella categoria “Essenziali” che leggo religiosamente tutti i giorni.
    Per tutti gli altri, quando proprio non ho tempo, uso il bottone “segna come letto” senza pensarci due volte.
    Mi chiederai: “E allora che te li aggreghi a fare?”
    Ti riponderò: “Uso la funzione di ricerca all’interno dei feeds quando voglio documentarmi su un qualche argomento”

  7. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 11:53 AM | Link Permanente

    @gaspar: giusta osservazione e tecnica. pero’ a me tornare dopo qualche gg e vedere 15 post non letti a blog mi da’ l’angoscia, è un fatto personale, mi sa.
    @mr oz: bella metafora, mi piace.
    @giuseppe: io apprezzo molto la tua settimanalità, si sa.
    @PL: il prossimo post è per i post lunghi come i tuoi, eh (scherzo dai ;)

  8. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 12:08 PM | Link Permanente

    Sì, la categoria Essenziali è… essenziale.
    È tenerla “scabra ed essenziale” che è difficile…
    Dovrebbe essere intelligente, una smart category, che include da sola i feed dei blog che leggo spesso ed esclude quelli che smetto di leggere con frequenza.
    Propongo un nuovo bottone per applicazioni tipo Reader o client email: “segna come se l’avessi letto”.
    Think about it for a minute.

  9. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 12:24 PM | Link Permanente

    Seguo un centinaiodi feed, e l’impressione è che 1)certi argomenti si ripetono, anche a distanza di giorni: li salto, ma solo riconoscerli prende tempo. 2)seguendo i blog scopro-conosco-imparo-valuto, ed è una bella cosa 3)evito i post solo con link secchi ad altri blog, senza un commento 4)non so se sul bloig scrivo cose inutili: probabilmente lo capirò rileggendo il tutto fra un paio di mesi, ma sarà troppo tardi :)
    Ne vale la pena: secondo me sì, del resto sia tutti qui a commentare…

  10. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 1:06 PM | Link Permanente

    Concordo, ci si parla molto addosso, e più si resta in blogosfera, più si tende a dimenticare che internet!=realtà.
    Una volta ho sentito uno dire “perché con technorati posso vedere immediatamente TUTTO quel che è stato scritto o detto su QUALSIASI argomento!!!”, e ti assicuro che per lui era tutto-tutto, non era sottinteso nessun ambito di validità dell’assunto. BUM!, è stato il mio silenzioso commento.
    Passare molto tempo all’aria aperta è in genere una buona cura.

  11. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 1:56 PM | Link Permanente

    gluca: mi associo a @lalui basta segnalazioni di *propri* post su twitter: abbiamo provato, ma non va, è una scorciatoia fastidiosa.

    Ecco, questa avrei voluto scriverla io. Proprio perché uso Twitter solo per leggere gli spunti degli amici e trovo una marea di self-spam. Mi è passata la voglia di scrivere dopo 1 giorno (sì, sono a 0 twit).

  12. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 3:02 PM | Link Permanente

    Posso? Buttate via Twitter.

  13. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 5:39 PM | Link Permanente

    …e io che volevo cominciare ad utilizzarlo in sti giorni :)
    A proposito, io piuttosto ho qualche problema a seguire le discussioni dove posto dei commenti, che sono poi la parte più interessante della faccenda… voi ci riuscite?

  14. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 5:39 PM | Link Permanente

    Concordo in pieno. Faccio già fatica a leggere cose che ritengo utili, seguo infatti blog molto specifici, per twitter, per i post di chi scrive cosa ha mangiato a cena o che cosa andrà a vedere al Conservatorio, non ho proprio tempo. Sembra che per qualcuno il tempo non sia proprio una risorsa scarsa, allora meglio raccogliere le lattine, come scrivevi tu. Tempus Fugit.

  15. Pubblicato 7 marzo 2008 alle 5:54 PM | Link Permanente

    Io ho chi mi fa la rassegna stampa. Un umano, eh. Mi sa che è l’unica soluzione al momento.
    Aiderss lo uso per i blog tennici, dove la quantità di post al giorno impedisce altro sistema.

  16. Pubblicato 9 marzo 2008 alle 10:36 PM | Link Permanente

    20 minuti son tanti. Io li ho suddivisi in “indispensabili” e “altri”. Per gli indispensabili 15/20 minuti al giorno li dedico sempre.
    Per gli altri quando capita… ;-)

  17. Pubblicato 10 marzo 2008 alle 1:50 AM | Link Permanente

    nell’ottica in cui i blog siano conversazioni, non ci vedo nulla di male. Diverso sarebbe se i contenuti dei post ingolfassero i risultati dei motori di ricerca, ma cosi’ non mi pare.
    poi ce’ da dire che e’ una questione di abitudine. Un po’ tutti all’inizio del blogging erano bulimici di stats, ora mi sembra che la situazione sia piu’ normale, lo stesso per i post in cui si pubblicavano le “buffe” chiavi di ricerca con cui la gente accedeva a questo o quel blog. Con il tempo impareremo a scrivere meno post inutili.
    Io propongo una regola: fate finta che la vostra tastiera sia una vecchia macchina da scrivere olivetti, avete ancora tutta sta voglia di scrivere?

  18. DT
    Pubblicato 10 marzo 2008 alle 9:43 AM | Link Permanente

    da “we the media” a “we the star”. Aveva ragione ANDY WHAROL, diciamo la verità.
    Tra i mille post nuovi provate a eliminare quelli autoreferenziali di blogger che parlano della blogosfera, che citano altri blog. Avrete il vostro ridotto numero di post originali.

  19. Pubblicato 11 marzo 2008 alle 3:21 PM | Link Permanente

    eh eh non riuscira mica a disintossicarti così facilmente e poi manco ci credo tanto ;-)
    Quando eravamo ragazzi facevamo i conti di quanti soldi all’anno spendevamo in sigarette e di come con quei soldi (e ne avevamo pochi all’epoca) avremmo potuto comprare più dischi, pagare l’assicurazione del vespino, fare più viaggi e mille altre cose (tranne badare al’ambiente, ovviamente).
    Ma poi pensavamo che fare tutte quelle cose senza una cara sigaretta sarebbe stato meno “forte” e non eravamo tagliati per quella vita … e quindi riuscivamo, di solito, a trovare il modo per fare entrambe le cose.
    Ci facevamo un gran culo … ma forse è quello che manca ai ragazzi di oggi.
    saluti
    Gianluca Arnesano

  20. Pubblicato 20 marzo 2008 alle 3:08 AM | Link Permanente

    Sì, scriviamo troppo e a sproposito talvolta. Il mio ormai è uno slow blogging e leggo solo fonti selezionate. Il tempo è sempre meno e non credo sia salutare spenderlo scorrendo centinaia di feeds.

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